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Un progetto dedicato al lucerino Emanuele Cavalli

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Oggi, mercoledì 18 aprile, alle ore 18,00 presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia nell’ambito della Settimana della Cultura e del quarantennale dell’Accademia di Belle Arti di Foggia, sarà presentato il progetto 'Emanuele Cavalli, nelle Collezioni pubbliche e private della Provincia di Foggia'.
Interverranno la dottoressa Gloria Fazia - Direttore del Museo Civico di Foggia , il dottor Nicola Delle Noci – Presidente dell’Accademia di Belle Arti di Foggia - il professor Piero Di Terlizzi – Direttore dell’Accademia Belle Arti di Foggia -, i professori Romeo D’Emilio e Salvatore Lovaglio docenti lucerini dell’Accademia per le Belle Arti di Foggia.

L'iniziativa progettuale, promossa dal Centro Studi e Promozione Arti Visive di Lucera è nato dalla studio di un aspetto poco o affatto conosciuto dell’opera dell’artista lucerino, e cioè il rapporto che egli ha avuto con ambienti privati di Capitanata e che ha stimolato una certa forma di 'collezionismo' con alcune decine di quadri di importanza rilevante.

Il piano progettuale non si vuol essere un momento conclusivo di indagine storica, ma una riflessione in itinere che richieda ulteriori 'verifiche sul campo'.

Come si ricorda, Emanuele Cavalli nato a Lucera nel 1914 da una famiglia di possidenti, nel 1921 si trasferisce a Roma dove, dopo i primi studi all'Istituto Artistico Industriale, entra nella scuola del pittore Felice Carena. Nel 1926 tre sue opere sono accolte dalla giuria della Biennale di Venezia (da questo momento la sua partecipazione a questa rassegna sarà pressoché continua). Nel 1928 si reca in Francia, dove è introdotto dall'amico Martinelli nell'ambiente degli Italiens de Paris (con De Pisis, De Chirico, Savinio e via elencando) ed espone, a Parigi, al Salon Bovy insieme a Pirandello e Di Cocco. Dal 1930 torna a Roma in anni che risulteranno fondamentali per l'elaborazione e l'affermazione del tonalismo, di cui Cavalli è uno degli interpreti più raffinati e anche più consapevoli dal punto di vista teorico.
Nel 1933 Capogrossi, Cavalli e Melli (in veste di critico) stilano insieme il 'Manifesto del Primordialismo plastico' in cui esprimono le loro idee sulla pittura tonale, con una forte accentuazione del lato spirituale e astratto dell'operazione pittorica.
Verso il 1935 Cavalli espone un gruppo di opere alla II Quadriennale. Con il tempo sviluppa il tema del rapporto pittura- musica: in occasione della Quadriennale del 1943, presenta una serie di nove figure femminili abbigliate ognuna in una tonalità differente, e spiega il suo lavoro in termini di 'sensibilità contrappuntistica', paragonandolo ad una 'raccolta di preludi e fughe nei toni maggiori e minori'.

Questi anni di intensa e feconda attività furono coronati da due importanti personali (alla Galleria Leonardo da Vinci di Firenze nel 1939 e allo Zodiaco di Roma nel 1945) e dalla vittoria nel concorso per la cattedra per la pittura presso l'Accademia di Belle Arti a Firenze (1945).
Il 1949, con il mancato rinnovo dell'incarico di insegnamento, segna l'inizio di una profonda crisi, a cui non è estraneo l'orientamento in senso astrattista che i suoi antichi compagni di strada, Cagli e Capogrossi, iniziavano allora a seguire.
Muore a Firenze nel 1981. (d.i.)

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