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Alimentazione nella Rettocolite Ulcerosa. Ne parla il biologo nutrizionista dott. Nicola Barbaro




La Rettocolite Ulcerosa indicata con la sigla RCU, è una malattia cronica intestinale a carattere recidivante-remittente che coinvolge la mucosa del colon. La patologia può coinvolgere il retto nel 25% dei casi, coinvolgere il lato sinistro del colon o riguardare l’intero colon. In questo caso si parla di pancolite che coinvolge una percentuale di individui inferiore al 20%. E’ una patologia caratterizzata da ulcerazioni ed infiammazione della mucosa del colon distribuita in maniera continua a differenza del Morbo di Crohn dove l’infiammazione coinvolge solo alcune parti del colon alternate ad aree di mucosa intestinale integre. Nella Rettocolite Ulcerosa la mucosa del colon appare ricca di ulcere a causa di agenti ad azione pro- infiammatoria che determinano una distruzione dell’epitelio con la comparsa delle ulcere. Quando questi episodi infiammatori si ripetono frequentemente fino a diventare cronicizzanti, l’intestino assume una struttura tubulare.

Il sintomo più frequente che si manifesta in un soggetto con Rettocolite Ulcerosa è la diarrea con o senza sangue nelle feci, crampi addominali e febbre ma possono essere presenti anche sintomi sistemici come malessere e perdita di peso. Tra le manifestazioni extra-intestinali abbiamo artrite, epatopatie e lesioni a livello della cute. Per quanto concerne l’alimentazione, occorre capire l’andamento della patologia, se acuta o cronica o in fase recidivante, in modo da impostare un piano alimentare fatto a misura del soggetto. Nella fase acuta della Rettocolite Ulcerosa, è consigliabile seguire un’alimentazione priva di scorie quindi povera di fibre, in cui vanno evitati cereali, legumi, ortaggi e frutti (soprattutto quelli con semi), noci, nocciole, arachidi ed alimenti a base di crusca per evitare un eccesso di fermentazione delle scorie da parte dei batteri dell’intestino, con conseguente formazione di gas responsabile di meteorismo e gonfiore addominale, che possono aggravarne ulteriormente i sintomi. Nella prevenzione di questa patologia, specialmente in caso di recidive della stessa, gioca un ruolo importante la dieta mediterranea, caratterizzata da un consumo limitato di proteine e grassi animali, a favore di quelli vegetali come i legumi e l’olio extravergine d’oliva, da un regolare apporto di frutta e verdura, fonti importanti di fibra, fondamentali per la produzione da parte della flora batterica intestinale di sostanze protettive, come il butirrato e gli acidi grassi a catena corta ossia acido acetico, acido propionico e acido butirrico, in grado di modulare il trofismo intestinale e la risposta immunitaria. In caso di Rettocolite Ulcerosa, occorre limitare per quanto possibile alimenti ricchi di grassi e proteine animali, come carne rossa, insaccati, burro, gli alimenti “pronti”, i cibi in scatola, ricchi di additivi e conservanti, e gli zuccheri raffinati presenti soprattutto in merendine, snack, bibite gassate e prodotti dolciari. Per quanto riguarda gli alcolici, è consigliato un consumo moderato di vino evitando birra e superalcolici.

Dott. Nicola Barbaro
 
Biologo Nutrizionista, ha conseguito la laurea magistrale in Scienze dell’Alimentazione e Nutrizione Umana al Dipartimento di Scienze Agrarie, degli Alimenti e dell’Ambiente di Foggia e dal 2018 iscritto all’albo dei Biologi sez. A. Ha iniziato a lavorare come libero professionista e ha svolto attività di frequenza volontaria presso il reparto Dialisi dell’Ospedale Lastaria di Lucera svolgendo attività di consulenza nutrizionale e cercando di aggiornare costantemente la formazione seguendo corsi di nutrizione relativa alle patologiche metaboliche, alle patologie autoimmuni e nutrizione sportiva approfondendo studi di nutrizione in età pediatrica, mimadigiuno e chetogenica. Elabora piani alimentari, con l’ausilio di strumentazione avanzata per la valutazione della composizione corporea(massa grassa, massa magra, acqua corporea totale extracellulare e intracellulare) tramite bioimpedenziometria (BIA) al fine di migliorare le condizioni generali fisiche e psichiche del paziente.

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