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Blitz della Polizia Penitenziaria, ancora sequestri di droga e telefonini nel Carcere di Foggia




COMUNICATO STAMPA DEL 3.12.2019

CARCERE DI FOGGIA, ANCORA SEQUESTRI DI DROGA E TELEFONINI.

Non si arresta il flusso di sequestri di droga e telefonini nel carcere di Foggia. L’ultimo è avvenuto nel corso di una perquisizione generale di questa notte all’interno di alcune sezioni del penitenziario del capoluogo Dauno.

Per far ciò sono stati convogliati presso il carcere di Foggia uomini e mezzi della polizia penitenziaria arrivati dalle altre carceri pugliesi, nonché il gruppo regionale cinofilo .

Il rinvenimento ed il sequestro di alcuni telefonini(5,6)da parte degli agenti, e di diversi grammi di droga da parte del cane Laika, la dice lunga sui livelli di sicurezza del carcere foggiano.

Ormai i poliziotti di Foggia nonostante il loro coraggio e professionalità sono costretti a lavorare in condizioni impossibili, sia a causa della grave carenza di organico sia per il sovraffollamento dei detenuti, tra i più alti della nazione, nonché per tutta una serie di gravi lacune gestionali.

Non si contano più le continue aggressioni dei poliziotti da parte di dei detenuti(tre in ospedale sabato sera) ed i continui ritrovamenti di materiale proibito, per cui il carcere di Foggia è assurto alla ribalta nazionale.

Il SAPPE sindacato autonomo polizia penitenziaria, da tempo chiede all’amministrazione penitenziaria di mettere fine a questa situazione commissariando il carcere di Foggia, e facendo intervenire il GOM , gruppo operativo mobile, al fine di riportare il penitenziario in un alveo di legalità e rispetto delle regole, poiché potrebbe succedere di tutto.

Come pure è necessario dotare il penitenziario di apparecchiature che schermino l’intera area, rendendo inutili gli apparecchi telefonici.

Tutti sanno che il carcere di Foggia si trova in territorio ad altissima tensione criminale, per cui ci aspettiamo che finalmente l’amministrazione ponga più attenzione alle vicende del penitenziario con provvedimenti concreti che facciano capire che chi comanda è lo stato.

Il SAPPE chiede infine alla magistratura di Foggia di fare chiarezza sul tragico gesto di un poliziotto penitenziario che ha annientato la famiglia per poi suicidarsi, poiché vorremmo sapere se tra il folle gesto e l’ambiente lavorativo(stress, minacce, disinteresse di qualcuno) ci possano essere collegamenti.

Ciò al fine di riportare un po' di serenità in un ambiente molto scosso e che chiede che il caso non venga dimenticato, solo perché non è diventato un caso di cronaca da talk show del pomeriggio.

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