Chiusura della stagione concertistica Agimus a ritmo di jazz con il buonumore dei ‘Fiato Sprecato’

Si è conclusa domenica 10 maggio la terza stagione concertistica dell-Agimus di Lucera, e si è chiusa in bellezza con la simpatia e la vitalità del quartetto -Fiato sprecato-.


La presidentessa Maria Antonietta Gramegna, prima di dare inizio al concerto, ha fatto un breve bilancio sulla stagione ed ha voluto rilevare la buona risposta del pubblico che è andato via via crescendo (addirittura domenica a un certo punto la gente seguiva dalla piazza attraverso la porta aperta chiusa in seguito per non disturbare la concentrazione dei sassofonisti); quindi grande risposta del pubblico e soprattutto numerosi consensi, raggiunti grazie all-impegno di tutti coloro che hanno preso parte all-organizzazione prontamente ringraziati da Maria Antonietta Gramegna che ha rivolto un ringraziamento particolare al pubblico -un pubblico sempre presente che ha colpito i musicisti per il suo calore e l-attenzione-, un grazie anche al Circolo Unione che ha concesso all-associazione la più completa libertà e la bellissima sala apprezzata dai musicisti, oltre che per il fasto, soprattutto per l-acustica quasi perfetta.


I -Fiato sprecato- composti da Elio Ravviso al sax soprano, Massimo Marcantonio al sax alto, Giuseppe Acucella al sax tenore e  Antonio Santoro al sax baritono,  con il loro repertorio di brani  dei padri della musica jazz – l-ambito nel quale il sassofono ha trovato il massimo utilizzo e la massima espressione ? ma anche tango e colonne sonore, hanno creato l-atmosfera di un viaggio lungo alcuni fatti della storia del jazz del Novecento attraverso -Ballin- the Jack- di Chris Smith, -The entertainer- di Scott Joplin (la musica della Stangata), proseguendo poi  con gli anni -30 in cui il jazz incontra e si mescola con la sinfonia dando vita a brani coma la famosa -Rhapsody in blue- di George Gershwin; Duke Ellington con la -Duke-s Suite- e -Mood Indigo- a rappresentare gli anni -40 con le sue sale da ballo; e ancora -Caravan- di Ellington e Mills, -Moonlight serenate- di Glenn Miller, -Pink Panther- di Henry Mancini ? il sax entra nel cinema –  -Adios Nonino- e -Oblivion- di Astor Piazzolla per mostrarci l-uso del sassofono nel tango; la rabbia dei neri d-America che prendono coscienza di se e vogliono far valere i loro diritti in -A night in Tunisia- di Frank Paparelli e Dizzy Gillespie; fine anni -60 –Round midnight- di Thelonious Monk e Cootie Williams, -Take Five- di Dave Brubeck  e -Jive for five- di Paul Nagle.


Per salutare il pubblico, del quale hanno apprezzato la partecipazione e la preparazione, il sensualissimo -Libertango- di Astor Piazzolla.


L-idea di formare un quartetto nasce dalla riflessione che -quattro strumenti riescono a fare forse quello che farebbe un pianista-  dice Antonio Santoro -volevamo fare un-orchestra combo di sax perché questo strumento ha una grande versatilità, dallo stridulo alla dolcezza, non per niente è stato definito la voce umana di metallo-.


Il nome -Fiato Sprecato- è un-idea di Antonio Santoro ? sua anche l-idea della mise in total black con note bianche sulle cravatte ? da una frase di Perez Prado, colui che ha introdotto  il mambo in Italia e se vogliamo anche in Europa (per capirci l-autore di Mambo number 5) -eravamo a Catania una sera e c-era un sacco di gente, io dovevo esibirmi e lui mi disse –non ti preoccupare tanto al termine se scenderai tra il pubblico diranno solo ma chi è questa persona? Sarà tutto fiato sprecato il tuo– .


Tutti provenienti dal conservatorio Emanuele Acucella e Massimo Marcantonio diplomati proprio in sassofono, Antonio Santoro in clarinetto ed Elio Ravviso in flauto sono stati però tutti abbagliati dall-eleganza di questo strumento la scelta del quale è stata una -degna evoluzione del nostro percorso-come dice Elio Ravviso.


 


Il ringraziamento più grande e più sentito va sicuramente a tutti i musicisti che hanno preso parte a questa bellissima rassegna ma soprattutto a Maria Antonietta Gramegna che con grande impegno, dedizione e passione ha organizzato questi concerti aprendo una delle poche finestre che la nostra città ha sulla musica classica.


Berenice Di Matto



GUARDA IL VIDEO

Facebook
WhatsApp
Email
Chi sceglieresti come sindaco per il futuro di Lucera?