Il prete che parlava con i silenzi: Padre Michele Palmieri
Presentato il libro di Maria Chiechi Coronati
I Padri Giuseppini del Murialdo di Lucera hanno voluto ricordare l-anniversario della morte del loro confratello Padre Michele Palmieri con una iniziativa davvero inusuale e, cioè, con la presentazione della biografia firmata da Maria Chiechi Coronati ( pp 168, edita dalla Libreria Editrice Murialdo). Il lavoro della Chiechi ha trovato un pressoché unanime apprezzamento, soprattutto perché è riuscito ad entrare con leggerezza, quasi con pudore, con rispetto nella personalità di un personaggio che ha vissuto sempre nella massima discrezione, senza mai lasciarsi coinvolgere dalle luci della ribalta. Nello stesso tempo, l-ampio e rigoroso-impianto documentale ha consentito di inanellare testimonianze, soprattutto di ex allievi, che hanno consentito all-autrice di spingersi fin dentro l-intimità umana,morale, caratteriale e sacerdotale di Padre Michele. Non era facile parlare di questo apparente taciturno Giuseppino, di un prete di poche parole, che parlava soprattutto con i silenzi, che nel silenzio ha innestato la sua testimonianza sacerdotale. E questa biografia della Chiechi paradossalmente è venuta fuori dal silenzio, un silenzio che miracolosamente si è fatto attualità e storia. ha dato finalmente voce a Padre Michele dopo la sua morte. Del resto è la stessa Chiechi a dire:- Il presente lavoro si prefigge di rompere quel totale silenzio che sempre ha circondato la vita e l-opera di Padre Michele Palmieri, un Giuseppino per vocazione, un grande educatore e benefattore. Fu egli stesso ad imporre il silenzio, prima a se stesso, poi ai suoi amici e collaboratori-. Insomma, quasi un atto riparatore a posteriori. Difficilmente si era vista una biografia circolare ad appena un anno dalla dipartita del personaggio. Anzi, proprio il modello di vita di Padre Michele lasciava presagire che mai sarebbe venuta alla luce un lavoro agiografico sul suo conto, un lavoro che l-interessato non avrebbe sollecitato e tantomeno gradito. Ricordiamo che quando gli dedicammo un doveroso -profilo- nell-occasione evidentemente molto particolare del 50°del suo sacerdozio o quando si parlava di lui in affiancamento alla figura del Servo di Dio Padre Angelo Cuomo, con qualche difficoltà, quasi schernendosi leggeva lo scritto, forse anche con un po- di fastidio. Lo dicevamo prima: non amava le luci della ribalta. Se pensiamo che per lo stesso Padre Angelo sono dovuti passare diversi anni prima di vedere alla luce la sua prima biografia (Mons. Antonio Del Gaudio), si può meglio comprendere come quella su Padre Michele assuma un significato quasi di riscatto, nel senso che in qualche maniera mira a portar fuori quasi di prepotenza una figura che, nell-esperienza terrena, ha sempre avuto una posizione di eterno secondo rispetto al maestro e battistrada Padre Angelo, pur ricoprendo un ruolo fondamentale nel percorso della nascita e della crescita dell-Opera Nuova. Dalla biografia della Chiechi emerge anche la grande umiltà di Padre Michele. Egli si considerava sempre l-ultimo e mai sovrapponeva il suo pensiero su quello degli altri, mai rifiutava il confronto sereno con tutti e con i confratelli. Quasi sempre non rispondeva, anzi rispondeva col silenzio, con i silenzi, col sorriso, con un semplice gesto del capo o con un sorriso esaustivo. Anche all-interno nel rapporto con i confratelli era un elemento di equilibrio,di raccordo, anzi egli diffondeva aria di una splendida e dolce sinfonia. Tutto questo la Chiechi ha saputo portarlo alla luce in maniera splendida, suscitando uno slancio di emozione e commozione, attraverso una sommatoria di ricordi strettante legati alla grande testimonianza di questo sacerdote, grande formatore e riformatore dell-animo dei giovani. Dicevamo in una nostra corrispondenza che Padre Angelo, utilizzando una immagine calcistica, era un po- il goleador della squadra dei Giuseppini di quel tempo ( trascinatore e fantasista), mentre Padre Michele era il registra a centrocampo (metodista ed equilibrato), colui che metteva in ordine, assemblava le iniziative del Servo di Dio con un lavoro paziente e scrupoloso degno di un formidabile economo. Padre Tommaso Mastrolitto, nella presentazione, dice giustamente che Padre Michele era il consigliere, il confidente, l-amico, il padre, il fratello che, nella semplicità e modestia del suo carattere, ha forgiato giovani di forti convinzioni, oggi professionisti affermati nella vita civile ed ecclesiale, sparsi in varie città di Italia e all-estero. Il libro biografico della Chiechi rende giustizia a Padre Michele, nel senso che riporta in prima linea il suo l-impegno, portandolo doverosamente nell-archivio dei primi della classe. Con tutto il rispetto per altri suoi confratelli che si sono avvicendati a Lucera, il ruolo di Padre Michele nel corso di 50 anni ha dato un apporto decisivo alle sorti dell-Opera e alla formazione di tanti giovani. Ed infine una nota di cronaca. La manifestazione è stata presieduta da Vincenzo Morlacco, presidente dell-Associazione degli ex allievi. Del lavoro biografico hanno parlato Padre Tommaso e Michele Urrasio e, ovviamente, l-autrice. Antonio Di Muro
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