CULTURA Mostre         Pubblicata il

Ass. Luc’era c’è!: sito di San Giusto

condividi


Gli interventi nella sezione "Spazio aperto" riflettono il pensiero degli autori che se ne assumono la piena responsabilità di fronte alla legge.

 

<>
 
Leggendo casualmente notizie giornalistiche, apprendiamo che a 13 anni dal rinvenimento del sito di san Giusto è stato individuato quello che diventerà il luogo dove collocare i quasi 300 m2 della pavimentazione musiva della basilica paleocristiana del IV secolo.
Certamente non fa male ripercorrere velocemente quella che fu una scoperta archeologica veramente significativa per la conoscenza del nostro territorio. Nel 1995, durante gli scavi per la costruzione della diga sul Celone venne alla luce parte (quella più estesa era andata già distrutta) di un sito paleocristiano di notevole importanza. Tre anni di scavi condotti dal prof. Giuliano Volpe e dal gruppo di studenti di archeologia di Bari ci fecero quasi sperare nella nascita di un parco archeologico affiancato al parco della diga. Un’occasione unica per Lucera che avrebbe potuto trarne benefici non solo culturali; invece prevalse la logica del Consorzio di Bonifica e il sito venne interamente sommerso.
Il mosaico - precedentemente ”strappato” - e altri reperti, oltre a studi di varia natura, costituirono gli elementi per una mostra davvero interessante sul sito, che portarono fuori dai confini regionali e nazionali l’esito di uno scavo archeologico e di una lettura del territorio che confermavano la Daunia quale terra ricca di tesori da scoprire e Lucera città chiave nella storia del meridione.
Quella che fu definita ”la diga della vergogna” sembrava dovesse trovare una sua dignitosa soluzione nel restauro dei mosaici e nella realizzazione di un museo del territorio e della valle del Celone.
Il prof. Volpe fece ottenere, nel 2004, un cospicuo finanziamento che, se gestito dall’Università, avrebbe consentito non solo di restaurare i mosaici ma anche di dare vita al Museo del territorio e avrebbe permesso agli studenti di archeologia la realizzazione di laboratori in città. L’università, in tal modo, avrebbe trovato un suo ruolo e certamente Lucera ne avrebbe guadagnato. Il comune di Lucera, invece, preferì affidare l’incarico per il restauro e la collocazione dei mosaici ad un libero professionista esterno e tutto il resto svanì: Museo del Territorio, laboratori di archeologia e soprattutto il senso di un corso di laurea in Conservazione dei Beni culturali a Lucera. Il mosaico è stato restaurato - mutilo di un pezzo sparito, sottratto alla collettività - ma non si trova un sito dove collocarlo. Viene da chiedersi: un progetto di musealizzazione di un ”reperto” importante non prevede anche questo? o forse - meglio - non è a partire dal luogo dove collocarlo che si affronta la progettazione della sua salvaguardia, ancorché della sua fruizione?
La prima ipotesi, che prevedeva l’utilizzazione del giardino del convento di S. Pasquale, si trasformò in progetto, verosimilmente con il nulla osta della soprintendenza archeologica. Non è chiaro perché si passò a paventarne la collocazione al posto del campo di pattinaggio, in villa, prevedendone anche la recinzione. Si ritornò a considerare la prima ipotesi ma ora si indica un nuovo luogo: sotto il campanile della chiesa S. Francesco A. Fasani, all’ombra della torre dell’antenna per la telefonia mobile. Francamente ci sembra . . . fuori luogo. Non capiamo perché il progetto approvato circa cinque anni fa non si possa concretizzare. Lo spazio verde intorno a san Pasquale sembrava avesse tutti i connotati per accogliere, in città, il prezioso mosaico. Ci sono due tesi di laurea su san Giusto e alla collettività avrebbe dato più vantaggi tenerne conto. Sappiamo che, al contrario, fare e disfare progetti ha dei costi pesanti e siamo indotti a pensare che non c’è accortezza né pianificazione progettuale; al contrario, i costi lievitano e gli obiettivi da raggiungere si allontanano.
Qual è il senso di tutto ciò?
Di fronte a tali dubbi una valida risposta potrebbe esserci offerta dal commissario prefettizio che ha dichiarato di aver scritto al prof. Volpe per il mantenimento del corso di laurea in conservazione dei beni culturali a Lucera, dicendosi pronto ad avviare un rapporto proficuo tra Comune e Università.
Ci auguriamo che il commissario prefettizio, con spirito lungimirante, dia seguito alle sue dichiarazioni restituendo al prof. Volpe, e quindi all’Università, il ruolo di merito e di competenza sul sito di san Giusto; ripensare a questa opportunità è anche un’occasione per ”difendere” la città di Lucera e gli interessi collettivi, così come sempre dichiarato in varie interviste.
L’Associazione culturale Luc’era c’è!, attenta alla salvaguardia del patrimonio culturale del nostro territorio e quindi del sito di san Giusto e del ruolo fondamentale dell’Università, persevera nel suo ruolo di sentinella e soprattutto nella volontà di dare la sua collaborazione alla soluzione di questioni che riguardino i beni culturali.
L’Associazione si rende, sin da ora, disponibile a fornire la sua collaborazione, nella speranza che l’ubicazione del mosaico nell’area di S. Pasquale, prima di essere del tutto scartata, venga accuratamente valutata con un’attenta analisi anche in termini di costi e benefici per l’intera città.
L’Associazione invita i cittadini a riflettere sulle scelte comunali in atto; il commissario ha voluto riunire le molte associazioni che operano a Lucera, certo di una collaborazione proficua con le forze attive della città, ma la vera collaborazione è possibile solo grazie all’interessamento che ogni cittadino deve porre verso l’ambiente che lo circonda e verso i suoi possibili miglioramenti.
L’Associazione intende dar conto ai cittadini dei costi collettivi pagati per l’indecisione su tale collocazione; prossimamente potremo indicare quanto del finanziamento ottenuto sia andato alla ricerca, quanto ai lavori, quanto ai costi della progettazione, quanto a quelli delle varianti, quanto a . . . .
A beneficio di chi legge, alleghiamo l’intervista che il prof. Giuliano Volpe concesse a Luc’era c’è! nella quale proponeva valide soluzioni per il ruolo che l’Università può svolgere nella nostra città.

Lucera, 9 gennaio 2009

 Luc’era c’è! - Associazione Culturale di Promozione Sociale

Torna indietro
Stampa
© Lucerabynight.it e una realizzazione mediaweb-grafic