Franco Scepi ‘ Una mostra e un libro

 CULTURA IN PUGLIA



LA FAMIGLIA SCEPI: DALL-EDITORIA NEL REGNO DELLE DUE SICILIE


ALL-ARTE DELLA COMUNICAZIONE INTERNAZIONALE NEL XXI SECOLO


 


Franco Scepi, produttore d-immagini, è l-erede di più di 200 anni di storia


 


GIUSEPPE SAMBERO


Dedica all-antica casa di Franco Scepi


UNA MOSTRA E UN LIBRO


 


Sarà presentato giovedì 29 giugno, presente il giornalista Raffaele Vescera, presso lo Scottish Pub Tartan, nella splendida Piazza Duomo, cuore della città di Lucera (Foggia), –Percorso nel tempo: Una storia e le immagini – L-antica Casa di Franco Scepi-, il nuovo libro di Giuseppe Sambero, fotografo ed editore.


 


Il libro e la mostra sono il risultato di un lungo lavoro creativo che Giuseppe Sambero, coadiuvato da Paolo Montanaro, grafico pubblicitario, ha sviluppato nel corso del tempo con varie -intrusioni- all-interno dell-antica casa di Franco Scepi a Lucera.


 


Una sorta di -reportage archeologico- nel grande spazio lasciato al chiuso per decine di anni, celato alla contemporaneità (l-artista e regista Scepi è vissuto a Milano). Le testimonianze dell-antica storia familiare sono così rimaste immobili nel tempo, in uno spazio denso di una magica atmosfera che dal passato è giunta sino a noi intatta.


 


Come in un film, Sambero racconta una storia fatta d-immagini e di parole. I quadri della madre Olga, madre di Franco, le poesie del padre Gaetano e la sensitività della zia Maria ci vengono rappresentati con tutti i riferimenti storici degli antenati e dei parenti più stretti.


 


Franco Scepi – Franco Scepi dagli anni Sessanta è probabilmente l-unico operatore culturale che si è mosso professionalmente sul crocevia di molte discipline, al di sopra della pratica strategica e tecnica della “comunicazione di massa”. Ha operato nel cinema, nella televisione, nella pubblicità e nell-arte rimanendo volutamente “borderline”, lontano dalle segmentazioni settoriali che hanno proprie leggi e limitazioni. Influenzato dall-amicizia con Andy Warhol, ha portato nel suo lavoro una sorta di flusso “causa-effetto” fatto che determina il recupero di alcuni valori creativi, in un-opera successiva. Scepi esplora la natura delle “merci culturali” e tenta di rispondere al seguente quesito: Quali e quanti ostacoli incontrano le “finalità” artistiche e culturali nel pagare il prezzo al sistema mercato come “mezzo” finanziario? Per rendere evidente la sua operazione di arte totale “di sintesi dei linguaggi” ha usato delle trasmigrazioni, che Bonito Oliva ha definito strabismi. Come dal manifesto “L-Uomo di Marmo”, al monumento “L-Uomo della Pace”. Da un modo di comunicare ad un altro, Scepi parte sempre da una committenza, per andare “oltre” l-appiattimento immaginativo, di un tutto immagine moda-pubblicità, a cui tutto, da più lustri si modella. Perciò egli ha definito il suo lavoro: Over Ad Art, oltre la pubblicità.


Cenni biografici – Franco Scepi è uno di quegli artisti a tutto tondo che si è cimentato con svariate forme d-arte contemporanee. Un passato di scenografo alla Scala e designer a Milano. Vanta una serie di collaborazioni internazionali con grandi artisti del calibro di Andy Warhol, Mario Schifano e Salvador Dalì. Pubblicitario eclettico (copywriter, art director e regista) ha creato campagne famosissime come quelle per Arrigoni, Cirio, Ramazzotti, Deborah. I suoi spot sono passati sicuramente alla storia come quelli dell-aperitivo Bitter Campari con l-attrice Kelly Le Brock, quello di Campari Soda che gli valse il “Tipps Ice Awards” ossia l-oscar della pubblicità dell-Art Director Club di New York e lo spot Bitter Campari 1989 realizzato con la collaborazione della famosa moglie di Elvis Presley, Priscilla e con l-utilizzazione della canzone “Are you lonsome tonight”.


Scepi non si è limitato solo agli spot ma ha partecipato per ben due volte come autore e regista alla Biennale Internazionale del Cinema di Venezia, nel 1980, con il lungometraggio “Can Cannes” e nel 1982, con il cortometraggio “Packaging”. Dopo gli incontri con Wajda, Gorbachev e la sua Fondazione, il simbolo “L-uomo della Pace” che gli fu ispirato in Polonia da Karol Wojtyla è diventato monumento sottoscritto dai Nobel della Pace, tra i quali, Lech Walesa, Dalai Lama, Oscar Arias Sanchez, Adolfo Pèrez Esquivel, Betty Williams, Mairead Corrigan, Shimon Peres, Rigoberta Menchù, Joseph Rotblat, Jody Williams e lo stesso Mikhail Gorbachev. Nel 1999 L-opera fu approvata dal Santo Padre, che tanto ne aveva influenzato la creazione, già dal 1977, quando era vescovo di Cracovia. In quell-occasione, nel corso dell-incontro con i Nobel, Scepi donò a Papa Wojtyla un dittico raffigurante emblematicamente “l-Uomo della Pace” ed il “Santo Padre”. Con il simbolo “L-uomo della Pace di Scepi” (“Scepi-s Man for Peace”) sono stati premiati personaggi dello spettacolo e della cultura che negli anni si sono distinti per la qualità del loro lavoro, tra i quali Roberto Benigni, Bob Geldof e Cat Stevens (Yusuf Islam).


 


Sito Ufficiale del SUMMIT MONDIALE DEI PREMI NOBEL PER LA PACE


http://www.nobelforpeace-summit.org/temi-it.asp?anno=2005


http://www.manforpeace.com/


 


Gli anni -80 e la rinascita della pubblicità: Due registi per Campari: Franco Scepi e Federico Fellini


http://www.campari.com/ita/gruppo/storiacom/index.asp?id=726


 


-L-Uomo della Pace di Franco Scepi-: il simbolo che ha anticipato il crollo del muro di berlino


http://www.ilcentrolucera.it/giornale.asp?id=549


http://www.ilcentrolucera.it/giornale.asp?id=546

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