Gaetano Cappelli: –Il primo– (Marsilio Editore)
Tra incanto e disincanto
Questo romanzo, edito da Marsilio, ha per protagonista Guido, ragazzo di provincia cui nella sua incredibile vita -capita- spesso di essere il primo. Sì Guido è il primo a scuola, primo negli sport; di inesauribile fascino la sua vita, come Re Mida, trasforma in oro tutto ciò che tocca. L-amore presto gli sorride, conosce e si innamora di Filippa Pardi, la ragazza più ambita della scuola. E- allora che il protagonista vive l-incanto sulle sacre cime di un -Pippal-, albero sacro, che diverrà per lui il luogo della memoria, della giovinezza, delle emozioni più pure vissute con la sua amata Filippa.
Presto però sopraggiunge il disincanto e l-amara realtà porta il nome di Fabio Nobile, uomo tanto carismatico quanto vuoto e privo di contenuti, ma che presto metterà in ombra il vincente Guido, surclassandolo in tutto e usurpandogli non solo la scena, ma anche la bella Filippa, sorpresa insieme al rivale a baciarsi (e non solo) nel bel mezzo di una festa tra vecchi amici.
Cominciano così ad alternarsi, in un saliscendi di emozioni e colpi di scena, i fallimenti e le rinascite del protagonista, divenuto uomo, quel Guido Cieli, aspirante scrittore, che si ritrova a fare l-editor, a immergersi in letture infinite di manoscritti alla ricerca di autentici talenti.
Si susseguono colpi di scena che lo portano a correre in bilico tra vittorie e sconfitte personali, il tutto condito, stilisticamente, da uno humour sottile ed intelligente e da cambi di prospettiva che, in un crescendo di emozioni, spiazzano nei contenuti e nello stile il lettore, che divora ansiogeno, via via con maggiore voracità, le pagine del romanzo, sino trovarsi immerso in un plot a tratti noir con tinte addirittura gotiche? Una continua altalena di fatti, eventi, emozioni, passioni attraversano non solo la storia di Guido ma ogni lettore, in un costante sodalizio di emozioni. Come un uomo che con i piedi nel fango e piccole ali tenta invano di spiccare il volo, così Guido resta -prigioniero- della nostalgia del grande amore perduto, Filippa Pardi, e come il più comune dei mortali riversa il suo odio sull-artefice della sua sconfitta in Amore, Fabio Nobile, autentico Caino vestito da Abele. Odio che porterà Guido a tramare la morte del suo nemico?
Stupefacenti sono anche i personaggi di contorno, i fratelli arbereshe Gior, aspirante scrittore e Fatos con la loro ossessione per la tradizione Skipitara (albanese di religione ortodossa). Vera e propria caricatura è il commissario Ardigò, anche lui aspirante scrittore pronto, come tutti coloro che lo hanno preceduto, a rifilare il suo -capolavoro- inedito (non a caso) a Guido l-editore. Ultimo il vecchio amico del sud e scrittore Gaetano Cappelli, autentica rivelazione del romanzo e per tale motivo non se ne parlerà.
Il finale è l-apoteosi dei colpi di scena, mai interamente gustati prima per la loro frenetica ed affascinante mutevolezza, che lasciano il lettore alla fine pago del ritrovato incanto.
Mi scuso con i lettori di quest-articolo se mi son fatto prendere la mano ma l-entusiasmo di cui sono portavoce e che ha prevalso spero sia la migliore garanzia per una piacevole ed avvincente lettura.



















