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Covid a Lucera : Le proposte di Lucera 2.0

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Lucera 2.0, nell'esprimere la propria vicinanza a tutti i concittadini e alle famiglie colpite dal virus che soffrono in queste settimane, con l'auspicio di superare al più presto e brillantemente questa condizione, nonché la propria solidarietà ai titolari di attività costrette alla chiusura e ad un sacrificio che grava per intero su di loro per la salvaguardia della salute di tutti, consapevole che al cospetto di una situazione così complessa nessuna persona di buon senso può illudersi di trovare una soluzione semplice, a beneficio e non in polemica con chi ha poi la responsabilità di dover decidere, si permette di suggerire qualche idea,  partendo dalle cose da evitare:

1. Sgomberare il campo dal clima di "inquisizione", di "caccia all'untore" o di "Stato di polizia" alimentato dalle dichiarazioni del primo cittadino e di qualche consigliere comunale, utile esclusivamente ad inasprire le tensioni sociali. Se è vero, come è vero, che è quanto mai necessario rispettare eventuali imposizioni di quarantena ed accertarsi che tutti lo facciano, è però altrettanto vero che tale accertamento deve essere effettuato dalle autorità competenti, uniche cui eventualmente deve rivolgersi, nei modi e nelle forme previste dalla legge, il cittadino;

2. Evitare provvedimenti di chiusura anticipata degli esercizi commerciali ritenuti indispensabili e/o di interdizione al passaggio pedonale di aree o spazi pubblici, perché totalmente illogici e dannosi, visto che minor tempo e minor spazio favoriscono inevitabilmente maggiori occasioni di assembramento;

3. Evitare di produrre disposizioni locali e ordinanze con l'assillante frequenza con cui vengono emesse, perché ciò alimenta esclusivamente il caos. Una delle caratteristiche più importanti alla base dell'efficacia di una norma è la chiarezza. Questa iper-produzione di atti, va nella direzione opposta alla chiarezza. Per non parlare dell'urgenza e contingibilità: provvedimenti assunti la sera per la mattina successiva rispetto ad una situazione, certamente grave, ma non imprevista ...combattiamo il virus ormai da un anno e mezzo;

e passando a qualcosa da fare:

4. Proporre una convenzione con i laboratori d'analisi e le farmacie attrezzate affinché effettuino tamponi antigenici ad un costo inferiore a quello di mercato e a quello calmierato imposto dalla Regione Puglia: 30 euro costo di mercato, 20 euro calmierato. Si potrebbe scendere a 15 o 10 anche solo per qualche giorno, per favorire uno screening più ampio della popolazione (si potrebbe chiedere alla stessa ASL di co-finanziare l'iniziativa, posto che una spesa in prevenzione sarebbe ampiamente recuperata in termini di risparmio sulle successive, evitabili fasi acute della malattia);

5. Spiegare, informare e coinvolgere! Se la scorsa primavera l'unica arma contro il virus era il lockdown, adesso, per fortuna, esistono i vaccini. Una classe dirigente degna di questo nome, deve essere capace di spiegare, rassicurando la cittadinanza, che la fine di questo incubo è alla nostra portata. Nessuno è in grado di sopportare le restrizioni a tempo indeterminato, quindi, con serietà e realismo, le istituzioni devono fare uno sforzo informativo, devono (avere ed) esporre con trasparenza la propria strategia. Come abbiamo visto dall'esperienza inglese, israeliana e statunitense, gli effetti della vaccinazione danno già ottimi risultati quando si raggiunge il 50% di copertura (anche monodose) della popolazione e, seppure con molteplici intoppi e ritardi, la campagna vaccinale sta prendendo piede anche i  Italia, rendendo quel traguardo sempre più vicino. Naturalmente la pubblica autorità è riconosciuta tale se prima di chiedere l'inevitabile ulteriore sacrificio, mostra efficienza, serietà e concretezza. Il cittadino che vede somministrazioni del vaccino a rilento, soprusi, favoritismi e corsie preferenziali per improbabili categorie di persone, quale fiducia può nutrire verso le istituzioni? E, forse, finisce per infrangerne le regole anche solo per spirito di ribellione.

6. Nel caso specifico di Lucera, per tirare fuori la città dalla drammatica condizione di sofferenza in cui è precipitata, ci aspettiamo che, su iniziativa delle massime autorità cittadine, siano chiamate a raccolta tutte le forze politiche e sociali, le associazioni, le categorie professionali con in testa quella dei sanitari, perché concordino, coadiuvati da esperti di comunicazione, una iniziativa dal fortissimo impatto e da un elevatissimo livello di persuasione, basato non sui divieti e sulla paura, ma sulla urgente necessità di tornare a vivere in piena libertà.

Concludiamo, pertanto, con la richiesta di revoca dell'ordinanza sindacale n. 17 del 6/4/2021, o quanto meno di modifica della stessa, soprattutto in relazione agli orari di chiusura delle attività, all'orario del coprifuoco e agli spazi interdetti, per le stesse ragioni già esposte ed anche perché è scientificamente solida la circostanza che la trasmissione del virus all'aperto avviene con estrema rarità.

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