Come tradizione vuole, la Domenica di Pasqua, alle 19.30 in piazza Nocelli, il C.I.F., sezione di Lucera, e l-Associazione Culturale Liu.Bo, daranno vita al falò delle Quarantane che chiude il periodo quaresimale con i suoi sacrifici, le sue penitenze e la sua tristezza.
Tradizionalmente, la Quarantana è la vedova di Carnevale vestita a lutto e appesa subito dopo la morte del marito, ponendo fine al periodo di festa, di abbuffate e di esagerazioni.
Religiosamente parlando, le pupattole nere, che fanno bella mostra di sè tra i balconi e le vie, essendo esposte il Mercoledì delle Ceneri, inaugurano la Quaresima, il periodo di preparazione alla Pasqua, contribuendo allo spirito e alle pratiche penitenziali che la Chiesa ispirandosi al Vangelo suggerisce ai fedeli.
Ogni pupattola è infilzata da sette penne, 6 nere e 1 bianca: le nere per rammentare le domeniche di Quaresima e quella delle Palme, la bianca per segnare la Domenica di Pasqua e il ritorno alla gioia della Resurrezione del Cristo.
In altre parole, le Quarantane fungono da calendario della Quaresima con le loro penne da sfilzare di domenica in domenica, man mano che ci si avvicina alla Pasqua.
Quando si è giunti alla Santa Domenica, incendiare le Quarantane è un dire con forza che l-impegnativo cammino di preparazione e di conversione è terminato e che si è così pronti a vivere la rinascita e la nuova vita che il Risorto ci dona.
Secondo la tradizione popolare, è da precisare che le pupattole, una volta raccolte, erano consegnate ai ragazzini “che le trascinavano per le strade urlando di gioia perchè era finito il tempo di magra”.



















