POLITICA Comune         Pubblicata il

La Grande Illusione. Il post elezioni comunali a Lucera




"La luna aggira il mondo e voi dormite", così cantava Matteo Salvatore folksinger garganico scomparso da tempo. I suoi versi si prestano ad una plastica lettura della ormai dileguata percezione della realtà, da parte di quasi tutti gli esponenti di quella che fu la vecchia politica lucerina, fino a un decennio fa.
E la debordante affermazione di Antonio Tutolo va letta anche in questa chiave, a prescindere se ha amministrato male o no, nei cinque anni trascorsi. Chi andava pronosticando ballottaggi e conseguente vittoria, evidentemente vive in un'altra città, e non si mai reso conto di quanto sia  mutato, irreversibilmente, il sentire popolare,Tutolo può piacere o no.
Il problema grave, invece, è che persone, da sempre vissute a pane e politica, non riescano a capacitarsi di quanto è avvenuto. C'è anche la questione del ricambio generazionale, che però merita un discorso a parte.
Ad elezioni archiviate, l'analisi del voto, per chi ha perso, ha un retrogusto amaro da mandar giù, e ha poca o nessuna importanza capire se i pacchetti di voti evaporati nell'urna, appartenessero a questa o a quell'altra lista accredita, alla vigilia di ben altro esito.
Nel centro destra è venuta meno, in primis,la capacità di capire che Tutolo, durante il primo mandato,sia come sia, aveva gonfiato le vele e il consenso è diventato addirittura impetuoso. Per cercare di arginare l'ondata serviva ben altro. A cominciare da una compattezza, ormai dispersa da oltre un decennio, nonostante la scoppola rimediata cinque anni fa.

Personalismi avvelenati da invidie hanno immiserito l'agone politico del centro destra,fino a cercare rimedio nelle primarie, quando però, i buoi -  leggi elettori- erano scappati. Anche la scelta di taluni candidati, non propriamente simpatici, agli occhi di larga parte dell'elettorato ha pesato nel computo finale.
Ma quel che non si può proprio perdonare agli sconfitti, è l'improvvisazione. L'armiamoci e partiamo, saltando sull'ultimo treno, è diventato, ormai, il marchio di fabbrica d in un certo modo di concepire la politica.
Una delle attenuanti è sicuramente l'età di tanti non più sorretti da quella energia e carica di entusiasmo,propulsori indispensabili per la vittoriaAd eccezione di qualche mosca bianca...
La conseguenza è stata la faticosa ricerca di un candidato da contrapporre al sindaco uscente, arrivata solo ad un mese dalle elezioni. Un lasso di tempo assolutamente insufficiente per dispiegare una campagna elettorale efficace.
La scelta, caduta su Michele Consalvo è risultata la migliore possibile. Chiunque, al suo posto, probabilmente, non avrebbe ottenuto di più.
Ma per nutrire fondate chances di successo,servivano, almeno sei mesi di campagna elettorale. Parlare fra la gente,capire problemi ed esigenze, illustrare programmi e idee, ed avere capacità di ascolto, richiede un lavoro duro, continuo, snervante, difficilmente sostenibile. Altro che trenta giorni...

Gianfranco Sammartino

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