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'Chi dice Donna dice.....Daunia' fa tappa a Biccari

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uno scatto di Michele Miele una foto di Rosy Francesca Loprieno

“Chi dice donna… dice Daunia” è una rassegna di opere d’arte contemporanea che parla del mondo femminile in relazione ad un territorio italiano: la Daunia, territorio che può essere individuato con l’attuale provincia di Foggia. Gli artisti invitati sono tutti trentenni con esperienze artistiche solide che spaziano dal teatro al cinema, dalla fotografia al disegno.

 

La Daunia rappresenta un filo conduttore, un contenitore di argomentazioni che spaziano dall’erotismo, alla violenza sulle donne, dal mito, allo stereotipo sulla donna del Mezzogiorno passando per il sogno del cinema.

 

Dopo la prima tappa tenutasi a Manfredonia al Palazzo Celestini, la rassegna giunge a Biccari nella suggestiva Torre Civica in occasione dei tradizionali Fuochi di Sant’Antonio.

 

LA MOSTRA ITINERANTE DI ARTE CONTEMPORANEA E’ A CURA DI GERARDO DI FEO. ESPONGONO: SALVATORE FAVIA, FLAVIO ROMUALDO GAROFANO, FRANCESCA LOPRIENO, MICHELE MIELE, MORENA MYOKO PETRILLO, ADRIANO SANTORO
TORRE CIVICA DI VIA ROMA A BICCARI (FG)
DAL 15 GENNAIO AL 17 GENNAIO
ORARIO DI VISITA 17-20

 

 

A seguire alcune notizie sugli artisti e i loro lavori:

 

Salvatore Favia: nasce a Napoli nel 1977, si trasferisce a Mattinata (Fg) dove attualmente vive. Inizia l’attività fotografica nel 1999 dedicandosi al ritratto. Dal 2001 si cimenta nello still-life e nel reportage naturalistico, inoltre dal 2000 al 2005 fotografa la vita nei parchi nazionali e nel mondo sportivo. Ha partecipato a numerose esposizioni è stato fotografo ufficiale della 54 edizione del carnevale dauno e del concorso Miss Italia. Nel 2009 espone a Lucera alla collettiva “Mondi d’oltremare” curata da Eleonora Zaccaria.

Per “Chi dice donna...dice Daunia” Favia propone scatti in bianco e nero che ritraggono tutti il medesimo soggetto: una giovane donna dai tratti somatici tipicamente mediterranei. Gli scatti di Favia accompagnano la donna ritratta nei nove mesi di gravidanza. Lo sguardo della protagonista muta ad ogni scatto così come muta la propria condizione di donna durante la gravidanza, portando in mostra un neorealismo fotografico molto vivido.

Flavio Romualdo Garofano: nasce a Castelvenere in provincia di Benevento nel 1981, attore, regista e fotografo per “Chi dice donna…dice Daunia” propone una selezione di opere fotografiche che affrontano temi relativi allo stereotipo legato alla donna del meridione d’Italia, signore di nero vestite sull’uscio delle proprie abitazioni che si affacciano su panorami mozzafiato. Garofano propone anche giovani donne pensose che si scrutano valli incontaminate o donne sedute sulle scale di un paesino garganico. Portare in mostra un’antitesi così forte tra la fascia d’età giovane e la fascia d’età senile è un artificio metaforico forte che vuole sostenere la tendenza diffusa tra le donne italiane di emanciparsi in età giovanile per poi omologarsi all’immagine stereotipata di donna italica fatta di tutto ciò che hanno rinnegato in gioventù.

Francesca Loprieno: nasce a Trani, dopo il diploma accademico di primo livello all'Accademia di Belle Arti di Foggia, si sta specializzando in grafica e fotografia all'Accademia di Belle Arti di Roma. L’artista propone una serie di opere legata alla tematica della “bellezza difficile” che vede giovani donne immortalate in riquadri neutri e bloccate con colori saturi, che sono ben lontane dal modello-velina che tanto spazio occupa oggi nelle cronache, purtroppo non solo rosa o televisive. La potenza degli scatti di Loprieno risiede nella trasversalità comunicativa dell’immagine fotografica, infatti, le foto prodotte dall’artista potrebbero a pieno titolo far parte di una campagna pubblicitaria di sensibilizzazione contro i deprecabili atti di violenza fisica, psicologica e morale che molte donne subiscono ma potrebbero anche inneggiare ad un modello fisico alternativo dove i canoni estetici da bambola plastificata vengono accantonati in favore di un’accettazione di sé, che si manifesta anche portando addosso delle “sbavature” non meno dolorose di uno schiaffo o di un pugno, ma che hanno il sapore della libertà e dell’ indipendenza.

