POLITICA Provincia         Pubblicata il

Tribunale, ecco cosa hanno detto i capigruppo provinciali




A cura di Costantino Montuori

Più o meno tutti, nell’occasione del Consiglio provinciale straordinario e monotema celebratosi ieri nella sala consiliare del Municipio lucerino, non hanno mancato di prendere la parola per dire la loro sulla chiusura del Tribunale di Lucera e delle sezioni decentrate di Apricena e Rodi Garganico. Lo hanno fatto, su tutti, i capigruppo consiliari dei partiti e dei movimenti politici afferenti alla maggioranza di centrodestra e alle opposizioni. Ve ne diamo contezza nel resoconto che segue.


Da Antonio Prencipe, presidente del gruppo consiliare del PD, è venuto il monito allo Stato acché “non abbandoni il territorio”. “Con il Palazzo di Giustizia lucerino verrebbe meno un luogo fisico della legalità, un Tribunale è il simbolo dello Stato. I senso delle Istituzioni non può mancare alle Istituzioni stesse. Non ci sono presupposti numerici per chiudere il presidio giudiziario di Lucera e le sue sedi distaccate. Senza dire della ferocia della mafia sul territorio. È una battaglia a difesa dello Stato, il suo teatro è a Roma, dove i parlamentari della Capitanata devono operare. Il nostro impegno parte da qui ma non ha termine oggi. Non possiamo continuare a tenere in piedi una politica anti-meridionale eliminando l’efficacia dello Stato la chiosa del piddino Prencipe.


Gaetano Cusenza: Dobbiamo far sponda sui nostri parlamentari, in particolare, quelli alle Commissioni Giustizia di Camera e Senato. Il tempo ci darà ragione!” la sua asserzione stringata ma fondata su un dato oggettivo come pochi.


Massimo Colia
(Italia dei Valori): Il 17 settembre scadrà la delega al Governo, ulteriori iniziative prima di quella data dovranno essere assunte, mi ha sconcertato il resoconto dei fatti di Roma, espresso dal Sindaco e collega Pasquale Dotoli. Saremo a fianco delle comunità locali in questa e in altre iniziative”.


Michele Bonfitto (UdCap): “Siamo, innanzi tutto, cittadini italiani che hanno diritto alla giustizia e alla legalità. Se la mafia garganica esiste, lo Stato deve esserci!l’intervento conciso ma piuttosto concreto del rappresentante centrista.


Emilio Gaeta, voce del FLI, ha manifestato solidarietà ai 24 Sindaci che, in quel di Roma, “hanno subito una grave mortificazione”. “Esprimo assoluta contrarietà all’architettura destinata alla geografia giudiziaria italiana ha conchiuso il finiano.

Dalle indicazioni verbali si passerà a riscontri fattuali? Alle nostre latitudini si dice che chi campa vede.

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