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La Grande Quercia è morente


Il prof.Claudio Ciccarone nei pressi della Grande Quercia
Alcuni degli insetti rodilegno estratti dal tronco dell'albero monumentale
Il fito patologo con Mauro Cutone


La Quercia di Santa Justa, l'albero monumentale che sorge nel territorio di Lucera in contrada Fontanelle verserebbe in condizioni molto gravi. E ' quanto ha diagnosticato il professor Claudio Ciccarone, fitopatologo dell'Università di Foggia, facoltà di Agraria, invitato dalla locale sezione di Lucera del WWF, presieduta da Mauro Cutone, ad esprimere un parere sul precario stato di salute della plurisecolare pianta. "Siamo ai limiti dell'ipotizzabile per la vita di una quercia anche molto longeva come la roverella - ha dichiarato il professore, sabato 18 ottobre, nel corso del terzo sopralluogo - In seguito a un'estate troppo calda, con conseguente aridità e ipertermia, la pianta è andata incontro a un declino accelerato, per cui sono ridotte le possibilità di poterla rianimare. All'interno, ci sono scavi di insetti parassiti rodilegno, una fauna diverisficata che con gli anni è cresciuta vigorosamente e che nei mesi caldi potrebbe averle dato il colpo di grazia. Ma, forse, c'è ancora del tessuto vivo" - ha puntualizzato l'esperto. L'esistenza della maestosa quercia, quindi, sarebbe legata a un filo; immediate dovrebbero essere le cure; si tratta di una corsa contro il tempo. Mauro Cutone si è già appellato al WWF nazionale e a quello regionale e,  a ore, della difficile situazione in cui versa il monumentale albero saranno informati gli enti locali e provinciali con l'invio del documento redatto dal professor Ciccarone, che scrive:

"Si comunica a codesta spett/le direzione

L’intenzione dei membri del WWF (sezione di Lucera) di intervenire nel recupero fitopatologico della quercia monumentale di Santa Justa che versa in condizioni di gravissima natura parassitaria.

Perlustrazioni effettuate dall’Università di Foggia, nella persona del prof.Claudio Ciccarone, hanno già dato esito positivo nell’identificare almeno tre specie ivi compresenti di lepidotteri e coleotteri rodilegno. Non potendo effettuare campionamenti troppo invasivi e distruttivi, si può solo sospettare un occulto lavorìo di termiti. Infezioni fungine, numerose per specie, sembrano del tutto secondarie. Gli interventi si presentano di estrema urgenza e potrebbero consistere dapprima in alleggerimenti del seccume di chioma, blandi adacquamenti e concimazioni di sostegno alla pianta morente ed in successive fumigazioni antitarlo.

Ulteriori osservazioni verranno successivamente comunicate. Si raccomanda soprattutto la rapidità nell’organizzare gli interventi."

Secondo il professor Ciccarone, se la quercia dovesse rianimarsi, avrebbe un periodo di vita non superiore ai cinquant'anni.

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