Si è tenuta al teatro Garibaldi la presentazione del volume di Dionisio Morlacco, con le foto di Mario Carrozzino, -Dimore Gentilizie a Lucera- pubblicato per i tipi di Claudio Grenzi Editore di Foggia. Un-opera sontuosa, corredata di bellissime foto che ci disvelano architetture, segni e linguaggi di un passato mirabile, colpevolmente, dai più, ignorato. All-incontro hanno partecipato l-Autore, il prof. Giuliano Volpe, direttore del Dipartimento di Scienze Umane dell-Università di Foggia, il prof. Paolo Emilio Trastulli, storico e critico d-arte, il sindaco, Giuseppe Labbate che ha portato i saluti della Civica Amministrazione. Dionisio Morlacco ha risposta ad alcune nostre domande.
D Nell-opera di ricostruzione della nostra memoria storica, che è quanto mai necessaria per Lucera, che tipo di valenza assume la pubblicazione di questo volume?
R La pubblicazione di questo libro rappresenta uno stimolo per tutti coloro che amano la conservazione non solo della Storia in senso lato, ma anche della Storia vista attraverso le presenze strutturali della nostra città. Quindi, un amore e una visione più vicina alla conservazione e al ripristino secondo le norme più rispettose della tradizione per un patrimonio che reca molta memoria storica.
D Scoprendo questa memoria storica, cosa l-ha colpita maggiormente?
R Mi ha sorpreso la constatazione, soprattutto, della vita nucleare, cioè delle famiglie, nel passato. Attraverso questo tipo di vita quotidiana, si scopre quello che c-era dietro, cioè la consuetudine sociale nel tempo e le norme di vita che, naturalmente, richiamano anche le istituzioni comunali e, di conseguenza, l-attività civica dei Decurioni, il Consiglio Comunale dell-epoca. A tutto questo, fa da cornice la tradizione economica ed agricola della nostra città.
D Questa pubblicazione ha chi è dedicata?
R Certamente alla città, a noi Lucerini, per farci aprire gli occhi su ciò che abbiamo intorno, e che non conosciamo, per poterne fare tesoro. Coloro che vengono da fuori, studiosi, appassionati o semplici turisti, scoprono delle realtà di cui noi non ci rendiamo perfettamente conto.
D In questo processo di riconsiderazione della realtà storica, come vede i giovani?
R E- un discorso molto delicato, perché prima che ai giovani, guarderei alle istituzioni che riconosco demandate alla conservazione, alla conoscenza e alla tutela, cioè le famiglie, la scuola, il Comune. Esse dovrebbero insegnare il rispetto e quindi la conservazione del bene.
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