POLITICA Comune         Pubblicata il

Lucera, svegliati!




La pesante ombra di danni da risarcire,causati dal dissesto targato Tutolo, grava sulle imminenti elezioni amministrative lucerine. Mentre i tre Commissari straordinari,al lavoro sin dal gennaio scorso continuano a  controllare i conti del Comune, il tema del  fallimento è entrato con forza nella campagna elettorale.

Un cavallo di battaglia scatenato a briglia sciolta contro Pitta- il suo padrino politico - e il movimento. Del resto, non poteva essere altrimenti. Intanto, da più parti ci si comincia a porre domande,a leggere con avidità i giornali e cliccare sui siti locali alla ricerca di notizie, tutte focalizzate, dove? “ sop u’ municipie”...

Già, il Municipio. Non molto tempo addietro era la casa dei lucerini,il luogo deputato a risolvere problemi,amministrare progettare per rifare strade,costruire edifici,aprire nuove istituzioni, e  a dare aiuto, o solo dispensare una parola di   incoraggiamento a coloro che non potevano mettere insieme il pranzo con la cena. Non è più così. Negli ultimi sei anni,  palazzo Mozzagrugno è il simbolo di uno scadimento generale:dall’incapacità ad amministrare,al rifiuto di qualsiasi sostegno,non dico materiale, ma  anche solo morale a chi si umiliava a chiederlo.

La rotolata senza freni verso il basso ci ha condotti al disastro Altro che debiti pagati. E la sentenza della Corte dei conti grida vendetta sulle facce di coloro che si sono resi responsabili di una situazione disastrosa, ed hanno avuto persino il coraggio di ricandidarsi per amministrare Lucera. In che modo voteranno i lucerini nessuno può indovinarlo. Sta di fatto che le violazioni commesse dalle giunte Tutolo sono ormai di dominio pubblico. Tanta gente, molto colpevolmente distratta, fino a qualche tempo fa, tende l’orecchio a termini come dissesto, piano di riequilibrio, mancata costituzione di fondi rischi, continuo ricorso alle anticipazioni di tesoreria, diverso utilizzo di somme vincolate e destinate a precise poste. Tutte lacune, molto gravi, da mettere in conto a Tutolo, ed anche all’ex assessore alle finanze, oggi candidato sindaco per il Pd.

Per fortuna, però, sono ancora tantissimi i lucerini che non hanno raccolto il frutto avvelenato dell’odio dilagante, della contrapposizione frontale, dell’aggressione verbale. La direi una maggioranza riservata, anche chiusa, com’è nella storia di questa città. E le tre porte sono lì a simboleggiare quella protezione che, ahinoi, oggi è  stata scardinata dall’ondata della non politica sguaiata e irrispettosa.

Sull’esito del voto incombe il rischio di un astensionismo montante, divenuto  tradizione in tutte le consultazioni elettorali. Sarà così pure a Lucera?

E’ fra l’elettorato degli anziani che serpeggia il timore di non recarsi all’urna, complice il Covid. Ma pure  quel fatalismo, tipico delle popolazioni del Sud: lo si legge negli sguardi assorti dei vecchi,sferzati da millenni di scirocco,e  senza più voglia di poter cambiare le cose,in questa avventurata città, orfana di un vero leader.

Ci aveva provato Tutolo, l’uomo che volle farsi sindaco, incantando coloro che gli andarono dietro,- i giovani prevalentemente- per poi sedurli e abbandonarli per lidi più propizi. Oggi Lucera è allo sbando. Inutile girarci attorno. Il prossimo sindaco, innanzitutto, dovrà cercare di uscire al più presto dal dissesto, come ha anticipato Giuseppe De Sabato, candidato per il centro-destra. Ad eccezione della Lega che correrà da sola. Una scelta velleitaria che potrebbe rivelarsi letale per Forza Italia, Fratelli d’Italia e le liste collegate..

Ma non sarà né semplice né breve la traversata nel deserto, disseminato di debiti, tagli ai servizi e altro ancora. E’ su questo che i lucerini, votando, dovranno riflettere. L’antipolitica ha fallito clamorosamente. Inutile cercare scuse. E solo chi non vuole togliersi i paraocchi e intende menarla ancora con la storia dei vecchi amministratori corrotti può affermare il contrario.

Attenzione, però. Le carte della Corte dei conti sono chiare, e il pericolo di vedere decaduti coloro che si sono resi responsabili del dissesto, se fra otto giorni vincessero,è reale. A riguardo la Corte dei conti d’Abruzzo ha applicato l’art 48 bis del Testo unico sugli enti locali,”declinando la responsabilità nel causare il dissesto di un Comune interamente dentro il modello di quello sanzionatorio,in base al quale non è necessario l’accertamento di un danno al patrimonio di un soggetto,ma la imputabilità di una condotta consistente in un comportamento omissivo o commissivo,causativi di un danno in senso giuridico”. In parole piane significa che, pure i responsabili del fallimento del Comune di Lucera potrebbero decadere dalle loro cariche per il solo fatto di non aver rispettato le norme giuridiche. Per costoro scatterebbe il divieto di ricoprire cariche pubbliche per un decennio. Questo prescrive la Legge. A prescindere dall’eventuale danno causato alla collettività, qualora fosse accertato. A quel punto, per i presunti responsabili, potrebbe aprirsi un altro e ben più doloroso capitolo. Ma questo è ancora tutto da scrivere.

Gianfranco Sammartino

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