CULTURA Lucera         Pubblicata il

La lunga storia dei Crocifissi lucerini




L’attività statutaria delle Confraternite lucerine ha sempre avuto un ruolo importante nella vita stessa della Chiesa locale, al punto da rappresentare un riferimento importante anche per la formazione religiosa degli aderenti e dei loro famigliari. Ne fa testo il grande impegno del santo lucerino San Francesco Antonio Fasani (Il Padre Maestro, 1681-1742), il quale considerò la Confraternita di riferimento un essenziale elemento di supporto del suo apostolato francescano. Ciò premesso, non ha destato particolare sorpresa la mostra che ha visto esposti nella cappella di San Francesco tutti i crocifissi custoditi dalle Confraternite, parte importante di un corredo tenuto opportunamente e diligentemente al riparo dai tarli dall’usura del tempo e da possibili atti vandalici. L’iniziativa è della Reale Arciconfraternita S.Croce-SS.Trinità-Bvm Addolorata risalente al secolo XIV, su proposta del priore Arturo Monaco, con il patrocinio della Diocesi Lucera-Troia, dell’Ufficio Diocesano per i beni culturali ecclesiastici, del distretto culturale “ Daunia Vetus”, della Basilica San Francesco, Santuario San Francesco Antonio Fasani e dell’associazione culturale “Terzo Millennio”. Tutto il materiale della mostra è stato raccolto in un libro-catalogo fotografico, che riporta i contenuti storici, iconografici e teologici dei crocifissi confraternali.

La mostra ha voluto commemorare i 17 secoli che ci separano dall’Editto di Milano sulla libertà religiosa, editto emanato nell’anno 313 dell’era cristiana dall’imperatore Costantino. E’ la prima volta che i crocifissi da processione appartenenti alle diverse arciconfraternite, confraternite e pie unioni di Lucera si sono potuti ammirare in un’unica sede espositive e di preghiera. L’esposizione dei crocifissi non rappresenta una bella esposizione di facciata, tanto per ammirarne le fattezze artistiche e stilistiche. Ogni crocifisso rappresenta un pezzo di storia della Confraternita, ha un significato particolare che si ricollega direttamente alla vita della Chiesa di quel momento. Come hanno sottolineato Mons. Antonio Pitta, docente presso la Pontificia Università Lateranense di Roma, e lo storico dottor Massimiliano Monaco. Il Vescovo Mons. Domenico Cornacchia, invece, ha sottolineato il valore della Croce per i cristiani quale strumento di redenzione.

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