Il Natale, le sue radici

Se c-è una festa cristiana che ha le radici in Roma, questa è il Natale. In un Cronografo, una specie di almanacco composto, nel 354 d.C., da Furio Dionisio Filocalo, è riportato un frammento di calendario liturgico cristiano in uso a Roma, risalente al 326 o, forse in epoca ancora anteriore, in cui si legge che alla data: – VIII Kalendas Ianuarias (ovvero al 25 dicembre), natus est  Christus in Betlem Judaeae-. Una affermazione sconcertante in quanto nei Vangeli non vi è traccia della data, anzi quello di Luca allude ad un periodo diversa. Anche Clemente Alessandrino (150-216 d.C) scriveva di ignorare la vera data della nascita del Cristo, né le ricerche degli storici moderni sono riuscite ad appurarlo. 
In realtà, il 25 dicembre è una data simbolica che si collega al solstizio d-inverno e ad una festa romana di epoca imperiale. Nel Cronografo è riportato anche un calendario civile, chiamato comunemente filocaliano, che al 25 dicembre nota -N.Invicti-. ovvero Natale dell-Invitto. L-Invitto altri non era che il Sol Invictus, divinità solare di Emesa introdotta dall-imperatore Aureliano che aveva costruito anche un tempio in suo onore.
Nella teologia neoplatonica, che avrebbe ispirato l-imperatore Giuliano (361-363),  il sole era una delle ipostasi del Dio unico, ovvero il -mediatore- tra Colui che presiede alle essenze intelligibili ed il disco luminoso, il sole del mondo sensibile che vivifica la terra e dirige il corso alternato delle stagioni-. Il Natale del Sole Invitto si celebrava con cerimonie e giochi e molti cristiani erano attirati da quelle feste spettacolari. La Chiesa romana, preoccupata dalla straordinaria diffusione dei culti solari e, soprattutto, dal mitraismo ( Mitra era considerato il figlio del Dio supremo: figlio del Sole e Sole egli stesso. Cooperava con Ohrmazd, personificazione delle forze del bene, nella lotta contro Ahriman, personificazione di quelle malefiche, che sarebbe stato vinto alla fine dei tempi) che, con la sua morale e spiritualità non dissimili dal cristianesimo, poteva frenare se non arrestare la diffusione del Vangelo, pensò di celebrare  nello stesso giorno il Natale del Cristo come vero Sole.  Non era una sovrapposizione infondata perché, sin dall-Antico Testamento, Gesù veniva preannunziato, dai profeti,  come Luce e Sole. D-altro canto, alla luce della mentalità mitico-simbolica di quell-epoca, la scelta di una data secondo una visione astro-logica e non secondo dati storici, era del tutto legittima.
Successivamente, nel V secolo, papa Leone Magno diede a questa solennità il fondamento teologico, polemizzando, tuttavia, con quei cristiani che continuavano ad adorare il sole alla maniera dei pagani. La preoccupazione di san leone Magno era più di carattere pastorale che teologico; dopo i primi secoli dell-era cristiana, durante i quali si erano utilizzati simboli pagani per l-evangelizzazione, occorreva, in una seconda fase, sradicare completamente gli ultimi residui delle religioni solari. 


Nando Carrescia by cattebiani

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