Lucera, corte del Palazzo Cavalli, 3 ottobre 2009
Pubblichiamo la relazione introduttiva presentata alla serata dell-Unesco dal Presidente Dott. Massimiliano Monaco. Parole forti, che cercano di spiegare lo scopo per cui è nato l-Unesco, -la mente degli uomini che deve essere educata alla difesa della pace-, un concetto di cultura della pace che deve essere diffuso in tutto il mondo. Di seguito il testo:
Saluto del Presidente
Autorità, illustri relatori, esimi dirigenti scolastici, docenti, educatori e presidenti delle Associazioni culturali e di volontariato, cari soci, gentile pubblico, cari studenti,
sono lieto di porgere il saluto mio personale e del club UNESCO -Federico II- di Lucera a questo importante incontro su un tema di grande interesse come quello della -Cultura della Pace-.
Un saluto e un ringraziamento sentito mi sia consentito rivolgere ai consiglieri comunali presenti e, in modo particolare, al prof. Germano Benincaso, assessore alla Cultura e P.I. del Comune di Lucera e nostro socio di diritto, per il patrocinio accordato a questa prima manifestazione del mandato 2009-2011, che ho l-onore di presiedere.
Ringrazio e saluto i soci della Cooperativa -Terre e Gusti-, fondata dal nostro socio Angelo Pisciotti, sponsor di questa serata, il presidente e il Consiglio direttivo del Circolo Unione di Lucera per l-ospitalità concessaci in caso di pioggia. Un ringraziamento particolare va a tutto lo staff organizzativo di questo primo evento del biennio.
L-incontro di oggi intende essere un momento di riflessione e confronto sulla cultura della pace, nell-affrontare il quale è necessario partire dal preambolo dell-Atto costitutivo dell-UNESCO, che tutti abbiamo imparato a conoscere. Esso dice: «Poiché le guerre nascono nella mente degli uomini, è la mente degli uomini che deve essere educata alla difesa della pace». Il tema è sicuramente complesso, e non abbiamo di certo l-ambizione di trattarlo in maniera esauriente o definitiva. Lo affrontiamo però in questo spazio privato, aperto per l-occasione al pubblico, serenamente e in maniera, speriamo, coinvolgente e interattiva.
L-UNESCO, agenzia specializzata delle Nazioni Unite incaricata di promuovere la cooperazione nel campo dell-Educazione, della Scienza e della Cultura nasce nel 1945 con il principale scopo di diffondere la pace tra i popoli. La stessa ONU, come è noto, ha per scopo il mantenimento, la difesa e la promozione della pace nel mondo. Entrambi questi organismi internazionali ci invitano a riflettere su un concetto: la pace non è data solo dall-assenza di guerre o di conflitti, ma è essenzialmente una dimensione formativa, una conquista mentale e quindi culturale, una forma mentis. Si comprende allora come una società fondata sulla pace si edifica attraverso un-insieme di valori, di atteggiamenti, di tradizioni, di attitudini, di stili di vita fondati essenzialmente sull-educazione al dialogo e al rispetto reciproco tra i popoli, delle loro differenze storico-culturali ? da valorizzare piuttosto che stigmatizzare ? e del valore che queste rappresentano.
Il concetto di cultura della pace compie in questi giorni i suoi primi 20 anni. Esso venne formulato in un congresso internazionale tenuto dall-UNESCO in Costa d-Avorio nel 1989. Ma già cinque anni prima, nel 1984, prima ancora del crollo del muro di Berlino, una risoluzione dell-Assemblea Generale dell-ONU aveva riconosciuto il diritto dei popoli alla pace; un diritto basato sui valori universali stabiliti nel 1948 nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani.
Nel 1998 l-Assemblea Generale dell-ONU, su proposta di alcuni premi Nobel per la pace, approvò la risoluzione 53/25 con cui proclamò il decennio 2001-2010 -Decennio Internazionale per una Cultura della Pace e della nonviolenza per i bambini del mondo- e l-anno successivo, il 13.9.1999, la risoluzione 53/243 contenente la dichiarazione per una Cultura della Pace.
Ma come si creano le difese della pace nelle menti degli uomini e come si diffonde la cultura della non violenza? E- quello che stasera cercheremo di analizzare alla luce delle indicazioni proposte dall-UNESCO; una serie di misure, tutte strettamente connesse tra loro, che vanno dal rispetto della vita umana all-incoraggiamento del dialogo; dall-attenzione alle libertà e ai diritti umani al rispetto della legge (sostituendo il diritto alla forza), della giustizia (non vi è pace senza giustizia insegnava Luther King) e delle libertà fondamentali di ogni essere umano sanciti nella Carta dei Diritti dell-Uomo. Dalla lotta alle discriminazioni sociali che portano alle disuguaglianze tra sessi, razze, lingue, religioni alla lotta alla povertà e all-analfabetismo e all-accesso all-istruzione di base; dalla valorizzazione delle diversità culturali alla lotta contro le discriminazioni sociali. Il tutto non va mai disgiunto dal ruolo educativo e informativo dei genitori, degli insegnanti, dei politici, dei giornalisti, degli intellettuali e di quanti sono impegnati in attività scientifiche, sanitarie, umanitarie, filosofiche, creative e artistiche, oltre che ? va da sé ? dagli organismi e gruppi religiosi e dai mass-media, anch-essi chiamati ad una responsabile promozione di una cultura della pace. Basta solo pensare all-impatto che alcune immagini possono avere nell-educazione delle coscienze e di quante poche immagini e di pace ci propongono oggi i media.
Per rendere meno arido o teorico il tema della pace, stasera sono qui con noi le professoresse Katia Ricci e Anna Potito, due docenti, rispettivamente di Lettere classiche e di Arti visive, che vantano una specifica esperienza didattica sui temi in oggetto. Ricci e Potito sono entrambe socie fondatrici del circolo Culturale «La Merlettia» di Foggia, un-Associazione che nasce dal desiderio che il mondo cambi a partire da noi e sono molto attive con corsi di aggiornamento nelle Scuole, dove propongono soprattutto un-idea di educazione che valorizzi non l-individualismo, ma la -soggettività in relazione- fra uomini e donne.
Subito dopo ascolteremo una breve testimonianza della giovane studentessa curda Jihan Mohammed, laureanda presso l-Università degli Studi di Foggia grazie ad una borsa di studio UNESCO. Jihan ci racconterà cosa significa vivere e crescere in una condizione di continua conflittualità sociale, politica, umana, e come in tali contesti diventi finanche difficile riconoscere e distinguere il nemico ? l-«altro», il «diverso da noi» ? dall-amico.
Auspico che questo incontro costituisca solo la prima occasione di un felice scambio di ulteriori creativi approfondimenti sull-argomento. Intanto vi ringrazio per la numerosa partecipazione e vi auguro una fruttuosa riflessione attorno all-oggetto di questo incontro.
Dott. Massimiliano Monaco
Presidente Club Unesco -Federico II- di Lucera



















