Dalle file enormi all-entrata del castello ci si è resi subito conto che varcando la soglia si entrava a far parte di un grande evento; il concerto di Tiziano Ferro ha rappresentato per Lucera un grande orgoglio, tappa di un tour che poi si spingerà anche all-estero e che ha richiamato una folla numerosa, come era prevedibile.
Erroneamente pubblicizzata come unica data in Puglia (il 17 maggio il tour -Alla mia età- ha fatto tappa anche a Barletta) è sicuramente tra le location più suggestive: il castello lucerino ha fatto da cornice a molte voci note del panorama musicale nazionale ma Tiziano Ferro ha veramente calamitato l-attenzione di tutti; fuori dalle mura la città quasi deserta ascoltava nell-aria la potente voce del ragazzo di Latina.
Il pubblico, pieno di voglia di partecipare, ha trasferito tutta la sua emozione sul palco: la folla ha avvolto Tiziano Ferro in un caloroso abbraccio sostenendo senza sosta la sua voce, un calore che è arrivato all-artista che con i suoi sorrisi lasciava trapelare il piacere di vedere quella moltitudine di persone tanto differenti le une dalle altre muoversi, cantare ed emozionarsi all-unisono.
Uno spettacolo molto intenso, molto tecnologico, molto veloce: maxischermi, ballerini, mai un secondo di sosta, un-ondata travolgente, uno spettacolo studiato ed organizzato nei minimi dettagli, nessun attimo lasciato a se, tutto perfettamente sincronizzato a riempire ogni singolo istante dello show; se Tiziano Ferro non cantava o c-era qualche video sul maxischermo o entravano in scena i ballerini; tutto molto veloce.
Ed è stato anche grazie a questa capillare organizzazione dell-esibizione che si è avvertita la grandezza e la popolarità di questo artista: la cura dei dettagli è il marchio di un cantante, e quindi di uno staff organizzativo, che ha raggiunto livelli superiori, che si è evoluto, è cresciuto, è diventato un-icona della musica italiana anche fuori dai confini nazionali.
Lo spettacolo è iniziato con un leggero ritardo, come lo stesso cantante ha detto sul palco scusandosene, ma si può tranquillamente dire che l-attesa è stata ben ripagata dalla grande vitalità: un flusso continuo di energia data in primis da Tiziano Ferro con la sua voce ancora più incredibile dal vivo ? a differenza di altri cantanti che dal vivo non sembrano quasi più loro ? una voce che si muove con estrema facilità e naturalezza dalle note più gravi a quelle più acute, e ancora dai due ballerini di breakdance , dalle due coriste e dai sei musicisti presenti sul palco.
Non parla molto Tiziano Ferro, non è di quelli che intrattengono il pubblico con le parole, parla attraverso la musica lui e attraverso il suo viso che improvvisamente si apriva in sorrisi compiaciuti quando lasciava il microfono al pubblico, ed approvava Tiziano con un -Si!- e poi sorrideva e qualche volta guardava la folla pieno di gratitudine.
Fuga subito dopo l-ultima canzone, mentre sul palco continuavano a suonare per -depistare- il pubblico, dunque attesa inutile per tutti quelli che alla fine del concerto speravano di incontrarlo per una foto o un autografo e anche per me che speravo di intervistarlo, di chiedergli un po- di lui, della persona perché l-artista lo conosciamo tutti e comunque sulla sua carriera le notizie ovunque si sprecano però, sfruttando il privilegio di averlo nella nostra città, sarebbe stato bello incontrare il ragazzo e non il cantante?magari la prossima volta.
Berenice Di Matto
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