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‘Per gli antichi vicoli’, l’evento culturale dell’estate troiana

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Troia. Piazza Episcopio Troia. Piazza Maitilasso Troia. Villa comunale

Da giugno a settembre strade, piazze e palazzi della cittadina preappenninica ospiteranno una importante rassegna di arte contemporanea

Sono sedici gli artisti approdati a Troia con le loro opere, nell’ambito della rassegna di arte contemporanea denominata ‘Per gli antichi vicoli’ che si svolgerà fino al 15 settembre 2010: Vito Berardi, Katia Berlantini, Francisco Cabanzo, Michele Carmellino, Pietro Cimino, Ugo Cossu, Antonio Di Michele, Lucio Garofalo, Nicola Liberatore, Salvatore Lovaglio, Nelli Maffia, Matteo Manduzio, Leon Marino, Rosy Daniello, Guido Pensato, Enzo Ruggiero.
La rassegna, patrocinata dal Comune di Troia, è stata ideata dall’arch. Pietro Cimino, che dichiara: essa rappresenta “un valore aggiunto alla valenza culturale specifica della città”. L’evento, realizzato attraverso l’installazione di opere d’arte nella splendida cornice della città di Troia comprende, tra l’altro, due mostre (la prima dall’1 al 16 luglio) che si terranno nel palazzo monumentale dell’ex convento di San Domenico.
In preparazione un catalogo e un deplian pieghevole e manifesti con la mappa della città e delle installazioni, con testo del critico d’arte Katia Ricci che, tra l’altro, dichiara: “L’intento di Piero Cimino, artista e curatore della mostra, è rendere più ampia possibile la fruizione dell’arte, che acquista nuovi sensi e significati quando è esposta in spazi aperti e di transito, fuori da gallerie e musei”. “Partecipare ad un evento che si svolge nelle strade è accettare un rischio”, quello del “giudizio di un pubblico non smaliziato, che è forse più spontaneo e immediato”.
Diverse, secondo Katia ricci, le pratiche artistiche “per le diverse concezioni che le artiste e gli artisti invitati hanno dell’arte e del rapporto con il pubblico”. “Katia Berlantini, Michele Carmellino, Nelli Maffia  e Guido Pensato, Francisco Cabanzo, Antonio Di Michele tendono a sottolineare con le loro installazioni il senso civico dell’arte pubblica.
Lucio Garofalo, Matteo Manduzio, Leon Marino, Nicola Liberatore, Enzo Ruggiero, Vito Berardi, Ugo Cossu, Salvatore Lovaglio, Rosy Daniello e Piero Cimino intendono l’arte pubblica nella sua accezione più ampia: la ricerca di un contatto più diretto anche con il pubblico, che di solito non frequenta musei e gallerie”. “E, dunque, in questo caso - conclude Katia Ricci - le opere d’arte contemporanea sono collocate in luoghi della città scelti in accordo con l’ente locale”.

Nunzio Lops

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LE OPERE - LE LOCATION

‘Preservare la specie’, di Berardi, opera in legno e ferro di oltre 2 metri di altezza in Piazza Maitilasso;‘Veniamo dai secoli Forati dai chiodi’, di Leon Marino, in Piazza Leppe; ‘Moon’ opera in ferro, di Cimino in Piazza della Vittoria; ‘Angelo musicante’, un bassorilievo realizzato in legno da Garofalo, in Piazza Giovanni XXIII; ‘E quercus e suber’ di Cossu, in ferro arrugginito (cm 395) in Piazza Santa Croce; ‘Angelo musicante’  di Garofalo & Berardi, in legno tutto tondo, posizionato nell’androne della Casa di Riposo San Giovanni di Dio, in Piazza San Giovanni XXIII ‘Pellegrin’, in acciao, di Cimino, nell’androne della Casa di Riposo San Giovanni di Dio, in Piazza San Giovanni XXIII; ‘Gabbie’, di Cimino, in Piazza Episcopio; ‘Prospetto di casa’ , di Leon Marino, in Piazza Tommaso Passero; ‘Supercalifragilisticexpialidocious’ (trame e merletti), di Daniello, in Via Petruzzi; ‘Chamaeleon’ (filo di ferro, ferro verniciato. Maschere di Rosy Daniello con l’apporto tecnico di laccatura e cottura del laboratorio ‘Ferro e Fuoco’ di Foggia, di Daniello e Cimino, in via Regina Margherita, ex campanile chiesa di S. Francesco; ‘Dis - obbedienza’, di Cimino, in una aiuola della villa comunale; ‘Cavallo’ , in legno e ferro, di Berardi, interno piano terra di Palazzo San Domenico; ‘Sempre il solito vizio n. 3’, di Maffia, in Via Giacomo Matteotti; ‘In viaggio’, di Manduzio, (carta e cartoni del XVIII secolo, moderno, carta da restauro, riporti di gore e macchine antiche, foglie d’oro e d’argento, spago, rafia, vecchia radice di vite) nell’androne di Palazzo D’Avalos; La magia del fuoco’  (oggetti in disuso riciclati), di Ruggiero, nell’androne di Palazzo D’Avalos; ‘L’intelligenza del cuore’ (acciaio, acciaio verniciato), di Daniello, in Vicolo dei Morti; Canneto’, di Lo Vaglio, in Via Roma; ‘Il limite e la libertà’ (materiali vari), di Berlantini, in Piazza Mons. Cavalieri; ‘Passi pellegrini’ (tecnica mista su tela), di Liberatore, all’interno della chiesa di San Basilio; ‘Lavori in corso’ (materiali e immateriali per la riabilitazione visiva e verbale in area urbana come pali di castagno, vetri colorati, carta, scrittura e versi dell’artista), di Pensato, parete Chiesa di San Francesco in Via Regina Margherita; ‘Non sono cadute dal cielo’ (globi di polistirolo verniciati), di Di Michele, parete Chiesa di San Francesco in Via Regina Margherita.
Inoltre sono da evidenziare: l’intervento su anelli in più punti della città, di Cabanzo e la postazione fotografica itinerante di Carmellino.

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