Tra mito e leggenda, Santa Lucia

Ho letto, con interesse, l-articolo sulla festività dell-Immacolata Concezione, atteso che noi credenti, il più delle volte, partecipiamo, anche con devozione, ad una festività religiosa, senza però essere a conoscenza dei contenuti simbolici, rituali della festività stessa e delle sue origini.
Si appressa, a giorni, la festività di Santa Lucia ed ho ritenuto, sempre che lo si ritenga opportuno, dare il mio contributo informativo.
Santa Lucia è divenuta molto popolare per una serie di coincidenze che poco hanno a che fare con la sua figura storica e la collegano, invece, al simbolismo solstiziale.
Lucia venne effettivamente martirizzata a Siracusa, durante la persecuzione di Diocleziano, ma come e perché non si sa, se non per due -passiones-, l-una greca e l-altra latina, più tarda e meno credibile della prima. Secondo la fonte greca, Lucia era una giovane e ricca siracusana, fidanzata ad un concittadino. Durante un pellegrinaggio al sepolcro della martire Agata, per impetrare la guarigione della madre malata, la santa le apparve predicendole il martirio. Tornata a Siracusa, Lucia decise di rinunziare alle nozze imminenti e di distribuire tutti i suoi beni ai poveri. Denunciata dal mancato sposo come cristiana alle autorità romane, fu trascinata  in tribunale dove il giudice non riuscì a farla abiurare né con le lusinghe né con le minacce, cosicché venne condannata a vivere in un lupanare. Ma, quando i soldati tentarono di condurla via, si accorsero, con stupore, che era inamovibile come una roccia, né vi riuscirono una coppia di buoi ed un getto di pece bollente. Il giudice, esasperato, la condannò a morte.
Al di là della leggenda, pare che sia morta il 13 dicembre, come sostengono il -Martirologio gerominiano- ed altri testi agiografici.
Questa data, che nella prima metà del XIV secolo coincideva con il solstizio d-inverno a causa dello sfasamento tra anno solare e calendario giuliano, contribuì a fissare definitivamente le funzioni della santa nella tradizione popolare.
Già il suo nome evocava la luce, deriva infatti dal latino Lùcia, femminile di Lucius, la cui radice è lux: Tradotto nel tardo greco, la lingua della Sicilia orientale, in Lukìa, venne a poco a poco a significare, nell-ambiente cristiano, segno e promessa di luce spirituale. Il suo nome ispirò, probabilmente, il suo patronato sulla vista che qualche agiografo ha collegato ad un episodio leggendario, posteriore alla passio, secondo cui la fanciulla, per non cedere alle suppliche del fidanzato, si sarebbe strappata gli occhi.
Quando la festa coincise con il periodo solstiziale e nacquero i proverbi oggi improponibili: – Santa Lucia è il giorno più corto che ci sia-, la sua figura divenne anche promessa e segno di luce materiale, annunzio della fine delle tenebre invernali, dei futuri giorni più chiari.
Cosicché, nell-iconografia, Lucia apparve con vari attributi connessa sia al martirio, come la palma o il pugnale che la trafisse, sia alla sua funzione di  – messaggera di luce-, come la lampada ed il piattino con due occhi che regge in mano.
Il culto della santa, nel medioevo, si  diffuse in tutta l-Italia, suscitando nuove leggende e nuove usanze. In Veneto, ma anche in Austria, nella Repubblica Ceca, in Slovacchia, assunse  anche la funzione solstiziale ? come il Bambino Gesù,  San Nicola e la Befana ? di distribuire doni ai più piccoli. Persino in Danimarca e Svezia, il 13 dicembre è festeggiato con l-elezione di una -vergine saggia-, detta Lucia,  che, scortata da compagne vestite di tuniche bianche e con una corona di sette candele sul capo, percorre le vie raccogliendo  e portando nella case, negli asili i doni natalizi.


Nando Carrescia by Cattebiani

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