Il sangue dei Penitenti del terzo millennio


 

 

 

RITI SETTENNALI DI PENITENZA IN ONORE DELLA VERGINE ASSUNTA

GUARDIA SANFRAMONDI


 


Raggiungiamo in mattinata il paesino di Guardia Sanframondi, in provincia di Benevento, uno dei tanti borghi medievali che caratterizzano l-Appennino italiano; un paese come tanti che però, una volta ogni sette anni, diventa lo scenario di uno dei più spettacolari eventi religiosi della Cristianità: la processione dei penitenti, battenti e flagellanti!


Un rito che affonda la sua origine nella notte dei tempi ed in particolare si ricollegano a riti pagani per la fertilizzazione della terra ma che nel tempo sono diventati un simbolo cristiano per la purificazione dell-anima con la mortificazione del corpo.


Il sangue, che tinge le immacolate tuniche bianche dei penitenti incappucciati, viene versato in remissione dei propri peccati. Il cappuccio, che rende anonimi i penitenti, li isola nel momento dell-espiazione ed impedisce che il protagonismo, umana debolezza, vanifichi il puro senso di redenzione del rito e la ricerca del perdono attraverso l-intercessione della Vergine Assunta.


Il corpo, mero simulacro di ciò a cui l-essere umano aspira, viene mortificato con una spugna di sughero ricoperta di cera e nella quale sono conficcati 33 spilli che, con cadenza ritmica trafigge il petto dei battenti.


Tutto il resto è una fiumana di gente che è giunta da ogni parte d-Italia per quello che resta un evento unico che ha destato l-interesse anche dei media stranieri ed in particolare di Aljazeera, la tv araba.


L-importante è non spettacolizzare l-evento rendendolo uno dei tanti reality in giro per le televisioni.


 


 

Michele Consalvo

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