L’artista, inoltre, propone un trittico fotografico dal titolo “ Cassandra, Viesta e Arpia” che affronta una ricerca molto attenta sulle divinità femminili che sono presenti nei miti e leggende legate a tre città della Daunia Foggia, Vieste e Troia, rispettivamente con Arpia, Viesta, Cassandra. Un mito che rivive all’interno di rovine di periferia con interpreti contemporanee.

Michele Miele: nasce ad Orta Nova in provincia di Foggia nel 1981. Nel 2006 consegue la Laurea in Cinema presso il DAMS dell’Università di Bologna e nel dicembre 2008 si diploma al Master Photography and Visual Design presso FORMA – Centro Internazionale di Fotografia, Milano. Nello stesso anno collabora con l’agenzia fotogiornalistica Contrasto. Miele si esprime in fotografia prediligendo scorci urbani o interni architettonici dove la presenza umana ha lentamente lasciato il proprio segno. Per “Chi dice donna dice Dauna”, invece, l’artista ha ritratto donne daune in un omaggio a Piero Della Francesca e a i sui profili. Gli scatti presentono un mare di luce che investe l’ambiente in cui sono immerse le protagoniste che emergono da un sereno mondo mistico dove la luminosità non rappresenta solo un’aura soave quanto un’aura morale. Nelle opere di Miele la luce delinea ed evidenzia i lineamenti e le forme delle donne così come la calda luce del sole delinea le sinuose curve della Daunia.

Morena Myoko Petrillo: lucerina, laureata in Decorazione presso l’Accademia di Foggia, da 8 anni lavora sul tema dell'erotismo. Il suo raccontar(si)e può essere un modo per custodire ciò che di più profondo e magico c'è nei suoi amori e nella sua fantasia.

Per la rassegna “Chi dice donna..dice Daunia” l’artista propone dei disegni che propongono una storia d’amore che non può essere raccontata attraverso le parole. La donna che emerge dai disegni di Petrillo è una donna che non si pone dei limiti perché darsi totalmente ed incondizionatamente è assolutamente il modo più proficuo per donare all’altro gioia e spiritualità.

I disegni di Morena Myoko Petrillo mostrano una donna romantica, che vive però con molta sofferenza e malinconia il proprio amore, una donna che riesce a canalizzare verso di sé gli stati d’animo che animano la passione. Le sue donne non sono mai nude completamente, vi sono veli che ammiccano all’inizio di un nuovo gioco. Nessun disegno della serie proposta nasce da uno studio, sono realizzati con il carbone e solo due sono acquerelli. L’artista segue per gli acquerelli l’ideologia zen secondo cui il colore non va ripassato più volte, ma steso una sola volta senza successive contaminazioni.

Adriano Santoro: nato a San Giovanni Rotondo nel 1980 vive e lavora a Manfredonia. Consegue il Diploma di II livello in ‘Arti Visive e Discipline dello Spettacolo’ presso l’Accademia di Belle Arti di Foggia. Dedica al tema delle ‘Sirene’ un gran numero di opere della sua produzione artistica. Per la rassegna “Chi dice donna…dice Daunia” Santoro propone foto di donne di Manfredonia i cui ritratti sono focalizzati sul volto e soprattutto sullo sguardo che rappresenta il punto focale dell’intera serie. Le donne sono rappresentate tutte dinanzi a degli elementi architettonici che rimandano al territorio pugliese: striature di una finta colonna, il legno di un portone, il tufo di un muro con le sue mille trame. La serie di foto rientra in un progetto più ampio denominato “L’uomo delle stelle” che si ispira al film culto di Giuseppe Tornatore sul sogno cinematografico tra la gente comune. I visi di Santoro sono “volti da film”, facce di donne che davanti alla macchina da presa esprimono emozioni e sensazioni, stati d’animo che nella quotidianità emergerebbero solo a sprazzi in queste foto sono amplificati all’ennesima potenza.

 

Gerardo di Feo 


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