Un percorso difficile e affascinante, una scelta strategica per un efficace e lungimirante marketing territoriale
-Il Nero di Troia, il vostro vino, è come -oro prezioso-. Spero, con la mia presenza, di contribuire a farlo conoscere in Europa e nel mondo-. Si è espressa così l-europarlamentare Barbara Matera, dando inizio, ieri sera, nella splendida cornice offerta dalla piazza della Cattedrale troiana, ai lavori del -X Convegno regionale sull-Uva di Troia- organizzato da Confcooperative- Foggia, d-intesa con Fedagri-Confcooperative, Comune di Troia, Regione Puglia, Provincia di Foggia, Comunità Montana dei Monti Dauni Meridionali, Camera di Commercio di Foggia, Fondo Sviluppo.
Particolarmente significativi gli interventi, coordinati dall-assessore comunale alle attività produttive Matteo Cuttano, che hanno rinnovato il prestigio e la valenza di questo appuntamento annuale e conferito grande importanza al nuovo corso impresso al Nero di Troia, in prospettiva del conferimento del riconoscimento della -Denominazione di Origine Controllata- (Doc).
D-accordo il sindaco Edoardo Beccia e il presidente di Confcooperative, Giorgio Mercuri, sulla necessità di procedere in direzione della valorizzazione della filiera che vede come protagonista il vitigno, il suo prodotto finito, il territorio, i produttori.
Il -nettare divino- introdotto dall-eroe greco Diomede, quindi, visto non solo come veicolo di Cultura, Storia, Tradizione, dei Monti Dauni e dell-intero Sistema Capitanata ma come -valore- che appartiene alle -Terre del Nero di Troia.
L-Uva di Troia, attualmente coltivata in un-area ristretta e ben individuata, tra la provincia di Foggia e quella di Bari, tra fresche colline e pianura assolata, offre la possibilità, secondo i promotori del Comitato per la Doc, di ottenere un bianco, un rosato, un rosso e un nero in purezza, lavorati con pazienza e tecniche raffinate, determinando un prodotto di grande qualità.
Non a caso il Nero di Troia si è affacciato, all-inizio di luglio, sulla ribalta internazionale costituita dal -Fancy food- di New York, una delle più importanti rassegne dell-agroalimentare.
Ma occorre restare con i piedi per terra e muoversi con cautela. E- questo il senso dell-intervento di Claudio Nigro, docente di Economia e Gestione delle Imprese dell-Università degli studi di Foggia.
La eccessiva polverizzazione delle etichette, un mercato internazionale in cui la fanno da padrone Chardonnay e Pinot, le difficoltà ad imporre un nuovo brand (marca), lasciano intuire come sia impervio il terreno in cui il Nero di Troia -pretende- di misurarsi-. Non mancano qualità e caratteristiche ma occorre affinare le strategie per ottenere il giusto e ambito risultato.
Per Nigro, -La Doc è una opzione strategica-, accompagnata da un preciso riferimento territoriale. Ma per effettuare il salto di qualità bisogna andare oltre: bisogna superare gli attriti all-interno della filiera vitivinicola, armonizzando la coesistenza di storia e tradizione con le nuove esigenze dettate da gusto, mode e tendenze; formare operatori capaci di aggredire il mercato; puntare decisamente alla qualità della produzione.
D-accordo Emanuele Conte, presidente della delegazione Ais-Puglia (Associazione Italiana Sommelier), per il quale -occorre fare della qualità l-unico vero cavallo di battaglia-. Affermazione che trova una sponda autorevole nell-intervento dell-enologo, fra i massimi esperti del settore, Cristoforo Pastore, per il quale è necessario selezionare i migliori tendoni e le migliori coltivazioni a spalliera, informarsi e sapersi presentare ma anche convincere i produttori ad introdurre comportamenti e procedimenti virtuosi.
Ma -nessun timore!- esclama il giornalista enogastromico Bruno Sganga, per il quale è necessario mettere in evidenza il legame con il territorio lasciando -parlare- il Nero di Troia. Per farlo è opportuno, però, individuare e adottare strategie di comunicazione efficaci, capaci di penetrare il mercato.
Il convegno si è concluso con l-intervento dell-assessore provinciale Nino Santarella.
L-obiettivo del riconoscimento del marchio -Doc- per il -Nero di Troia- è all-attenzione di Palazzo Dogana. E- stato attivato un coordinamento e sono state poste in essere una serie di iniziative con i rappresentanti delle associazioni agricole e dei maggiori Consorzi di produzione vinicola del territorio come Cia, Upa, Federazione Coltivatori Diretti, Copagri, Confcooperative.
Necessaria una lucida visione d-insieme per prefigurare un indirizzo unitario, capace di scongiurare rischiose sovrapposizioni e di evitare inutili attriti con iniziative di singole cantine e autonomi operatori di settore.
Tutti, quindi, impegnati nella difesa dell-immagine del territorio, da sostenere e veicolare attraverso una efficace strategia di marketing, capace di coniugare tutti gli ingredienti di un mosaico tanto ricco quanto affascinante.
Un messaggio Seduzione, quindi, reso ancora più tangibile dal succulento percorso enogastronomico che ha visto concludere una splendida serata tra le antiche strade della città preappenninica. Protagonista, ovviamente, il Nero di Troia, la cucina tipica e i sommelier dell-Ais-Puglia.
Nunzio Lops



















