IRPEF regionale, stangata in arrivo

La voragine aperta dalla sanità nei conti della Regione Puglia avrà, com’era inevitabile, un sensibile rincaro delle aliquote. Il botto è di 350 milioni di euro, suddivisi per Asl: Bari 97,155; Brindisi 57.638; Foggia 78.361; Lecce 46.639; Taranto 54.965; Bat 2.897. Del resto, il presidente della Regione De Caro non ha alternative, considerata l’entità della somma.

Nelle scorse settimane, il presidente si era recato a Roma chiedendo udienza al ministro della Sanità – pare senza essere ricevuto – sperando di ottenere un aiuto per sostenere il pesante deficit. Anche un secondo incontro, questa volta con il ministro delle Finanze Giorgetti, è andato a vuoto. Il Governo non fornirà alcun aiuto concreto alla Regione Puglia, come del resto ad altre regioni che hanno chiuso i bilanci in rosso a causa della sanità, che rappresenta la voce primaria di spesa in quasi tutte le regioni.

È questo il primo effetto dell’autonomia regionale voluta dalla Lega: il governo centrale non coprirà più i buchi delle regioni che si dimostrano inefficienti nella gestione della spesa pubblica. Per ripianare i passivi dovranno, per forza, usare la leva fiscale, facendo gravare i costi sui cittadini. Che poi questi se ne ricordino alle successive elezioni è tutto da dimostrare.

Intanto si cercano medici per coprire i vuoti in organico, soprattutto nelle guardie mediche. Criticità si sono registrate anche alla Guardia medica di Lucera, che copre circa 30 mila cittadini, nelle scorse settimane.

Entrando nel dettaglio dei rincari, la Regione Puglia si appresta a deliberare aumenti dalla terza fascia di reddito in su. Per i redditi da 50 mila euro in su l’aumento sarà di circa 100 euro al mese (1.200 euro l’anno), e a salire per quelli ancora più alti. Buone notizie, invece, per chi guadagna fino a 28 mila euro l’anno: non ci sarà alcun aumento dell’aliquota Irpef nel 2026.

La redazione

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