-PASCOLARE PAROLE, ALLEVARE PENSIERI-
Musica e parole di Giovanni Lindo Ferretti a Orsara di Puglia
ORSARA DI PUGLIA, 31 marzo 2006 – Dopo un inverno lunghissimo, una suadente e timida primavera ha salutato -Pascolare parole, allevare pensieri-, lo spettacolo teatrale a Villa Jamele di Giovanni Lindo Ferretti, carismatico fondatore dei CCCP, dei CSI e dei PGR, controverso e talentuoso cantautore, scrittore e produttore, a cui indubbiamente deve parecchio la musica italiana degli ultimi venti anni.
Un recital, uno spettacolo di poesia e musica, un -teatro musicale- (come qualcun altro l-ha definito), un appuntamento imperdibile per gli oltre quattrocento spettatori che hanno percorso anche un lungo viaggio pur di non lasciare vuoto il loro posto a sedere. E il tema del viaggio non manca mai nelle opere di Ferretti, quasi proiezione di un intimo percorso che conduce chissà chi verso chissà dove, senza pretese di indicare strade elettive e privilegiate per un approdo che rappresenta una soluzione tutta personale.
Mirabilmente accompagnato da Lorenzo Esposito Fornasari, Raffaele Pinelli e Ezio Bonicelli, suoi attuali -compagni di strada e d-avventura-, Ferretti non ha deluso le aspettative, ha impressionato, anzi, con la sua consueta arte di giocoliere della parola, evitando abilmente di cadere nel vuoto gusto estetico e stimolando densamente le emozioni in una vigorosa evocazione delle pulsioni più profonde dell-animo umano. -È un-arma la parola. Un-arma il tono, il ritmo. Forma e sostanza-.
E la musica, a volte protagonista a volte corollario, si è intrecciata a filo doppio con le parole, in una soluzione che non è certo nuova alla sua produzione artistica, finendo per stemperare il pathos e la tensione della parola o per alimentarne l-ascesa e la grazia, in un asservimento reciproco di notevolissima efficacia comunicativa. Mozzafiato la versione ultracustica di -Intimisto-, e nondimeno le reinterpretazioni di -Brace- e -Linea gotica-.
Voci, stati d-animo, suggestioni, evocazioni, chiaroscuri di forme e suoni? oltre le cronachette, che tutti (o quasi) son buoni a tessere, di quest-evento ci ha solleticato l-immaginazione il parallelismo che lega l-artista e il luogo del concerto: Giovanni Lindo Ferretti, uomo migrante e carismatico, cittadino di una terra (l-Appennino tosco-emiliano) montanara e aspra, arroccata tra i monti e densa di storia, di tradizione, di sentimenti a volte contrastanti, proprio come Orsara di Puglia, nobile e antica roccaforte di un Sud che vive di nuovo il dramma dell-emigrazione, dello spopolamento, della paura del futuro, delle valigie non più di cartone ma non per questo meno colme di amarezza e dolore.
Cercare, allora, anche nell-arte l-interpretazione del proprio presente, per farne sintesi e slancio verso un divenire migliore, un domani che sia -qui ed ora-, un futuro che ostacoli l-avanzare della desolazione e della desertificazione progettuale che sta umiliando un-intera generazione di figli di questa terra.
E ha visto giusto una volta di più l-Amministrazione Comunale orsarese, l-Associazione Culturale Echoes, e quant-altri si sono adoperati per realizzare con successo lo spettacolo di Giovanni Lindo Ferretti, un evento che si fa voce – anche artisticamente – del dolore e del disagio di una terra che, ancora viva, vuole liberarsi dal giogo di subalternità in cui è stata relegata dall-impietoso corso degli eventi storici più recenti.
(Sergio Proculo)



















