Convegno Internazionale ‘Federico II e i Cavalieri Teutonici in Capitanata’ a Lucera

Venerdì 12 Giugno scorso presso il Teatro Garibaldi il Convegno Internazionale “Federico II e i Cavalieri Teutonici in Capitanata: recenti ricerche storiche ed archeologiche” ha fatto tappa a Lucera.

Organizzato con la partecipazione di alcune Università (di Bari, Foggia e del Salento), enti culturali (Istituto Storico Germanico di Roma) ed amministrativi (Provincia di Foggia, Comune di Lucera e di Petra Montecorvino), il Convegno si è articolato in quattro giornate di studi e si è dislocato su tre sedi: Foggia, Lucera e Pietra Montecorvino.

Professori universitari, esperti e studiosi di varie nazionalità ed interessi storici e scientifici hanno illustrato, spiegato e riflettuto sulla presenza in Capitanata degli Ordini Monastici Militari a partire dai Giovanniti e dai Templari, arrivati nella metà del XII secolo, fino ai Cavalieri Teutonici, giunti intorno al XIII secolo. Periodo in cui era Federico II l-Imperatore e dominatore nell-Italia Meridionale e nei possedimenti del Sacro Romano Impero.

Quali, allora, le motivazioni e le implicanze di questa presenza? Quali i rapporti con lo Stupor Mundi? E, ancora, quali le testimonianze e le fonti che possono avvalorare quanto analizzato e scoperto?

Certo è che la presenza degli Ordini Monastici Militari è stata significativa ed importante, tanto che la Capitanata è da considerarsi l-avamposto di questi ordini e la zona di approvvigionamento privilegiato. “Dalla Capitanata questi Ordini traevano la loro ricchezza, ma nel contempo, essendo dinamici e dotati di capitali finanziari non indifferenti, hanno costituito un volano e un motore economico molto forte a vantaggio della stessa Capitanata” ci dice il prof. Toommaspoeg dell-Università del Salento.

“Si può affermare che l-Istituto Storico Germanico vede nella Capitanata e nella stessa Lucera uno scrigno fondamentale per le proprie ricerche storiche ed archeologiche”, afferma invece il prof. Paul Arthur dell-Università del Salento.

Il Convegno ha fatto dunque anche il punto della situazione relativo allo stato delle ricerche e degli scavi in diversi siti di rilevanza scientifica per l-argomento in questione (domus teutonica di S. Leonardo di Siponto, commenda teutonica di Corneto, la domus teutonica di Torre Alemanna vicino Cerignola, ecc.).

Chiaramente, anche Lucera, specie per la presenza araba e saracena è sotto la lente d-ingrandimento degli storici e degli archeologi. Dei Saraceni di Lucera si hanno a disposizione molte fonti, ma pochi dati e reperti: “Occorre scavare nel centro storico di Lucera e non nell-area del Castello”, dichiara il prof. Paul Arthur, perché è lì che si possono scoprire molti resti della civiltà araba di Lucera.

Intanto, la Direttrice del Museo Civico “Fiorelli” di Lucera, dott.ssa Lisa Pietropaolo, ci ricorda, tramite la relazione del prof. Elshaer Ehab dell-Università di Bari, come sulle ceramiche saracene di Lucera si riscontrano molte epigrafi arabe, i cui segni grafici hanno uno scopo decorativo ma anche qualcosa di più sostanzioso, allorquando si scopre che sono presenti parole come Mohammed, il profeta, indice di un-intenzionalità comunicativa ed evocativa più forte sul piano culturale e religioso.

 

Luigi Salome

 


 

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