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WWF: LUPI A SERRACAPRIOLA: CRITICHE DEL WWF AL SINDACO PER L’INUTILE ALLARME SULLA PERICOLOSITA’ DELL’ANIMALE

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Il lupo non considera l’uomo una preda e i danni agli allevatori sono spesso causati da cani mal gestiti

Il WWF Italia ha scritto al Sindaco di Serracapriola per esprimere profondo rammarico sull’avviso emanato l’11 settembre scorso alla cittadinanza del suo Comune, invitandola a prestare massima attenzione alla presenza di lupi nel territorio amministrato.  Sebbene risulti comprensibile una sua attivazione volta a verificare la reale esistenza di pericolo e la necessità di prendere provvedimenti, per l’Associazione il provvedimento preso è eccessivo, capace di innescare nella popolazione una pericolosa reazione emotiva negativa di intolleranza verso la presenza del mammifero, che potrebbe sfociare anche in atti di braconaggio.

Il lupo, predatore elusivo, opportunista e intelligente, non identifica l’uomo come preda ma come una minaccia da cui allontanarsi rapidamente. In Italia non sono documentati attacchi all’uomo da lunghissimo tempo. I fattori che rendono possibile l’aggressione (presenza della Rabbia; degrado del territorio rurale per sovrappopolazione umana; forte diminuzione delle prede naturali; bambini lasciati soli ed impiegati nelle attività agricole marginali) sono praticamente da tempo assenti (fonte: Tempo di Lupi LIFE Wolf Alps pg 65-66 www.lifewolfalps.eu ).

 

Il lupo in Italia è particolarmente protetto dal 1971 e anche l’Unione Europea lo considera tale (è specie compresa nell'Allegato IV della Direttiva Habitat 92/43). L ’attuale quadro normativo vieta la cattura e l’uccisione, il disturbo, il possesso, il trasporto, lo scambio e la commercializzazione del lupo (DPR 357, art.8 cc.1 e 2) per cui il tentativo in corso di catturare lupi nel territorio comunale con l’ausilio di gabbie, oltre ad essere tecnicamente sbagliato (fonte: LIFE Ibriwolf www.ibriwolf.it ), costituisce reato. L'iniziativa non è giustificabile sotto alcun punto di vista. Per contrastare l’aggressione agli animali domestici altrove (es. Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Abruzzo), sono ampiamente utilizzati sistemi di prevenzione (recinzioni e ricoveri) e difesa (cani pastore maremmano-abruzzesi) molto efficaci. Inoltre Regioni e Parchi Nazionali indennizzano i danni accertati.

I cani vaganti, abbandonati o mal gestiti, attaccano spesso gli animali d'allevamento, scatenando l’ira degli allevatori danneggiati, pronti ad addossare erroneamente le responsabilità al lupo. Eppure è stato documentato (fonte: LIFE MedWolf www.medwolf.eu ; LIFE Ibriwolf) che anche i cani degli allevatori, lasciati liberi di vagare fuori dall’azienda, aggrediscono greggi e mandrie di altri proprietari, oltre ad incrociarsi con lupi dando vita ad ibridi lupo-cane. Dove esiste il vagantismo canino, per contrastare il pericolo di danni alla fauna domestica e selvatica i Comuni, con le altre Istituzioni competenti, dovrebbero mettere in atto azioni per ottenere una maggiore osservanza della normativa vigente in materia di anagrafe canina, con l’inserimento nei cani padronali di microchip per l’identificazione (fonte: LIFE Ibriwolf), facendo crescere la consapevolezza e la responsabilità dei proprietari nella gestione dei cani.

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