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Il Comitato Lucera non tace interviene sulle infrastrutture idriche

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Piano di Sviluppo Locale - Lucera & Monti Dauni (PSL-LMD) e PNRR
Parte II: Infrastrutture idriche
Un piano organico, per potenziare e gestire in modo più razionale ed efficiente le risorse
idriche della Capitanata (che conta una superficie di circa 440.000 ettari destinati a colture), è vitale per il suo sviluppo economico. Un piano idrico basato sulla progettazione fatta dal Consorzio per la Bonifica della Capitanata che prevede, da anni, di rendere disponibili oltre 170 milioni di metri cubi di acqua agli agricoltori e alle popolazioni della Capitanata realizzando le seguenti infrastrutture :
 potenziamento dell’impianto di potabilizzazione dell’Acquedotto Pugliese di Finocchito. Consiste nella realizzazione di una infrastruttura idraulica per il trasferimento di quote di acqua dal sistema idrico del Biferno (Molise) a quello del Fortore (Puglia). Nella fattispecie occorre costruire una condotta di circa dieci chilometri: dalla diga del Liscione sul Biferno all’impianto di potabilizzazione di Finocchito, a due passi dalla diga di Occhito. Il collegamento avrebbe ricadute immediate sulle capacità di Acquedotto Pugliese che potrebbe erogare l’acqua “molisana” nei rubinetti della Capitanata. I benefici riguarderebbero anche l’ agricoltura locale che potrebbe disporre di circa 50 milioni di metri cubi prelevati oggi dall’ invaso di Occhito per rifornire la popolazione.
 realizzazione di un intervento di manutenzione dell’invaso di Occhito, vecchio ormai di 50 anni.
 realizzazione della diga di Palazzo D' Ascoli sul torrente Carapellotto (66 milioni di mc) che consentirebbe di rendere irrigabili altri 25.000 ettari del Tavoliere meridionale.
 realizzazione della diga sul torrente Triolo.
 realizzazione della diga sulla Marana Cerasa.
** La realizzazione della Diga di Piano dei Limiti]: (40 milioni di mc) sul fiume Fortore, a valle dell’ invaso di Occhito al confine tra Puglia e Molise, è stata esclusa, in via sospensiva, in quanto nel passato sono emerse numerose problematiche di carattere politico-amministrativo con la regione Molise e con i comuni interessati dall’opera. Inoltre il WWF e altre associazioni ambientaliste hanno sollevato obiezioni tecniche e di natura ecologica (il Fortore è stato designato dal Ministero dell’Ambiente come ZSC (Zona Speciale di Conservazione)) ritenendo tale opera “inutile, dannosa e dispendiosa" (costo valutato di circa 270 milioni di euro). Sarebbe auspicabile che gli attori coinvolti forniscano risposte chiare o smentite alle obiezioni sollevate dal WWF, risposte che risultano non esserci mai state.
Occorre attivare un piano per il miglioramento della gestione delle risorse idriche in agricoltura, da attuare sostenendo investimenti per il risparmio nell’utilizzo dell’acqua e l’adozione di tecnologie più efficienti per il recupero delle acque reflue in un contesto di sostenibilità. L’obiettivo è di coniugare le esigenze di tipo ambientale con quelle dello sviluppo economico del settore agricolo.
 
LE PROPOSTE
 promuovere la ricerca sulle tecnologie di depurazione per il riuso in agricoltura delle acque reflue depurate nel rispetto dell’ambiente e della salute dei cittadini. Interventi finalizzati anche a ridurre i costi del processo di trattamento delle acque ad oggi ancora troppo elevati per essere sostenuti dagli imprenditori agricoli. Finanziare la realizzazione di impianti pilota, di cui alcuni risultano già in fase di avvio quali Foggia, San Severo, Lucera, Manfredonia (fonte Consorzio per la Bonifica della Capitanata).
 sostenere interventi per migliorare le infrastrutture del sistema irriguo per minimizzare le perdite d’acqua con la razionalizzazione e ammodernamento delle condotte in uso (le perdite d' acqua in Capitanata ammontano ad oltre il 50% del totale).
 favorire l’adozione di sistemi irrigui più efficienti;
 incentivare la riduzione dell’uso di fitofarmaci e fertilizzanti di sintesi in agricoltura,
dannosi per l’ambiente e per l’uomo (inquinano i cibi, prima, e poi i terreni e le acque).
LNT coglie l’occasione per lanciare un appello ai rappresentanti del Consorzio per la Bonifica della Capitanata, alle associazione degli agricoltori e ai politici locali affinché si incontrino al più presto per approntare una road map dei progetti relativi alle infrastrutture idriche possibili definendo:
 stima dei costi e reperimento delle fonti di finanziamento per l’avvio/completamento delle opere possibili,
 eventuali criticità,
 tempistiche realizzative finali attendibili.

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