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Agli attuatori del contratto di quartiere II

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Riceviamo e pubblichiamo
 
Codesta Gent. Redazione voglia essere così cortese da ospitare un’ulteriore mia personale espressione d’opinione in merito alla vicenda dell’attuazione del progetto comunale cosiddetto “Contratto di quartiere II”.
 
In data 1 agosto c.a., sulle pagine di un net journal locale era apparso un articolo a firma di un “presunto”  consorzio denominandosi ATTUATORI DEL CONTRATTO DI QUARTIERE e costoro si dilungarono in una specie di risposta destinata all’Ing. Perrotta che, come si sa, facendo parte del comitato spontaneo della 167, illustrò in modo semplice e comprensibile alla massa di abitanti della 167, in cosa consisteva il contratto di quartiere; illustrazione accompagnata peraltro dall’unica documentazione di recente possesso e pubblica che era la pianta del progetto.
Ora, per le questioni prettamente tecniche, lascerei un eventuale intervento all’Ing. Perrotta che non avrebbe certamente bisogno della mia difesa d’ufficio ma, per altri aspetti, vorrei intervenire nei confronti di costoro che, essendo evidentemente aggiudicatari delle opere del progetto, saranno imprese note al pubblico e pertanto non si capisce perché definirsi attuatori e non specificare il nome della loro società e i loro nomi e cognomi.
Sembra una semplice  cosa ma che forse dimostrerebbe alcune particolarità come ad esempio se fossero le stesse imprese o meglio gli stessi nomi titolari delle imprese che hanno compiuto lo scempio della 167 e ciò rappresenterebbe una nota assai importante soprattutto per definire se si tratta di speculazione o meno.
A costoro che oggi si preoccupano di migliorare il quartiere periferico della 167 e di pezza del lago chiedo (se sono gli stessi che hanno costruito la 167): perché non se ne sono preoccupati in illo tempore? ed ancora: è sicuramente vero che hanno venduto gli alloggi al prezzo stabilito dal comune?
Per essere ancora più precisi, non è forse vero che molti di loro (se sono gli stessi che hanno costruito la 167) approfittando delle esigue possibilità economiche degli acquirenti, nello stilare gli atti avanti ai notai, abbiano dichiarato l’importo di acquisto dell’immobile inferiore a quello effettivamente pagato per evadere e risparmiare sull’IVA (gli acquirenti) e sull’IRPEF (i venditori)?
Sono a conoscenza del fatto che tutti i residenti della 167 hanno a suo tempo versato ai costruttori (forse gli stessi attuatori) gli oneri di urbanizzazione?
Perché bisogna spendere altri soldi per marciapiedi, strade, ecc. quando i residenti hanno già versato gli oneri di urbanizzazione che prevedono anche la realizzazione di questi servizi? Posso dire a costoro, essendo testimone oculare, che gli oneri di urbanizzazione (il cui versamento è documentabile) non hanno contribuito a realizzare tutto quanto era previsto, tant’è che alcuni dei costruttori (forse gli stessi attuatori) hanno realizzato le strade attigue agli immobili da essi realizzati, con materiale di risulta per riempimento e con una modica quantità di bitume per impermeabilizzare, quando invece, gli oneri sostenuti andavano versati al comune e questo avrebbe dovuto realizzare le opere come le strade, le scale, le aree verdi, ecc.,  che oggi rientrano nel contratto di quartiere, quindi, ripaghiamo le stesse opere.
Mi piacerebbe sapere da costoro chi sono singolarmente questi “attuatori” e se, come scrivono, non sono degli speculatori, perché nel loro scritto non hanno reso pubblico le particelle delle aree che secondo quando sostengono, essi hanno espropriato con un costo di oltre 2 milioni di euro che, anche se sono ignorante in materia, sembra essere un compito del comune effettuare degli espropri in quanto ente pubblico preposto.
