CULTURA Lucera         Pubblicata il

Il ‘Lions Club’ prende in carico gli affreschi di ‘San Domenico’


Tela di S. Domenico Guzman


Il “Lions Club”  di Lucera si farà carico del progressivo restauro  degli affreschi che fanno parte del patrimonio pittorico della trecentesca chiesa di “San Domenico”. E’ stato il dottor Franco Stanca, a nome dei lions lucerini,  ad annunciarlo in occasione della cerimonia della scopertura della tela che sovrasta l’altare di S. Vincenzo Ferreri restaurata e riconsegnata all’ammirazione dei fedeli. Si ripartirà con il restauro della tela di Massimo Stanzione, che si trova sull’altare di San Domenico Guzman. E’ un programma che dovrà recuperare gradualmente un patrimonio inestimabile di opere d’arte che riproducono straordinarie figure della Chiesa antica  e che è stato danneggiato notevolmente dai danni del terremoto del 1980.  In conseguenza del sisma, la chiesa è stata chiusa al culto per ben 19 anni e solo nel 1999 è stato possibile riaprirla, dopo un lungo lavoro di consolidamento statico e di restauro. All’interno di questo progetto fortemente voluto dal Vescovo del tempo Mons. Francesco Zerrillo, è stato possibile anche far tornare alla sua funzione originaria l’adiacente  cappella dell’adorazione.  Inoltre, la chiesa di “San Domenico” si sta preparando per tornare ad essere protagonista in vista della possibile canonizzazione del Beato Agostino Casotti Vescovo croato, per il quale proseguono i contatti tra le due sponde diocesane  al fine di avviare il previsto “processo”, da sottoporre nella fase finale alla Congregazione  dei Santi presso la Santa Sede.  Sono confermati questi contatti, al punto che è stata prevista la ristampa in lingua croata della biografia del Beato firmata dal Massimiliano Monaco (Agostino da Traù, un domenicano croato vescovo di Lucera, Edizioni Terzo Millennio pp.175).  C’è di più.
Proprio nei giorni scorsi, il neo assessore al turismo, dottor Giacomo Capobianco,  ha annunciato che l’Amministrazione comunale sta elaborando un progetto che prevede di portare il turismo religioso al centro di un movimento più vasto che riguarda il miglior utilizzo del patrimonio monumentale lucerino. In questa direzione, sarà possibile organizzare un gemellaggio tra la città natale del Beato Casotti e Lucera, che lo ha visto Vescovo nel 1322. Ecco perché “San Domenico” , attraverso l’azione propulsiva del suo rettore don Luigi Di Condio  sarà al centro di un vasto movimento di iniziative, una chiesa questa dove il Beato Casotti ha operato e dove per qualche tempo hanno riposato il suo corpo, ora  custodito nella Basilica Cattedrale dopo la partenza dei Frati Domenicani.
ADM

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