POLITICA Comune         Pubblicata il

Sul bilancio, Fabrizio Abate, risponde a Di Ianni




In relazione a quanto scritto da chi mi ha preceduto nel ruolo che oggi ricopro, di assessore al bilancio, ai tributi ed al patrimonio del Comune di Lucera,  con l’umiltà e la modestia di chi tenta di fornire un servizio che vada ad esclusivo beneficio della comunità che l’ha delegato a tale funzione e senza l’arroganza di chi invece si reputa “il luminare” della finanza locale e l’assoluto depositario della verità in materia contabile, mi pare doveroso formulare le seguenti considerazioni affinché tutti i cittadini possano farsi un’idea chiara, circa lo stato attuale dei conti dell’ente:
Senza scomodare norme e concetti di contabilità pubblica, mi limiterò a riassumere e riportare le ragioni tecniche e politiche che hanno obbligato  l’Amministrazione Comunale a ricorrere al piano pluriennale di riequilibrio finanziario  2014/2021.
Preliminarmente è opportuno riepilogare l’esposizione debitoria del Comune di Lucera:
 

Debiti da sentenze € 4.467.151,57
Accantonamento passività potenziali € 8.300.483,45
Debiti derivanti da transazioni € 4.787.700,36
Debiti da riconoscere del IV e V settore € 1.157.669,38
Debiti già finanziati ma da riconoscere (allegato n. 7) € 101.801,35
Transazioni già eseguite e finanziate € 962.767,65
Debiti da transazioni relativi a spese legali € 1.622.259,43
Allineamento fondo di cassa e disavanzo di amministrazione € 2.609.206,65
Costituzione del fondo crediti di dubbia esigibilità € 1.329.220,91
Totale generale da ripianare € 25.338.260,75
 
Questa è la reale situazione debitoria complessiva dell’Ente, che siamo stati costretti a dover fronteggiare, facendo ricorso, al fine di evitare il dissesto finanziario, all’unico strumento previsto dalla normativa attuale, ossia la procedura indicata dall’art. 243 bis del T.U.E.L.
Delle cause che hanno portato a detta situazione, è il Rag. Di Ianni, a dover fornire delle spiegazioni plausibili, considerato che quanto meno nel quinquennio 2009-2014 è stato lui, il responsabile politico della situazione economico-finanziaria dell’Ente.
E’ chiaro ad esempio, che se il Rag. Di Ianni avesse avuto, negli anni in cui ha amministrato, la capacità politica di risolvere almeno i tre problemi finanziariamente più pesanti per le casse dell’Ente ( “Sacco”, “Calabria” e “Contratti di quartiere II”) a prezzi e cifre  decisamente inferiori rispetto a quelli che a seguito di Sentenze Giudiziarie, il Comune ha dovuto riconoscere (circa € 11.000.000,00), certamente l’Ente ne avrebbe tratto beneficio e dunque evitato di dover far ricorso alla procedura del predissesto.
Nella vicenda “Calabria”  poi,  sebbene la controparte avesse offerto, anche per iscritto, la disponibilità a transigere ad un prezzo senz’altro più basso, rispetto a quanto successivamente stabilito in sentenza, gli ex Amministratori, hanno omesso di prendere in considerazione tale richiesta. E perche? Forse perché in questo caso si sarebbe potuto compromettere il buon esito dell’operazione “Contratti di Quartiere II”?
Intanto però la somma pagata in più ai “Calabria” a causa di questa omissione, che la collettività ha dovuto sostenere è stata di circa € 3.500.000,00.
Anche sui numeri il Rag. Di Ianni fa un po’ di confusione. Riprendendo i dati del piano parla di notevole capacità di riscossione delle entrate correnti.  Tali percentuali di riscossione però, non consentono la copertura integrale in termini di cassa, di tutte le obbligazioni certe (contratti pluriennali, stipendi, rate di mutuo etc). Difatti il 20% del non riscosso sul totale delle entrate correnti, comporta che ogni anno l’Ente deve sopportare una scostamento in termini di incassi di circa € 5.000.000,00 (23% delle spese correnti impegnate e pagate).
Quanto poi alla riduzione di spesa del personale, i dati inviati alla Corte dei Conti ed al Ministero sono i seguenti:
 
ANNO 2013
  Rendiconto esercizio 2013
Intervento 01 € 5.296.369,57
IRAP € 309.857,09
Intervento 03 € 0,00
Totale spese di personale € 5.606.226,66
   
Componenti escluse € 1.098.604,83
Componenti assoggettate € 4.507.621,83
 
  Rendiconto esercizio 2013
Totale spese di personale € 5.606.226,66
Spese personale società partecipate € 0,00
Spese correnti € 22.723.929,46
Incidenza % 24,67
 
ANNO 2014
  Dati definitivi esercizio finanziario 2014
Intervento 01 € 4.929.530,12
IRAP € 336.998,78
Intervento 03 € 0,00
Totale spese di personale € 5.266.528,90
   
