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Vangelo della Domenica: Sono venuto per dare pieno compimento

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VI domenica per Annum anno A – “sono venuto per dare pieno compimento…”

 

Oggi la Parola di Dio che ascolteremo ci presenta una serie di insegnamenti che Gesù ci consegna e che vanno eseguiti e testimoniati. Egli afferma che la sua Parola è sicura ed eterna; che grande dev’essere il rispetto - anche nelle parole - verso ogni “fratello”; che è decisivo l’impegno nella testimonianza dei suoi insegnamenti; che è necessario la purezza dello sguardo verso la donna o l’uomo che non ti appartiene; che nessun nostro senso deve “scandalizzarci” cioè “allontanarci dalla fede”; che il tuo parlare sia chiaro e deciso.

 

Gesù non è venuto ad abolire la legge, ma a portarla a compimento, a darle quel «di più» che la fa superare come legge e la fa accettare come scelta interiore. Infatti, è' nel cuore che si decide l'atteggiamento più vero e più radicale dell'uomo, è lì che bisogna portare l'attenzione e la scelta: questa è la superiore esigenza della legge, il «di più» con cui Cristo la porta a compimento e a perfezione.

Fedeli alla sua Parola “che non passa”, vogliamo impegnarci a vivere coerentemente la nostra fede. Spesso pensiamo che non tocca mai a noi dare il buono esempio e impegnarci. Spesso noi cristiani pensiamo che l’impegno e il buono esempio tocca agli altri. Lo pretendiamo dagli altri specialmente da quelli “che vanno sempre a messa” o che sono “impegnati” (preti, suore catechisti e devoti…). In questo modo, comodamente nascosti dietro alla “piccola” incoerenza degli altri evitiamo di impegnarci. E’ sempre facile chiedere agli altri di essere i migliori, e poiché qualche volta essi non lo sono, noi ci assolviamo e assolviamo il nostro disimpegno. 

Non basta non uccidere, bisogna non adirarsi. 

Non basta non commettere adulterio, bisogna non desiderare la donna o l’uomo degli altri. 

Non basta lavarsi le mani prima dei pasti, bisogna «purificare» l'interiore dell'uomo. 

Non basta erigere monumenti ai profeti, bisogna non farli tacere uccidendoli. 

Non basta dire: «Signore, Signore», ma bisogna «fare la volontà del Padre che è nei cieli». Non basta dire parole senza fine nella preghiera, bisogna aver fede nella bontà di Dio. 

Non basta il sacrificio, non serve a niente l'atto di culto e l'osservanza dei precetti minori se non si pongono al primo posto nella propria vita morale la giustizia, la misericordia e la fede.

Allora, fratelli e sorelle, iniziando da me, chiediamo a Gesù l’aiuto della sua Grazia. Gesù ci chiede di impararci giorno per giorno a migliorare la nostra vita e il nostro stile, e convertendo i nostri limiti e le nostre debolezze camminare verso di Lui con la certezza che non ci mancherà mai la sua Grazia che rende possibile la nostra “conversione”. Coraggio con Gesù, sarà possibile tutto…anche essere migliori!
don Luigi Tommasone

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