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Monologo sull'amore o su quel che ne resta. Di Maria Colagrossi

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Il 25 novembre potrebbe essere ogni giorno. Basta alla violenza sull’amore.

Se esiste un apocalisse credo sia già iniziata.
Penso che la fine del mondo sia determinata dall' inizio di un nuovo mondo senza amore.
Un universo parallelo in cui in realtà non è che l’ amore non ci sia completamente ma in cui l’ amore non ci sia veramente.
Riflettendo credo di poter affermare che la maggior parte dei nostri problemi non nasca dall’assenza dell’ amore ma dall’eccesso di quello che poi non possiamo più chiamare amore.
Perché amare smisuratamente non è reale.
Non è buono e giusto e non è quello che ci raccontano le fiabe.
Sostengo che travisiamo tutto sin da principio perché non è facile ammettere che amare non è un gioco e non è pura follia.
Amare è una scelta.
Amare è un impegno ed una promessa che facciamo a noi stessi prima di tutto.
Perché è difficile dirsi che non nasciamo pieni d’ amore, non ci svegliamo con l’ amore in corpo e non moriamo con l’ amore che ci scorre nelle vene.
La maggior parte del tempo lo trascorriamo amando noi stessi e usiamo l’ amore degli altri per svuotarci la coscienza.
Perché noi non abbiamo bisogno di qualcuno per amare, perché non siamo programmati per amare una persona soltanto e se lo dice la scienza penso si sbagli di grosso.
Nasciamo in un mondo che sa odiare tanto e sa farsi del male e ci buchiamo d’amore continuamente per rendere migliore la nostra esistenza.
Ma non capiamo che l’ amore non migliora un bel niente se non ci innettiamo la giusta dose.
Che in fondo l’ amore è equilibrio.
Che in fondo l’amore è una scienza precisa che si nutre del buonsenso e della misura.
È solo nel momento in cui comprendiamo che siamo completi, che siamo peccatori, che siamo forti e fragili allo stesso modo che possiamo accogliere l’amore.
Quell’amore che è ben lontano dalle promesse e dai messaggini che ci scambiamo continuamente perché se cambiamo ogni giorno noi, come può l’ amore essere sempre uguale?
L’ amore cambia ogni giorno e cambia con noi.
E l’amore è lunatico. Certe volte cresce, certe volte sbiadisce, altre volte addirittura se ne va’.
Se vi hanno detto che l’ amore vi salva è ora che apriate gli occhi perché non è quello a darvi la luce ma è il potere che gli conferite a darvela.
Se vi hanno raccontato che l’ amore è fedeltà si sono basati su un dogma perché l’amore per sua natura è infedele; basti pensare a tutte le volte che preferiamo noi all’altro.
Se avete sentito anche voi che l’ amore nasce e non lo puoi controllare è giusto che tu sappia che niente può sfuggire al controllo della nostra volontà.
È che siamo troppo abituati a dare tutta la colpa al destino e che ci siamo convinti che della nostra vita noi non siamo mai i protagonisti ma solo dei personaggi.
Perché gli umani pur di non prendersi le proprie responsabilità sarebbero davvero capaci di tutto.
È questo il motivo per cui siamo schiacciati dalla cronaca nera; che invece dovrebbe essere rosa o bianca o del colore che più vi piace.
Ed ecco perché c’è  sempre troppo rosso per le strade.
Non si spiega diversamente un uomo che uccide una donna.
È  bene che sappiate non era la sua.
Perché noi non siamo di nessuno se non di noi stessi.
Non si spiega diversamente una testata giornalistica che dice:

"Uccisa perché la relazione era finita."


È bene che sappiate che chi ha ucciso lo ha fatto perché non sapeva perdere e non perché amava.
Perché non si può amare qualcuno solo nella misura in cui ci è vicino e ricambia il nostro amore.
Questo è baratto ed è un principio medioevale.
Perché non si può amare qualcuno all’improvviso e poi scoprire i suoi demoni.
È bene che quando arrivi il colpo di fulmine, dominiate quella scossa una volta per tutte e vi impegnate.
Perché la fortuna non esiste e le cose belle non piovono dal cielo.
Occorre rimboccarsi le maniche sin da subito e capire che tutto va' guadagnato e coltivato.
Perché l’ amore è un lavoro.
È bene che vi conosciate e che prima di dirvi ti amo diciate ti voglio bene.
Perché il ti voglio bene non è da bambini.
È bene che prima di tutto mettiate tutte le vostre energie per rispettarvi, poi per stimarvi.

Solo dopo questo lungo e complesso periodo può arrivare l’ amore vero.
L’ amore puro.
L’amore con i giusti spazi per sé e per l’altro.
L’amore che non si dimentica di sé stesso ma che preferisce l’altro.
L’amore che rimane integro anche dopo una rottura e che dannazione non cerca vendetta perché tutto può finire e una caduta non ci ha mai reso dei perdenti.
Ma che poi come si fa’a considerare ancora l’ amore un trofeo?
È che a noi fa gola il podio, la ricchezza e tutto ciò che è di materiale solo perché, il nostro Dio ci perdoni, abbiamo bisogno di controllare tutto, e guai a chi ci propone l’ ignoto; l’abisso, il vuoto, il tempo...
Perché per noi è tutto, subito.
Per noi l’ amore è più una bella tradizione da scandire tra convivenza; matrimonio, figlio e sacramenti di vario genere.
Ma sappiamo confessare  poi a noi stessi i nostri difetti, i nostri limiti, i pensieri negativi che facciamo di continuo?
E allora l’ amore è diventata una bella scusa per mascherare il nostro vero volto.
Ma io confido nell’onestà.
Io voglio sperare che aprino una scuola sull’ amore e che il primo modulo tratti l’argomento: sapersi amare prima di amare.
Perché se non siamo pronti alla fiducia, alla libertà, non ci mettiamo ad amare.
Continuano a gonfiarci delle briciole d’affetto che ci arrivano qua e là.
Perché nell’ amore non si è mai uno contro l’altro si è insieme contro il mondo.
E se non si ha abbastanza fegato per perdonare gli sbagli che di sicuro ci saranno vicendevolmente, e se non si ha abbastanza lucidità per accettare che nessuno è perfetto e ciascuno ha il suo fottutissimo modo di amare, beh allora respingetelo quando sta per sbocciare.
Perché l’amore è una faccenda seria.
E l’ amore molto spesso si rivela proprio quando si esaurisce, proprio quando ritorni ad essere solo e capisci che non si da’ una parte di sé sperando di riceverne in cambio altrettanta ma quando non ti aspetti nulla e ciò nonostante continui, consapevolmente, a dare, per una volta, davvero, pensando alla felicità dell’ altro e non soltanto alla tua.

Maria Colagrossi

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