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Strade e dissesto, Guerrera chiede un incontro alla Provincia di Foggia




CARLANTINO – <Come sono stati distribuiti i 27 milioni di euro che la Regione Puglia ha messo a disposizione per la manutenzione delle strade provinciali?>. E’ Vito Guerrera, sindaco di Carlantino, a domandarselo e a chiederlo alla Provincia di Foggia. Il primo cittadino carlantinese, che già nelle scorse settimane aveva definito irrisorie le risorse destinate al territorio dei monti dauni settentrionali, fa riferimento alla decisione presa dall’ente provinciale di destinare soltanto 364.791,98 euro al rifacimento della provinciale 1 (Niviera di Motta-Ponte Tredici Archi). <La strada in questione – spiega Guerrera – è lunga 25 chilometri e lungo tutto il suo percorso presenta frane pericolosissime, mancanza di segnaletica, assenza totale di manutenzione. I soldi stanziati per la provinciale 1, quindi, sono del tutto insufficienti, irrisori, per non definirli ridicoli. Alcune arterie provinciali dal chilometraggio inferiore e messe molto meno male della Niviera di Motta hanno ricevuto fondi pari al doppio della provinciale 1. Come mai questa disparità di trattamento?>. Il sindaco di Carlantino, in virtù di queste considerazioni, chiederà un incontro al presidente della Provincia di Foggia, Carmine Stallone. <La sensazione – ha continuato Guerrera – è quella che abbiamo perso un’altra opportunità per uscire dall’isolamento geografico ed economico in cui ci troviamo. Senza strade questo territorio non potrà mai decollare perché nessuno vorrà investire su una zona dove le arterie di collegamento sono dei veri e propri ostacoli insuperabili>.

 

Otto frane in 25 chilometri. Dal Municipio di Carlantino alla statale 17, è un cammino a ostacoli quello che decine di pendolari percorrono per arrivare ogni giorno ai luoghi di studio e di lavoro che per la maggior parte di loro si trovano a Lucera e a Foggia. Il primo smottamento lo si trova ad appena 700 metri da Carlantino. Poi, in rapida successione, metà carreggiata scompare dietro frane e transenne al chilometro 1,7 – 2,4 – 2,8. Si tratta di movimenti franosi profondi, che si inoltrano sotto la strada e per decine di metri riducono del 50 per cento la carreggiata disponibile al transito delle autovetture. Ma la frana più pericolosa, quella che mette davvero paura, la si trova al chilometro 3,5. Ai conducenti di pullman e camion, quando passano in questo punto, tremano le gambe. Qui la frana sta avanzando. Andando avanti, per un paio di chilometri la strada è perfettamente percorribile. Al chilometro 5,5 un profondo avallamento indica che, in questo punto, presto potrebbe aprirsi un’altra frana. Al chilometro 7,6, la strada si inoltra nel bosco. Qui il terreno tiene grazie agli alberi, alle loro radici, anche se in diversi punti sarebbe necessario consolidare il terreno ai lati della carreggiata. Strada nuovamente percorribile, senza eccessivi disagi, fino al chilometro 17. Qui non ci si può nemmeno fermare per filmare una frana che inghiotte mezza carreggiata. Al chilometro 19,3 un altro profondo avallamento indica il pericolo di un futuro smottamento. Poco più in là, al chilometro 23,8, un’altra frana pericolosissima. Stessa situazione al chilometro 25. <Il problema è serissimo – conclude Vito Guerrera, sindaco di Carlantino -. Lo stiamo dicendo da tempo. Il dissesto idrogeologico mangia il nostro territorio, circonda il nostro paese e mette in pericolo molti cittadini. Non può essere risolto con soluzioni tampone>.

 

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