A Lucera la campagna elettorale non si fa: si consuma. Sui social, ovviamente, che ormai sono diventati la vera piazza cittadina, con la differenza che in piazza, almeno, ogni tanto qualcuno respirava.
Qui no. Qui si combatte.
Si litiga sotto qualsiasi cosa: post politici, foto del tramonto, perfino sotto la ricetta delle orecchiette. Si blocca con la stessa leggerezza con cui si mette un like, e si sblocca quando serve, quando conviene, quando la strategia lo richiede. Altro che confronto: qui siamo alla guerriglia digitale.
C’è un momento, a Lucera, in cui capisci che sono arrivate le elezioni comunali: non servono i manifesti, non servono i comizi. Basta aprire un social qualsiasi e… boom. Il teatro è servito.
La campagna elettorale ai tempi dei social è una specie di reality show senza montaggio, dove tutti sono protagonisti, registi e soprattutto critici spietati. Si insulta con una creatività degna di un premio letterario e poi, il giorno dopo, si rimprovera con tono istituzionale. Coerenza? Un optional.
E poi ci sono loro: i commentatori seriali. Sempre presenti, sempre pronti, sempre con la sentenza in tasca. Non partecipano davvero: giudicano. Non propongono: decretano. Scrivono come se ogni commento fosse definitivo: “Io so’ io… e voi non siete niente”, anche quando si parla di una rotonda o di un parcheggio.
Ci sono i fan, quelli veri. Non sostenitori: fan. Ultras digitali che difendono il proprio candidato come fosse una fede calcistica. Non importa cosa dica o faccia: è giusto a prescindere. “Al mio segnale, scatenate l’inferno”, e infatti l’inferno dei commenti arriva puntuale. Dall’altra parte, naturalmente, gli altri fan, convinti esattamente della stessa cosa… ma al contrario.
Poi arrivano gli investigatori: quelli degli screenshot. Gente che non dorme, non mangia, ma archivia. Recuperano commenti del 2017, like sospetti del 2019, amicizie ambigue del 2021. “Ecco cosa dicevi!” scrivono, come se stessero smascherando un complotto internazionale. La memoria digitale non perdona.
E non dimentichiamo gli ex. Quelli che oggi parlano male di qualcuno con una passione quasi romantica… salvo poi scoprire che fino a ieri erano insieme. “C’eravamo tanto amati.” L’amore finisce, gli screenshot restano.
C’è chi è tifoso del voto disgiunto, che lo propone come soluzione elegante, intelligente, quasi filosofica. E poi c’è quello che al solo sentirlo nominare inorridisce: “Questo voto non s’ha da fare!” Due visioni inconciliabili, entrambe convinte di salvare la democrazia.
Nel frattempo, qualcuno osanna ciò che è stato fatto: “Mai visto tanto!” Subito sotto, qualcuno replica: “Mai visto niente!” E così, nello stesso spazio digitale, convivono miracoli amministrativi e deserti operativi.
Le categorie poi si sprecano: il nemico, l’avversario, il traditore. Parole pesanti, lanciate con leggerezza. E poi ecco il ritorno: il figliol prodigo della politica locale. “Sono tornato”, come in ogni saga che si rispetti.
C’è chi fa la supercazzola, con post lunghi e pieni di parole altisonanti, che alla fine ti fanno dubitare non della politica, ma di te stesso. “Forse il problema sono io.”
E poi, improvvisamente, tutti amano Lucera. Un amore travolgente, esploso in piena campagna elettorale. Ogni angolo è bellissimo, ogni problema è risolvibile. Basta crederci.
Naturalmente, non mancano quelli con la ricetta per tutto: traffico, lavoro, cultura, buche, clima globale. Una soluzione per ogni problema, spiegata in tre righe e due emoji. “È semplicissimo.”
E infine ci sono loro: i difensori. Quelli che sguainano la spada (digitale) per proteggere i propri candidati. Combattenti instancabili, pronti a intervenire ovunque. Sempre.
Accanto a loro, i tuttologi e gli immacolati: esperti di tutto e colpevoli di niente. Non sbagliano mai, non cambiano mai idea. Esistono soprattutto nei commenti.
E così, tra un blocco e uno sblocco, un insulto e una dichiarazione d’amore per la città, la campagna elettorale a Lucera scorre. Non sai se ridere, piangere o prendere appunti. Ma una cosa è certa: lo spettacolo è garantito. Sempre.



















