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Covid, commercio ed ecommerce. Lucera ne è influenzata?

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Durante questi mesi di pandemia il commercio locale ha subito delle variazioni in quanto si è diffuso il commercio online, infatti sappiamo tutti che i trend del eCommerce sono sempre in aumento ma con l’insorgere del Covid-19 l’aumento è stato inevitabilmente esponenziale, mettendo in ginocchio i piccoli commercianti locali.
Infatti gli articoli di elettronica e di informatica sono i prodotti più venduti online mentre al secondo posto troviamo i capi di abbigliamento, interessante è anche la crescita del food.
Molti dei nostri commercianti locali per far fronte a questa “battaglia” dei grandi colossi di vendita online, tipo Amazon, il quale vanta oggi una valutazione di mercato circa 1.6000 miliardi di dollari e si è espansa fino a diventare un rivenditore online con una presenza in quasi tutte le principali categorie di mercati, si sono adoperati anche loro ad avere uno shop online.
Nonostante Amazon avrebbe potuto fare l'asso piglia tutto i nostri commercianti si sono messi a lavoro per cercare di contrastare questo colosso del commercio online.

Il rischio di vivere in condizioni di “distanziamento sociale” è molto alto e per questo fare affidamento soltanto sul punto vendita fisico è molto rischioso.
Chi in questa fase, è in possesso di un negozio online e non sono pochi, ha ridotto il calo dei guadagni rispetto ai concorrenti presenti sul mercato.

Nel settore dell’abbigliamento, per esempio, prima del Covid oltre i due terzi degli italiani, circa l’85% si recavano negli esercizi commerciali a fare shopping: oggi a farlo è il 64%, con una conseguente crescita del commercio online del 20%.” (Il Sole 24 Ore)

Rimanendo nel settore dell’abbigliamento, ad aprire uno shop online, ancor prima della pandemia, è stato proprio un commerciante di questo settore, il quale si è adoperato e impegnato con la sua passione per la moda a far nascere il suo sito web e successivamente intraprendere la via dello shop online.
Il quale ha avuto un gran successo per quanto riguarda l’economia locale.

A Lucera però, nell’ultimo periodo molti commercianti si sono adoperati ad aprire il proprio shop online.
Alcuni di loro hanno usato vie di comunicazione molto più semplici, rapide e intuitive come WhatsApp, rafforzando le relazioni con i vari clienti comunicando con loro in maniera diretta e immediata.
Altri, invece, utilizzando Instagram, un’applicazione molto diffusa soprattutto tra i giovani ma non solo, perfetta quindi per vendere online.
Questa piattaforma è cresciuta moltissimo da questo punto di vista nella quale è possibile creare delle promozioni direttamente su di essa.

Rimanendo in ambito di promozioni a livello locale si sono istituiti i CIV (Commissione di istruttoria veloce), che comprendono tutte le attività commerciali che si affacciano in determinate via del Paese.

Tra i CIV di Lucera spiccano quello di via San Domenico, Via Bovio e Via Biagio Di Giovine che ha come presidente Silvia Borja, titolare del Centro Estetico “Bye Bye Pelos” e anche quello di Via Gramsci e Via Amicarelli con presidente Marcello Ziccardi, titolare della Gioielleria “Ziccardi”.
Lo stesso Ziccardi, quindi presidente del CIV Botteghe del centro di  Lucera, è stato eletto nel 2018 e da quel giorno sino ad oggi insieme a tutta la commissione si sono impegnati ad individuare nuove azioni principali per la promozione territoriale.  

È molto importante comprare nei negozi “sotto casa” beni e servizi per poter salvare le aziende locali in vista della ripresa post pandemia.
Questo è il momento di stringere un patto di fiducia tra cittadini e tessuto imprenditoriale locale così che il sostegno dato ai piccoli commercianti del nostro Paese è una scelta fatta per dare una possibilità di futuro a tutti.
Quindi acquistare prodotti e servizi di imprese locali vuol dire credere nelle potenzialità del territorio.

L'obiettivo è quello di cercare di trasformare i problemi dell’emergenza in opportunità.

Per questo consegne a domicilio e vendite online, esplose in questo periodo di pandemia, hanno obbligato tutti a rivedere il proprio modello di business regalando anche ad alcuni una possibile seconda vita ai negozi di vicinato che prima sembravano in via d’estinzione.

Chiara Di Giovine

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