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Proprieta’ nutrizionali del carciofo del dottor Nicola Barbaro




Il carciofo è una pianta erbacea appartenente alla famiglia delle Asteraceae. La parte della pianta che viene maggiormente impiegata nelle preparazioni alimentari è quella interna dei capolini mentre la parte esterna del fogliame viene scartata in quanto dura e fibrosa; meno impiegata è la parte del gambo più vicina al fiore. Le foglie invece sono utilizzate per la preparazione di estratti idroalcolici, tinture madri e tisane depurative. Il carciofo crudo fornisce un apporto calorico molto ridotto pari a 22 kcal per 100 g di prodotto, con un importante quantitativo in proteine superiore a quello dei carboidrati e un apporto lipidico praticamente nullo; alto è il contenuto di fibre cosi come il contenuto in vitamine in particolare tiamina, riboflavina, niacina, vitamina C e minerali quali ferro, calcio, sodio, fosforo e potassio. Il carciofo viene utilizzato per contrastare molti problemi legati all’ apparato digestivo quali la stitichezza, grazie all’azione della cinarina, da cui deriva il nome del famoso amaro Cynar, sostanza largamente presente nei carciofi, che stimola la produzione di bile e ne facilita il deflusso dalla cistifellea all’intestino, promuovendo un effetto lassativo favorendo il naturale ripristino della regolarità intestinale, favorisce la funzionalità epatica per mezzo degli acidi fenolici, che svolgono una funzione antiossidante proteggendo il fegato dall’attacco dei radicali liberi. Inoltre la cinarina sembra coinvolta nello stimolare la rigenerazione delle cellule epatiche esposte ai danni provocati dall’abuso di alimenti potenzialmente dannosi come quelli precotti, manipolati industrialmente e raffinati, fritti, alcol e insaccati. Il buon quantitativo di potassio contenuto nel carciofo, lo rende un efficace diuretico utile a contrastare la formazione dei calcoli renali e dei calcoli biliari.
 
Il carciofo, per mezzo dell’inulina, una fibra solubile, presente in aglio, banana e nelle radici  di cicoria ha un’importante azione nell’abbassare i picchi glicemici, ridurre i livelli di trigliceridi nel sangue e a facilitare la regolarità intestinale. Aiuta nella prevenzione di patologie cardiovascolari e arteriosclerotiche, contrastando la formazione delle placche ateriosclerotiche, responsabili dell’ostruzione arteriosa. Uno studio pubblicato su Nutrition and Cancer ha rilevato che i polifenoli contenuti nel carciofo, che si conservano anche dopo la cottura al vapore dell’ortaggio, possono contrastare l’azione ossidativa dei radicali liberi e interferire con i processi molecolari che favoriscono le trasformazioni tumorali. Come già detto, le foglie dei carciofi vengono utilizzate per la produzione di estratti idroalcolici, tinture madri e tisane, perché hanno una concentrazione di cinarina superiore a quella contenuta nel capolino, dalle proprietà epatoprotettrici, colagoghe ossia facilitanti il deflusso della bile dalla cistifellea verso il duodeno, coleretiche ossia stimolanti la produzione di bile, ipocolesterolemizzanti, detossinanti, diuretiche. La foglia del carciofo è anche ricca di flavonoidi, cinaropicrina, tannini, steroli, Sali minerali e acidi organici quali acido malico e acido succinico. In sintesi questo ortaggio può essere regolarmente consumato all’interno di un piano nutrizionale sano ed equilibrato nei suoi macro e micronutrienti per via del suo apporto elevato di ferro, sodio, potassio, fosforo, calcio, vitamine A, B1, B, B3, C, acido malico, acido citrico, tannini e fibre solubili come l’inulina, presenta un’elevata digeribilità e può essere consumato da tutti, eccetto soggetti che hanno subito l’asportazione della cistifellea. 
 
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