Natale, sapori e ricordi

Calore. Calore che proveniva dalla stanza in cui il camino o il braciere era l-unico mezzo per riscaldarla e riscaldarsi. E profumi come quello delle bucce di arance o di mandarini che si mettevano nei camini e nei bracieri per profumare l-ambiente. Ancora calore ma, questa volta, proveniente dalla cucina dove funzionavano a tutto regime i fornelli per preparare soprattutto


i dolci che venivano fatti con anticipo ed in gran quantità e, a noi bambini veniva data la possibilità di fare i biscotti sotto l-occhio vigile della nonna che era la grande artefice delle preparazioni: si preparavano, così, i dolci della tradizione lucerina cioè crustole , mostaccioli ecc..


 


E ancora magia, magia che solo questa festa può darti come, ad es., quella dovuta alla visita al famoso presepe di don Eduardo (di Giovine) che per noi bambini era un appuntamento irrinunciabile. Il presepe che era allestito stabilmente nella sagrestia della chiesa di San Domenico (dove don Eduardo fu parroco) era il più bello che Lucera avesse mai visto, pensate infatti che  attualmente è conservato presso il Museo Civico della città: le statuine del presepe sono del 700 e sono incantevoli non solo per la loro bellezza ma anche per la dovizia di particolari, affascinerebbero chiunque anche chi è meno sensibile a questa tradizione. Per chi avesse avuto come me la fortuna di conoscere colui che, non solo ha raccolto queste statuine ma, ha avuto la passione di creare il presepe, il ricordo lo porterà sempre con sè assieme a quella  sensazione di magia che don Eduardo ci seppe regalare. Il presepe, per lui, era come una creatura che andava curata ed, infatti, ogni anno cercava di abbellirlo (ricordo quando ci fu l-innovazione degli effetti di luce) e mostrava a noi bambini tutto questo con grande gioia, poi si preoccupava dei nostri studi (eravamo alle primissime classi delle elementari), ci faceva recitare le poesie natalizie e ci premiava con delle caramelle.


 


Ricordi a parte,  nonostante i cambiamenti cui la nostra vita è stata sottoposta, la magia di questa  festa rimane intatta soprattutto quando è riproposta la tradizione di unione tipica natalizia e, perché no, quella culinaria lucerina,  anche se oggi, inevitabilmente, qualcosa tende a scomparire come ad es.(per i dolci) le mandorle atterrate, soppiantate dalle mandorle al cioccolato sicuramente più facili da realizzare. E perché non si dimentichino, forse può interessarvi sapere la ricetta.


 


“Mandorle atterrate”:


 


-300 gr. mandorle tostate


-300 gr. zucchero


-150 gr. acqua


-10   gr. cacao amaro


 


In una pentola si fanno sciogliere lo zucchero ed il cacao con l-acqua, poi si aggiungono le mandorle. Si fa amalgamare il composto, facendo attenzione che esso rimanga liscio e lucido e si formano dei mucchietti che si fanno rapprendere preferibilmente su un piano di marmo oleato.


maria c.

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