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L' Amleto shaksperiano, l'apprendimento ed il rientro a scuola. Di Maria Colagrossi

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L' Amleto shaksperiano ancora una volta torna in mio soccorso.
Una delle questioni più dibattute in questi giorni provengono da studenti e genitori preoccupati circa il rientro a scuola.

Non posso non ricordare le polemiche di non molti mesi fa', quando gli studenti furono costretti all' insegnamento a distanza e come quest' ultimo fu considerato un metodo inutile e  controproducente che agevolava solo gli insegnanti che a detta di alcuni "prendevano lo stipendio senza fare nulla".
Penso che coloro che dicevano questo non hanno mai assistito ad una video lezione  perché altrimenti sarebbe impossibile pensare che in quel periodo gli insegnanti abbiano lavorato più agevolmente o non abbiano lavorato affatto anche perché altrimenti come si spiegherebbe che i ragazzi si struggevano dinanzi al computer per 5 ore e gli adulti no?
Si da' il caso che le lezioni a casa le preparavano comunque, le verifiche
c' erano lo stesso e le interrogazioni avvenivano ugualmente.
Ora, se lo scolaro pensava bene di interrompere le sue performance celandosi dietro ad una scarsa connessione, non mi è sembra un problema del maestro bensì del ragazzo sicuramente ingegnoso ma poco furbo.
Ricordo ancora quei genitori che, giustamente, dovendo lavorare, non se la sentivano o non potevano lasciare il proprio fanciullo da solo in casa per la DAD.
Mi pare anche di aver compreso che
quell' anno scolastico è terminato malgrado le difficoltà vere e presunte dei più e che in linea generale quegli stessi insegnanti "brutti e cattivi" hanno elargito comprensione e possibilità di recupero nel tempo.
Se non erro, quei fatti succedevano quando gran parte della popolazione ancora non riceveva  la prima dose di vaccino.
Benché sembra che non sia cambiato un granché, ad oggi, gran parte della popolazione è vaccinata o in procinto di vaccinarsi ed è per questo che non riesco a capire come sia possibile, che ora, solo ora, pensiate che sia rischioso mandare i vostri figli a scuola.

Che poi è da notare come tutta
 l' attenzione ricada sulla scuola e non su un qualsiasi altro luogo pubblico, come il bar, la pizzeria o il cinema.
Mi sembra abbastanza evidente che nessun posto è attualmente, completamente, sicuro.
Nemmeno con greenpass supersonici.
Comincio a credere che imparare a  convivere con il virus rientri nella lista dei  buoni propositi 2022.
 E se è così veramente, non crediate sia meglio adottare le dovute precauzioni e dare la possibilità, specie ai più giovani, di vivere la propria vita e di costruire il proprio futuro?
 Penso anche che ogni casa, intesa come agenzia formativa, abbia il dovere, il piacere e l' obbligo di fornire gli strumenti a propria disposizione per aiutare i più piccoli a conoscersi, costruire la propria personalità e la propria indipendenza.
Potrebbe essere veramente geniale supportare la questione " studio" con tutte le tecnologie in nostro possesso, che pur avendo da tanto,abbiamo imparato ad usare ampiamente solo in questi ultimi due anni.
Sarebbe lungimirante invece riconsiderare il valore dei vecchi ausili, come i libri, le enciclopedie, i dizionari.

L' apprendimento non avviene soltanto in classe, e non è per forza circostanziato nel rapporto docente-alunno.
L' apprendimento è un esperienza che dura tutta la vita, che può avvenire in maniera inaspettata, in situazioni insolite e senza troppo sforzo.
Oppure possiamo andare a cercarcelo.
Ogni giorno è pieno di nuovi stimoli se impariamo a riconoscerli.
Serve la curiosità, la fantasia, l' ardore per vivere.
E serve la riconoscenza.
Perché noi oggi possiamo scegliere se vaccinarci o meno, se andare a scuola o meno, se studiare o dare la colpa alla pandemia,ma c' è qualcuno, che non può scegliere un bel niente perché non ha mai avuto alternative.
Qualsiasi sia la data per il rientro negli istituti, qualsiasi sia la modalità che occorrerà affrontare cerchiamo di non dimenticare che alla fine, siamo, comunque, tanto fortunati.

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