Dagli albori dei villaggi neolitici del III millennio a.C., posti sul colle Albano, ai giorni nostri, questa la materia del volume -Lucera nella storia e nell-arte-. Narrare in un solo volume una storia lunga cinque millenni, anche se quelli ovviamente più documentati sono gli ultimi tre, che fa di Lucera il centro abitato più longevo della Capitanata – o forse sarebbe meglio chiamarla in questo caso con il nome Daunia caro a Virgilio, che parlava nella sua Eneide di quella che è oggi la provincia di Foggia come la terra dei Dauni, progenitrice di quel rutulo Turno rivale di Enea a causa della bella Lavinia ? non è certo cosa facile. A meno che non si pensi di realizzare un volume enciclopedico con centinaia e centinaia di pagine e del peso di un chilogrammo e passa. L-impresa di scrivere una storia così articolata non ha però spaventato Massimiliano Monaco, studioso non nuovo alla ricerca storica come testimoniano i numerosi volumi già all-attivo, che è stato anche molto bravo nel confezionare un volume, edito dal Crsec, agile e snello, capace con le sue 193 pagine, corredate da un apparato iconografico ricchissimo direi quasi filologico, di raccontare una storia lunga millenni. Ed avvincere il lettore con uno stile asciutto – Monaco viene dal giornalismo da quella palestra che fu -Il Centro Nuova Cultura diretto da Raffaele Montanaro ? un lessico sempre appropriato e un-attenzione meticolosa ai contenuti, che sono riferiti in modo preciso ed articolato con il supporto di schede di approfondimento preziosissime.-Un paese ci vuole?- ha scritto Cesare Pavese nel suo romanzo -La luna ed i falò- alludendo al bisogno di ogni uomo di sentirsi la terra sotto i piedi, di sentirsi protetto alle spalle per poter camminare con maggiore speditezza verso il futuro. E verso questo futuro si può andare se si è consapevoli del proprio passato, delle proprie origini, delle proprie radici, una sola parola della propria -istoria magistra vitae- per dirla alla latina. In questa direzione di muove il volume di Monaco, lucerino innamorato della sua città oltre, e forse soprattutto prima, che studioso analitico e puntiglioso, sempre pronto a cercare quei dati ed elementi da mettere assieme in modo armonico, per dare contenuto, sostanza e forma ad un volume, -Lucera nella storia e nell-arte-, che si legge tutto d-un fiato. Ed invita poi ad una rilettura per poter meglio comprendere riferimenti a periodi spesso poco noti della storia cittadina civile, politica, religiosa ed artistica di Lucera. Con questo volume Monaco ha saputo coniugare, meglio ancora che in altri a testimonianza di un costante processo di crescita intellettuale fondata sulla passione e la dedizione al lavoro certosino, la sua passione per l-esplorazione storica con una lucidità argomentativa e densità espositiva che gli hanno consentito di racchiudere in uno spazio tutto sommato limitato di 193 pagine una vicenda storica tanto lunga e tanto ricca di personaggi ed episodi. Il libro è stato presentato martedì sera al Circolo Unione. A presentare il volume gli studiosi Dionisio Morlacco e Giuseppe Trincucci che, sulla scorta delle domande fatte dal moderatore della serata Silvio Di Pasqua, hanno evidenziato la presenza di un numero esiguo di appassionati di ricerche storiche a Lucera e nel contempo la validità notevole del volume di Monaco. In primo piano nella serata la storia della città partire dal primo volume monografico sulla città scritto all-indomani dell-unità d-Italia dal barone Gianbattista D-Amely Dalle parti di Lucera d-altronde, come ha ben ricordato Monaco, sono passati grandi della storia come Annibale, Pompeo, Cesare, Federico II, per non parlare del leggendario eroe omerico Diomede, sino ad arrivare al Novecento, il secolo breve di Hosbwan, ad Antonio Salandra – che a Lucera fu eletto parlamentare nel novembre del 1913 battendo il direttore del Foglietto Gaetano Pitta per poi diventare presidente del consiglio l-anno successivo e portare l-Italia nella prima guerra mondiale il 24 maggio 1915 ? ed a papa Giovanni Paolo II, che Lucera visitò in una radiosa giornata dell-aprile 1987. La mole di libri, saggi, documenti originali da consultare ed analizzare per dare vita a questo volume era tanta, molti si sarebbero trovati nella stessa condizione in cui era Zeus nel momento di partorire Atena, ma non Massimiliano Monaco che con questo volume dimostra di essere fra gli studiosi di storia cittadina più capaci, essendo riuscito a realizzare un volume prezioso e ben costruito con il suo -fil rouge-, dato dalla volontà di mescolare il percorso storico e quello monumentale ed artistico della città, sempre presente e seguito con meticolosa precisione. La monografia offre un quadro completo e sistematico delle principali testimonianze storiche e artistiche di Lucera, città dai mille volti e dalla lunga tradizione culturale, dal fascino racchiuso in quello spirito di civismo che si avverte camminando per le sue strade o scoprendo le tante iscrizioni murate nelle sue case. Una città dove la storia non è solo un lontano ricordo, ma una realtà viva; un teatro veramente unico dove appaiono incredibilmente concentrati e riflessi tutti gli eventi storici dell-Italia Meridionale. Con un-analisi volutamente scevra da ogni forma di retorica municipale e che si giova delle più recenti acquisizioni storiografiche, innestate nella vicenda locale all-interno di conoscenze storico-artistiche più generali, l-autore descrive Lucera come una città di frontiera tra la Puglia e l-Appennino, rimarcandone soprattutto le relazioni socio-economiche, i culti, le mode e le correnti artistiche e di pensiero del più vasto sistema geopolitico euromediterraneo, invitando il lettore a riappropriarsi criticamente del proprio passato e stimolandolo al piacere della conoscenza e della consapevolezza. Tutto questo Monaco lo ha fatto dopo essere stato per quasi un ventennio un indagatore acuto e partecipe alla storia cittadina e dopo aver acquisito nel corso degli anni – scanditi da articoli saggi monografie e volumi – la tecnica di narratore consumato, lucido ed attento ai minimi particolari ma dalla penna sintetica, capace di tenere sempre desta l-attenzione del lettore. Ad impreziosire questo volume, edito Crsec, la bella prefazione di Jean Marie Martin fra i massimi studiosi, pur essendo un docente universitario d-oltralpe, della storia della Capitanata in età antica e medioevale e che ha scritto: -Lucera merita attenzione e considerazione sia per la sua storia specifica che per la ricchezza dei monumenti e la bellezza del paesaggio cittadino. Essa è l-unica città della provincia di Foggia la cui storia si possa seguire dall-età protostorica ai nostri giorni-.
Francesco Barbaro



















