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50° Anniversario GIUSEPPE AR

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In occasione del 50° anniversario della scomparsa dell’artista lucerino Giuseppe Ar , la Pro Loco di Lucera ha organizzato , in collaborazione con la galleria d’Arte Valeno , un’esposizione che permetterà alla cittadinanza di contemplare il genio di Ar attraverso le ventiquattro tele che nell’estate 1998 la moglie del pittore , Concetta Testa , donò al Comune .

Le opere saranno in esposizione da domenica 25 febbraio a domenica 4 marzo .

La manifestazione per la commemorazione di Ar ospiterà la cerimonia di presentazione della pubblicazione della tesi di laurea della Dott.ssa Maria Pina Grasso che si terrà presso il Circolo Unione alle ore 18.00 .

Dalle ore 19.30 invece, sarà possibile visionare le opere presso la Galleria Valeno in via Zuppetta .

L’idea degli organizzatori era quella di reperire anche altre opere dell’artista da collezionisti privati , per potere offrire al pubblico un corpus più nutrito e rendere possibile la visione di opere inedite .

L’evento è comunque un’occasione importante per riportare all’attenzione del pubblico un’artista che purtroppo non riceve l’attenzione che meriterebbe , non solo per i grandi  successi che raccolse in vita , anche all’estero , ma soprattutto per la sua lieve poesia , per il suo sguardo rivolto alle cose semplici , per il suo raccontare la vita quotidiana ; un’artista che ha amato molto Lucera ma che purtroppo non si vede riconosciuto lo stesso amore .

 

Per conoscere meglio l’artista

 

Giuseppe Ar nasce a Lucera il 19 gennaio 1898 da Francesco e Luisa Zaza e battezzato il giorno successivo in Cattedrale . Nel Liber Baptizatorum il cognome paterno viene trascritto in modo errato .

Allievo del “caro “ , come egli stesso lo definisce , Prof.Raffaele Graziani , Ar perfeziona la sua tecnica , soprattutto nello studio di acquerello , prospettiva , disegno dal vero ; da se invece continua ad utilizzare matita e penna per creare ritratti di piccolo formato che fotografano la popolazione lucerina ; scolpisce anche qualcosa in legno , ma tutto è andato perso .

Nel 1912 fonda con altri giovani “Fides et studium” , un circolo giovanile cattolico di cui poi sarà il terzo presidente .

Intanto lavora presso la Banca Popolare Agricola per circa dieci anni .

A 25 anni la svolta nella carriera di Ar : diventa pittore di professione accettando il rischio di povertà pur di inseguire il suo sogno di gloria .

L’esordio dell’artista avviene alla fine degli anni’20 : un’esposizione nel negozio di stoffe di Nicola Sacco in via Umberto I ; nel 1921 vince la Prima Mostra d’arte di Capitanata dunque partecipa alla Prima Biennale Romana dello stesso anno dove invia tre acquerelli che ottengono consensi lusinghieri e vengono acquistati da tre membri della giuria d’accettazione delle opere .

Nel’23 partecipa alla Seconda Biennala Romana , questa volta esclusivamente con tecnica ad olio , e condivide la sala espositiva con Giorgio De Chirico che nel 1954 visiterà la personale di Ar a Venezia .

Nel settembre’25 si trasferisce a Roma , a San Lorenzo , presso il Collegio Pio X in via degli Etruschi 36 ( oggi Parrocchia dei Giuseppini dove si conserva un’opera di Ar dedicata all’Immacolata ) qui inoltre lavora come insegnante , ma il lavoro è troppo gravoso e non gli permette di visitare le mostre , i musei , i monumenti di Roma , che era ciò che più gli interessava .

Abbandona allora l’icarico d’insegnante e collabora con un noto organizzatore di mostre .

Intanto il suo lavoro comincia ad essere conosciuto e soprattutto apprezzato dai critici ; stabilisce importanti relazioni con altri artisti e organizzatori che ne faranno conoscere le doti al pubblico .

Nei tre anni che Ar trascorre a Roma partecipa a tre collettive e nel 1928 allestisce una personale che sarà visitata anche dal Re .

Nel settembre ‘28 ritorna a Lucera  per tutelare la sua arte , per non farsi corrompere dal gusto degli artisti della capitale; ritornerà ancora a Roma , ma mai più stabilmente .

A Lucera vive con la sorella e alcuni cugini ; insegna alla Scuola di Avviamento Professionale e , a causa della difficile situazione economica impartisce lezioni private di disegno e realizza ritratti su commissione .

Nel 1939 sposa Concetta Testa di diciassette anni più giovane di lui sua unica modella , ispiratrice e che gestirà poi le relazioni pubbliche dell’artista .

Durante la Seconda Guerra Mondiale realizza piccoli lavoretti su commissione in cambio di viveri .

Da Lucera si allontanerà solo per le esposizioni ( Assisi, Roma, etc) cogliendo l’occasione per dipingere alcuni scorci.

Nei primi anni ’50 , grazie al successo proveniente dalle numerose mostre in tutta Italia raggiunge una certa agiatezza economica che , ovviamente influirà anche nella sua produzione pittorica . L’intensificarsi del lavoro peggiora però la sua salute già fragile; morirà il 31 gennaio del 1956 a Napoli , dopo la sua prima esperienza internazionale alla Natalizia Collettiva di Parigi.

Alla sua morte retrospettive in tutta Italia ed anche all’estero : Parigi nel 1956 e Londra nel 1964.

Berenice Di Matto

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