Da costoro mi piacerebbe sapere con un esempio, di che tipo di piazza e di giardini pubblici e di che pista ciclabile si tratta nel progetto che dovrebbero realizzare, perché, anche se sono ignorante in materia ma dotato di una sana vista e di un particolare senso di osservazione, non vedo come e dove potersi realizzare una piazza, a meno che non si voglia abbattere qualche palazzo, visto che sono stati costruiti (forse da loro stessi) parallelamente ed equidistanti l’uno dall’altro senza un margine di spazio idoneo per manovre di accesso alle rimesse o per spazi verdi. Dato che costoro sembra si prodighino per i cittadini della 167 e di pezza del lago, perché non fanno vedere la cosiddetta pista ciclabile che realizzerebbero a titolo gratuito? Ma costoro lo sanno che cos’è una pista ciclabile e a cosa serve? Non vorremmo che fosse come una di quelle famose e tristi strade che terminano nel deserto, fatte costruire in tunisia da craxi o come la salerno-reggiocalabria ancora incompiutà come la 167 di Lucera!
E poi, dato che costoro fanno riferimento espresso alla questione indennizzi suoli 167, vorrei chiedergli perché non hanno fatto lo stesso per le aree in 167 durante gli ultimi trent’anni?
Inoltre chiederei a questi nobili signori se magari quelle aree a cui si riferiscono, rientrando nel quartiere 167, non vengano pagate anche dai residenti che hanno ricevuto i famosi avvisi bonari di pagamento da Equitalia per conto del Comune di Lucera, perché risulta che i competenti tecnici comunali, a suo tempo per stabilire i prezzi dei suoli 167, fecero calcoli facendovi rientrare anche aree che non corrispondevano a quelle su cui erano sorti gli immobili.
Un’altra contestazione nei confronti di costoro che, evidentemente si sentono autorizzati a sostituirsi all’ente comune e lo si deduce dal fatto che diramano notizie ignote ai comuni cittadini come lo scrivente, come ad esempio quando si ripetono nel dichiarare che se proprio qualcuno doveva eccepire sul progetto, l’avrebbe dovuto fare in quei tempi, cioè nel periodo dell’amministrazione labbate, allorquando, il sig. calabria, assessore, tenne vari incontri con i residenti della 167 e in particolare con i rappresentanti dell’allora comitato di quartiere.
Ebbene, suggerisco a costoro di riferire la verità in merito e di assumersi le responsabilità personali per ciò che si sostiene, poiché lo scrivente ed almeno un centinaio di persone ma più in particolare pochi soggetti eravamo componenti di quel comitato di quartiere e, senza alcun dubbio si potrà sostenere che mai la popolazione residente fù interpellata per partecipare al progetto. Semmai il solo rappresentante di quel comitato che fino ad un certo periodo non aveva validità giuridica perché non riconosciuto da nessun ente istituzionale, avrà, forse intrattenuto contatti con l’amministrazione di cui successivamente ne entrò a far parte come assessore, particolare importantissimo di cui lo scrivente ed altri eravamo ignari e che solamente in occasione delle recenti vicende sugli indennizzi, si è appreso da altre persone.
Pertanto inviterei costoro ad identificarsi e sempre attraverso le vie a loro congeniali, esprimano i loro nominativi, cosicchè sarà possibile sapere se sono gli stessi che hanno creato la odierna 167 e quindi non prenderemmo sicuramente da loro lezioni su progetti e su come migliorare le periferie.
Metterei in guardia costoro dal pubblicare mendaci dichiarazioni in merito a fantomatici incontri con i residenti della 167 e a verbali d’incontro mai avvenuti, perché lo scrivente è “testimone oculare” che ciò non è mai avvenuto, essendo componente di quello pseudo comitato.
Per quanto riguarda la grande fatica economica sostenuta per le spese di esproprio, essendovi pronunciati pubblicamente, nascondendovi dietro ad un termine (ATTUATORI), perché non pubblicate in rete sempre attraverso le vie a voi più congeniali, i decreti di esproprio? Veramente sarebbe la prima volta che il comune in tempi rapidissimi attui una procedura di esproprio così, a dispetto di quanto non avvenga per il resto della 167 (28 anni)!!!!!
Spero che i soggetti attuatori ci facciano degni di una loro risposta personale e sottoscritta!

MDF  M. ombudsman

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