Foggia,Il complesso dell’Aquila dai Templari a oggi

Seconda conferenza dell-anno 2005 organizzata dagli Amici del Museo Civico di Foggia nell-ambito del programma –Foggia storica – Incontri per conoscere il nostro passato-.


Un socio fondatore di questa associazione, Carmine de Leo, noto studioso foggiano,  conferirà presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia alle ore 18,00 del 24 febbraio 2005, su: 


 Il complesso dell-Aquila dai Templari ad oggi .


 


La storia dei Cavalieri Templari, ordine monastico combattente, è avvolta molte volte dal mistero dei loro riti di iniziazione, dalla presunta eredità esoterica lasciata dai superstiti dell-Ordine dopo la sua soppressione: Scevri dalle fantasie e leggende che circondano le vicende dei Cavalieri del Tempio, è sicuramente più affascinante scoprire la vera storia di quest-ordine monastico in Capitanata.


Nella nostra regione, protesa verso l-oriente e lungo le rotte dei Crociati, i Templari possedevano vasti feudi, in provincia di Foggia sono attestate dai documenti antichi numerose proprietà Templari, poi passate ai Cavalieri di Malta.


Il feudo più corposo è forse quello di Alberona, che restò proprietà dell-Ordine di Malta fino ai primi anni dell-Ottocento.


Ma anche a Foggia i Templari possedevano un grande  hospitium, con annessa chiesa dedicata a San Giovanni Battista, per i pellegrini di passaggio; l-edificio sorgeva fuori Porta  Grande o Arpi, nei pressi delle attuai Via Fioritto, Vico Raiti e Vico chiuso Cappuccini.


Carmine de Leo, sempre con l-ausilio di tecnologie multimediali, illustrerà la storia di questo grande complesso templare, chiamato L-Aquila, sequestrato da Federico II di Svevia e poi passato, dopo la soppressione definitiva di quest-Ordine, in mano ai privati, a differenza degli altri beni dell-ordine, che furono concessi in massima parte ai Cavalieri di Malta.


Verso la fine del cinquecento alla famiglia Brancia, iscritta all-Ordine di Malta, casato che ebbe faudi da Carlo d-Angiò in ricompensa al loro appoggio militare.


L-edificio passò poi ai Sacchetti, nobile famiglia di origine fiorentina imparentata con i Brancia e nei primi anni del settecento l-Aquila appartenne ai Del Pozzo, altro ricco casato.


Oggi del grande complesso dell-Aquila, già hospitium  dei Templari e poi taverna, scuderia, ecc. restano pochi ed indecorosi ruderi: parte dei corpi murari, vasti sotterranei murati e resti più o meno consistenti di blocchi di pietra, il tutto in un ammasso indecoroso di rifiuti.


Inoltre, presso il Lapidarium del Museo Civico di Foggia, proveniente dal complesso dell-Aquila, si conserva una elegante cornice in pietra scolpita con rilievi a volute, che lasciano spazio, al centro dell-architrave, ad uno stemma con leone rampante, aquila ed altra figura consunta ed indecifrabile; ai lati, l-architrave è ornato da due medaglioni con figure equestri.


Fino alla seconda metà del secolo scorso, in fondo al vico chiuso Cappuccini, si conservava ancora il decoroso arco romanico di un antico ingresso della costruzione, in seguito, ogni memoria è stata cancellata ed il luogo si presenta come uno dei più degradati della città.

Facebook
WhatsApp
Email
Chi sceglieresti come sindaco per il futuro di Lucera?