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Sfiorata la tragedia in corso Garibaldi a Lucera nella serata di ieri

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Lucera, 22 giugno - Riportiamo un episodio increscioso che è accaduto ieri, poco dopo le 23, quando un barboncino è stato investito da un'auto che percorreva a forte velocità corso Garibaldi a Lucera. Pur essendosi reso conto dell'accaduto, poichè il guidatore è stato richiamato ed addirittura inseguito da un ragazzo presente sul posto, l'autista non si è fermato a prestare soccorso. 

Sappiamo benissimo ora di scatenare proteste e commenti. Sicuramente ci saranno pareri in conflitto tra loro, tra chi considera un animale come parte del nucleo familiare, al pari di un bambino, e chi penserà 'è semplicemente un cane!'.

Vorremmo porre l'accento su due fattori essenziali, prima di giungere a qualsivoglia 'sentenza'.

Al posto del cane potrebbe esserci stato un bambino o un anziano. Le strade del centro storico sono spesso strette e senza marciapiede, quindi nessuno spazio di camminata in sicurezza. Aggiungiamo come elementi di pericolo le numerose macchine parcheggiate e la velocità con cui vengono attraversate e si può tranquillamente arrivare a comprendere il mix esplosivo che può portare alla tragedia. Oggi un cagnolino, domani? Rivolgiamo un appello a chi di competenza per anticipare ed evitare queste situazioni, si potrebbero, ad esempio, installare dei dispositivi di controllo velocità, così come già esistono le telecamere dei parcheggi, oppure mezzi alternativi per obbligare a rallentare.

Ma non finisce qui. Dopo l'accaduto, Elena M., proprietaria del barboncino, ha cercato con tutti i mezzi un aiuto. Ha contattato diversi veterinari, sia su Lucera che Foggia, ma non ha trovato disponibilità a causa dell'ora e dell'orario 'fuori lavoro'. Il massimo che ha ricevuto sono stati commenti di solidarietà e consigli di rivolgersi ad altri. Superato lo shock ed il disgusto per i rifiuti ottenuti, Elena non ci ha pensato due volte a mettersi in macchina e dirigersi verso l'ospedale veterinario di Bari.

Qui finalmente il cagnolino ha ricevuto le cure appropriate, da una struttura sempre operativa h24, personale gentile e preparato e macchinari idonei. Ma se non avesse avuto auto, tempo o possibilità di arrivare ad oltre 150 chilometri di distanza dall'accaduto? Ancora una volta non resta che chiedersi quanto sia inferiore la 'natura umana' rispetto a quella animale. Possibile che nessuno sia stato disposto ad intervenire per l'emergenza? O è stata semplicemente sfortuna che Elena non abbia contattato la giusta persona di cuore pronta a fornire le proprie conoscenze personali per aiutare una vita? Non perdiamo di vista, infatti, che anche un cane è un essere vivente, che soffre ed ha diritto alle cure necessarie quando occorrono.

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