Dino Buzzati,


DEI PIACERI DELLA TAVOLA E NON SOLO


LA SALUTE SECONDO DINO BUZZATI


 


 


In questi giorni di lauti banchetti e smodati festeggiamenti vorremmo che nessuno avesse a che dire sulle modalità dissennate con cui approcciamo ai piaceri della vita.


Per disquisire sullo spinoso argomento abbiamo scelto un brevissimo passo di Dino Buzzati (1906-1972), scrittore, giornalista e pittore, tra i più grandi esponenti della letteratura del Novecento (ricordiamo solo il suo capolavoro narrativo, “Il deserto dei Tartari”, del 1940).


Lo scritto che leggerete qui di seguito, intitolato “Il medico ideale”, è tratto dalla raccolta “Siamo spiacenti di” nell-edizione Oscar Mondadori.


Un certo salutismo – talvolta assurdo – viene affrontato in questi passi con la beffarda ironia e quel gusto provocatorio che solo scrittori geniali e innovatori come Buzzati possono usare con competenza e sapienza, senza cadere mai nella banalità o nel cattivo gusto.


Un-ironica delicatezza che ci invita a guardare sempre al di là dei lustrini, degli slogan e delle copertine patinate di questa vita piena di contraddizioni.


Buona lettura.


SERGIO PROCULO


 


 


Il medico ideale


Mai, mai che un medico dopo una accurata visita ci dica:


« Caro signore, mi dispiace, non andiamo niente bene. Se lei continua così, scusi la sincerità, ma le do pochi mesi di vita. Perciò è mio dovere parlarle chiaro. Qui si impone un rigoroso regime di vita.


« Per cominciare, una dieta di ferro: verdure, latte, frutta cotta, carni bianche, sono veleno per lei. Neanche sentirne parlare. Il suo vitto si baserà sui salumi, la selvaggina, le papriche, le mostarde. Molto pepe, molto sale. Tutt-al più, qualche insalata di cipolle e peperoni, ma solo di quando in quando.


« In quanto al bere, mi duole darle una cattiva notizia, ma acqua e succhi di frutta vanno banditi. Vino, questo sì. E soprattutto whisky. Si rassegni, amico mio. Il whisky è per lei il toccasana. Ma sì, anche due tre bottiglie al giorno!


« E ora veniamo agli aspetti della sua attività quotidiana. Come prima cosa, mai mettersi a letto prima dell-una, le due di notte. Qualche notte bianca sarebbe l-ideale, ma non pretendo tanto.


« Però il sacrificio più grande, caro signore, è di altro genere. Qui sta la base della guarigione. E il rimedio è presto detto: donne, donne, donne! Non ce ne saranno mai abbastanza! Giorno e notte, notte e giorno. Bisogna che lei si faccia una ragione. E che ci dia dentro più che può ».


Perché mai un medico simile non esiste?


 


Dino Buzzati, tratto da -Siamo spiacenti di-, Oscar Mondadori, 1975

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