Nel VII secolo, la Chiesa romana adottò, al 2 febbraio, una festa della Chiesa orientale che celebrava, sin dal IV secolo, la Presentazione al tempio del Signore.
Nella ex capitale dell-Impero si chiamava originariamente -festa di San Simeone-, in ricordo di questo santo uomo di cui parla Luca nel suo Vangelo: -Quando venne il tempo della purificazione secondo la legge di Mose, portarono il bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore. Ora a Gerusalemme c-era un uomo di nome Simeone, lo prese fra le braccia e benedisse Dio: -i miei occhi han visto la tua salvezza preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo, Israele-.
La presentazione del primogenito al tempio doveva avvenire, secondo la legge ebraica, il quarantesimo giorno dalla nascita: dunque la festa doveva cadere, nel calendario cristiano, il 2 febbraio, perché il Natale era stato fissato al 25 dicembre. Ma il mese di febbraio, nella Roma pagana, era dedicato alle purificazioni, a Iunio Februata ed al rito dei Lupercali. Forse, per allontanare quelle presenze pagane e Giunone, il 2 febbraio divenne, successivamente, il giorno della Purificazione della Beata Vergine. Con la recente riforma liturgica, la Chiesa latina ha restituito, al 2 febbraio, la qualità di festa del Cristo, che aveva originariamente, chiamandola Presentazione del Signore.
Ma il 2 febbraio è anche il giorno della -Candelora-, in quanto si benedicono e si distribuiscono ai fedeli candele cui la pietà popolare attribuisce virtù protettive contro le calamità, le tempeste e, anche, durante l-agonia.
Nel -Lunario toscano-, del 1805, si legge: -La mattina si fa la benedizione delle candele che si distribuiscono ai fedeli; la quale funzione fu istituita dalla Chiesa per togliere un antico costume ai fedeli che in questo giorno, in onore della falsa dea Februa (Giunone), con fiaccole accese andavano percorrendo la città, mutando quella superstizione in religione e pietà cristiana. E- certo, invece, che già nel VII secolo si svolgeva a Roma, in occasione della festa cristiana, una processione penitenziale notturna, con ceri accesi, per esorcizzare una sfilata licenziosa e carnascialesca che si svolgeva in quei giorni.
Ma torniamo alla Candelora cristiana. La benedizione delle candele è un-usanza successiva alla processione documentata a Roma tra la fine del IX e l-inizio del X secolo. Pare sia di origine francese, Un tempo le candele venivano accese con un cero in una cerimonia analoga a quella della veglia pasquale, mentre oggi sono semplicemente benedette. La cerimonia antica, con l-accensione delle candele, aveva due significati: l-uno collegato alla universale religione cosmica che il cristianesimo ha accolto nella sua liturgia; l-altro collegato all-insegnamento evangelico. Secondo il primo, il cero speciale acceso è il simbolo del nuovo fuoco vitale che riappare nella natura per grazia divina, preparando la primavera. Il secondo significato è che quel cero è il Cristo stesso, ovvero la luce del mondo che comunica la -vita nuova- nel battesimo e illumina il cammino verso il -cielo-. Nella mani del cristiano è, invece, segno di partecipazione alla luce divina. Per questo motivo, il cristiano porta un cero in ogni evento della sua esistenza e, dunque, la processione con le candele, pur spente, esprime -l-andare incontro al Cristo che viene-.
Nando Carrescia by Cattabiani



















