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Giuseppe Petrilli nel cuore di Roma

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Durante la mostra Chiostro del Bramante - in alto a sinistra l'artista G. Petrilli

Lo stimato artista lucerino Giuseppe Petrilli, ha partecipato ad una importante collettiva tenutasi al Chiostro del Bramante a Roma dal 13 dicembre 2008 – 11 gennaio 2009 intitolata “CODICE 02”.

Un evento nato dopo il successo di “CODICE 01” tenutosi nella stessa sede dal novembre 2007 al gennaio 2008: uno scenario che offre la possibilità ai due componenti principali del mondo dell’arte, l’artista e il collezionista, di instaurare un rapporto diretto, senza le figure intermediarie alle quali siamo purtroppo abituati.

Nella Sala delle Sibille in via della Pace i giovani artisti mostrano direttamente al pubblico la loro produzione artistica, scavalcando i meccanismi ricorrenti ed istaurando un rapporto diretto con gli utenti finali, i compratori.

Questo nuovo spazio, pensato appositamente per l’esposizione di giovani artisti, rappresenta per loro una vetrina prestigiosa (opportunità veramente rara in Italia per gli artisti emergenti) nella quale possono anche porsi in una situazione di confronto con gli altri colleghi presenti sul mercato mostrando una selezione esemplificativa delle recenti tendenze dell’arte, e per i collezionisti un’occasione di “scommessa” sulle giovani proposte.

La mostra, curata da Natalia de Marco e Stefano Elena, ha ospitato inoltre le opere di Lidia Bachis, Biagio Castilletti, Massimo Falsaci, Erika Latini, Diego Lombardi, Andrea Marcoccia, Ilaria Morganti e Carlo Pettinelli.

Abbiamo intervistato Petrilli per raccogliere le sue impressioni su questa esperienza e farci raccontare un po’ come è andata.

Come è nata l’occasione di esporre al Chiostro del Bramante a Roma?

Sono stato direttamente contattato dal curatore, Stefano Elena, che ha voluto inserirmi in un gruppo di artisti selezionati, per mettere su la seconda edizione di questa mostra dal titolo “Codice02”. Questo è un progetto importante, col quale il D’Art, l’associazione che gestisce le sale del Chiostro del Bramante, da un paio d’anni si propone di avvicinare la gente all’arte contemporanea, proponendo artisti emergenti. Importante, inoltre, per la prestigiosa cornice in cui si svolge: il Chiostro del Bramante oggi è uno dei punti di riferimento dell’arte italiana (oltre ad essere un complesso monumentale di alto valore storico), basti pensare che tra le sue mura hanno esposto, tra molti altri, artisti del calibro di Andy Warhol, Jean Michel Basquiat , Keith Haring, Guttuso.

Cosa ha rappresentato per te la partecipazione a questa manifestazione?

Per me è stata sicuramente un’importante vetrina che spero possa aprirmi la strada ad altre collaborazioni ed opportunità.  Credo di essere soltanto all’inizio della corsa ed è incoraggiante il fatto che il mio lavoro venga apprezzato anche in contesti importanti.  Il mio impegno è volto soprattutto a lavorare nel miglior modo possibile, il resto verrà da sé.

Non era la prima volta che Petrilli mostrava le sue opere al pubblico romano ma “La specialità dell’evento è stata determinata anche dall’importante location, essendo il Chiostro un luogo in grande  evidenza in quanto nel cuore della città, meta giornaliera di un numero elevatissimo di visitatori”.

Diversi linguaggi per uno scopo ben preciso

La mostra presentava nove artisti,  con opere dallo stile e dai messaggi molto diversi tra loro. Molte le tecniche:  dalla classica pittura, alla stampa fotografica su laminati di metallo, ad opere realizzate con ago e filo su tela. L’evento non prevedeva un tema particolare, ma un fine definito: quello, appunto, di presentare un gruppo di selezionati artisti emergenti al grande pubblico.

Come ha risposto il pubblico?

C’è stata grande affluenza di pubblico, anche molti personaggi della cultura e dello spettacolo. Sicuramente ciò è stato favorito anche dalla contestuale presenza al Chiostro, della importantissima mostra su Giulio Cesare, ancora in corso. Inoltre l’evento ha avuto il suo giusto risalto tra giornali, tv e web - nonostante in una città come Roma sono centinaia gli eventi presenti contemporaneamente, tutti di grandissimo spessore - poiché il D’ART è un’associazione di punta della cultura romana, seppur giovane, quindi si avvale di validi collaboratori anche nel campo della comunicazione

Prossimi progetti?

Dal 26 di Febbraio partecipo ad una collettiva che segnerà il mio “debutto” in un’altra grande città, Milano. E’ una tappa importante per me, in quanto mi servirà a “testare” le reazioni del pubblico meneghino alle mie ultime produzioni di carattere erotico. Mentre quello di Roma è stato un evento molto “serioso”, in cui mi è stato chiesto di mettere in mostra le opere pittoriche legate alla mia produzione precedente, questo di Milano invece è qualcosa di più trasgressivo e giocoso e a scendere in campo saranno le mie “Piante Carnivore”. La mostra sarà ospitata da una galleria giovanissima situata in zona Tortona (quella del Design) e si intitola “Porno StART”; essa si propone di presentate una visione ironica e divertente dell’erotismo in tutte le sue sfumature, attraverso le opere di alcuni tra gli artisti emergenti più in voga in questo momento (tra gli altri, Massimo Festi e Max Papeschi).

 

Lucera continua a seguire con profondo orgoglio i successi di questo artista il cui segno è ormai conosciuto in tutto il mondo, non va assolutamente dimenticato infatti che Petrilli ha esposto a Chicago, Miami, Los Angeles, New York, Amsterdam, Berlino e tutto questo solo nel 2008.

Il suo messaggio erotico, mai volgare, approderà a breve anche a Milano dove sicuramente raccoglierà successi, come ormai è abitudine per Petrilli che con la sensualità silenziosa e confidenziale delle sue donne mostra la naturalezza dell’erotismo.

 

Berenice Di Matto

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