Il 24 settembre, alle ore 18,00, presso il Centro di Solidarietà Giovanni Paolo II, nei pressi dell-ex ospedale Santa Lucia, per il terzo incontro di Ecotium, primo ciclo d-incontri dedicato all-Economia dell-Ozio, il Distretto Culturale Daunia Vetus accoglie Serge Latouche, il maggiore esponente, del movimento socioeconomico denominato della -Decrescita-.
Il professor Latouche, che viene unanimemente considerato come uno degli intellettuali europei più originali ed innovativi, terrà una Conferenza dal titolo: La decrescita una risposta conviviale alla crisi economica.
Alla manifestazione interverranno il Vescovo della Diocesi Lucera-Troia e Presidente del Distretto Culturale Daunia Vetus Mons. Domenico Cornacchia, l-Assessore alla cultura del Comune di Lucera prof. Germano Benincaso, il Vicepresidente ed Assessore Provinciale alla cultura avv. Maria Elvira Consiglio.
L-incontro è stato promosso in collaborazione con l-insegnamento di Sociologia Generale del Corso di Laurea in Educazione Professionale e con il Centro di Pedagogia delle Scienze della Salute, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell-Università di Foggia.
Un appuntamento da non perdere per quanti amano ascoltare e confrontarsi con idee diverse e verificare nuove tendenze.
Breve Razionale della Manifestazione: -ECOTIUM-
-ECOTIUM-, è un ciclo d-incontri dedicati all-Economia dell-Ozio.
In un mondo che ha l-ossessione del fare, del produrre e del consumare proviamo a ritrovare il valore dell-ozio; l-Otium dei latini, di un tempo dedicato principalmente alla speculazione intellettuale.
-Ecotium- si propone di alimentare e far crescere quella parte squisitamente umana e comunemente definita spirituale, contribuendo ad ampliare lo spazio e le estensioni della nostra mente e del nostro sentire,.
-Ecotium- vuole essere un-occasione per discutere e riflettere sulla possibilità di un nuovo modello di vita sociale, con a base un-altra economia, magari, pacifica e conviviale, capace di ripristinare il senso della misura, del vivere secondo parametri più umani, più salutari e meno stressanti, più sobri e meno eccessivi, più rivolti alla conservazione del creato che al suo progressivo consumo.



















