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Vangelo della Domenica: State attenti a voi stessi, che i vostri cuori non si appesantiscano in dissipazioni appesantiscano in dissipazioni….




I domenica di avvento – anno C

 

Oggi la chiesa ci ridona di riprendere con impegno, gioia e disponibilità il cammino del nuovo Anno Liturgico. Domenica scorsa abbiamo contemplato il Cristo Signore dell’universo. Oggi la Chiesa ci ripropone di nuovo la visione del Signore “veniente” dei tempi messianici, mentre si apre il tempo di Avvento che ci prepara alla contemplazione della prima venuta del Salvatore. Un nuovo anno si apre innanzi a noi! Durante questo anno, ancora una volta, avremo modo di conformare la nostra vita con la vita di Gesù, impegnandoci ad aderire pienamente a Lui. Ci aiuterà nel nostro cammino il Vangelo di Luca.

La prima domenica di Avvento ci richiama il grande tema dell’attesa vigilante. Aspettiamo il Signore, desiderosi di incontrarci con Lui, non solo nel momento ultimo della nostra vita, ma lo aspettiamo sapendolo riconoscere nella nostra storia e nel fratello con il quale condividiamo la nostra fede e la gioia della stessa attesa.

Quale l’atteggiamento che ci consiglia Gesù? Lo ricaviamo dall’ascolto del Vangelo: “VEGLIATE”! Ecco la vigilanza attenta e orante. Non possiamo essere superficiali, distratti o pigri, ci viene richiesta l’attesa vigilante, attenta e operosa. Bello l’invito di Gesù fate in modo che “i vostri cuori non si appesantiscano, in dissipazioni, ubriachezze e affanni della vita….”.   E perché questo si possa realizzare ecco l’invito pressante di Luca “PREGATE”!!!

Forse per noi che pensiamo di potercela fare da soli, che siamo “potenti” e forti delle nostre certezze, per noi che non riteniamo importante e necessario la preghiera, quest’anno potrebbe essere l’occasione buona per imparare a PREGARE! Ad usare questa che è l’arma più potente per superare anche ogni paura e situazione di pericolo, di smarrimento, di violenza subita  dalle ideologie anche religiose, di povertà, sopruso e ingiustizie. Ricordiamoci che alla fine dobbiamo essere degni di “poter comparire davanti al Figlio dell’uomo”. 

Noi non vogliamo “COMPARIRE” (quasi da convocazione giudiziaria) ma vogliamo STARE davanti a Lui con la dignità dei figli, con la bellezza e la certezza di sentirci fratelli, con la consapevolezza di appartenere a Lui, con la gioia di sentirci davanti al più giusto giudice di misericordia, “lento all’ira e grande nell’amore!”. E così gli riconsegneremo la nostra vita ricca di fede, speranza e carità; ricca di frutti grondanti che sono le opere buone realizzate; ricca di tutte le relazioni buone costruite con i fratelli; ricca  - quasi un tesoro prezioso – di tutto l’amore che siamo riusciti a realizzare anche con sacrificio. Auguri di buon anno! E Buon Avvento!

don Luigi Tommasone

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