Componenti escluse € 1.098.783,63
Componenti assoggettate € 4.167.745,27
 
  Dati definitivi esercizio finanziario 2014
Totale spese di personale € 5.266.528,90
Spese personale società partecipate € 0,00
Spese correnti € 23.230.786,88
Incidenza % 22,67
 
Dunque per l’esercizio finanziario 2014 vi è stata una consistente riduzione della spesa del personale sia rispetto alla media del triennio precedente (€ - 443.606,54) sia rispetto all’annualità precedente (€ - 339.876,56) che porterà un risparmio per tutta la durata del piano di € 843.305,72. A dimostrazione di quanto detto si riportano i dati contabili con le variazioni in termini assoluti e percentuali:
 
  Rendiconto esercizio 2011 Rendiconto esercizio 2012 Rendiconto esercizio 2013 Dati definitivi esercizio 2014
Totale spese di personale € 5.989.093,04 € 5.757.850,65 € 5.606.226,66 € 5.266.528,90
Spese personale società partecipate € 0,00 € 0,00 € 0,00 € 0,00
Componenti escluse € 1.213.259,82 € 1.207.250,26 € 1.098.604,83 € 1.098.783,63
Componenti assoggettate € 4.775.833,22 € 4.550.600,39 € 4.507.621,83 € 4.167.745,27
Spese correnti € 26.747.000,00 € 21.967.000,00 € 22.723.929,46 € 23.230.786,88
Incidenza % 22,39 26,21 24,67 22,67
Variazione assoluta rispetto all’anno precedente € 46.265,08 € 225.232,83 € 42.978,56 € 443.606,54
Variazione percentuale 0,959% 4,716% 0,944% 10,644%
 
Questi sono i dati ufficiali trasmessi ai competenti organi dello Stato. Mi chiedo allora per quale motivo la precedente Amministrazione, visto che rivolge a noi tale accusa, pur avendone avuto la possibilità non ha utilizzato l’importo di € 225.232,83 per nuove assunzioni o per adeguare le ore di lavoro al personale part time?
 
Senza entrare poi nel dettaglio dei singoli punti che l’ex assessore Di Ianni tratterà, come preannuncia, in un suo prossimo intervento, lasciatemi fare qualche altra breve considerazione. 
Uno dei principi cardine della finanza locale postula:
l’ente identifica e valuta eventuali passività potenziali al fine di predisporre adeguati accantonamenti che permettano la copertura dei futuri debiti”. Se ci si fosse attenuti nella redazione dei precedenti bilanci, a tale principio, certamente la situazione debitoria dell’Ente oggi, sarebbe stata ben diversa. Ma la politica adottata in quegli anni, è stata quella di destinare le risorse ad altri e talvolta inutili interventi, piuttosto che accantonarle  prudenzialmente per il futuro.
Quanto all’occultamento di entrate certe quali la lotta all’evasione, gli indennizzi della 167 e le anticipazioni dei contratti di quartiere, il Rag. Di Ianni, dovrebbe sapere che una obbligazione diventa certa nel momento in cui esiste il titolo giuridico per poterne esigere il pagamento. Per esempio nel caso della lotta all’evasione il titolo giuridico diventa certo ed esigibile, solo con l’emissione degli atti di accertamento che devono poi divenire esecutivi. Ma in sede di predisposizione del piano pluriennale di riequilibrio, come poteva ipotizzarsi l’inserimento di  una entrata a titolo di lotta all’evasione, se prima non si era proceduto ad emettere gli atti di accertamento e per di più senza che gli stessi fossero divenuti esecutivi? Lo stesso discorso vale per le altre tipologie su citate per le quali non mi risulta vi fossero i titoli giuridici necessari per poter essere stanziati in bilancio.
In relazione alla pratica diffusa in passato di fronteggiare una spesa certa con un’ entrata assolutamente incerta,  come ad esempio accadde in sede di predisposizione del bilancio di previsione/riequilibrio del bilancio 2012, allorquando il Consiglio Comunale di allora, approvò la parziale copertura del debito “Calabria” con l’alienazione del patrimonio comunale, e a distanza di tre anni si constata che, mentre  il debito è stato pagato, l’entrata però, non si è mai concretizzata, con inevitabili ripercussioni  sugli equilibri del bilancio, è bene ribadire che tale modo di operare è assolutamente inviso all’attuale Amministrazione, che ritiene invece molto più realisticamente che ad uscite certe debbano corrispondere entrate certe, o con una elevata probabilità di realizzo, ovviamente  sempre supportate da un adeguato titolo giuridico.   
Inoltre, circa l’eliminazione, con estrema disinvoltura, di residui attivi per circa 3.000.000,00 di euro, è inutile ribadire che l’eliminazione di residui è un operazione estremamente delicata che coinvolge tutti i settori comunali. L’eliminazione dei residui attivi tributari è stata basata su dati incontrovertibili per i quali non esiste più il titolo giuridico. E se l’Amministrazione “TUTOLO”, in sede di predisposizione del piano di riequilibrio, non avesse accantonato l’importo di € 1.329.220,91 di certo il disavanzo di amministrazione, dopo il riaccertamento straordinario, sarebbe divenuto di € 10.144.760,83 anziché 8.815.539,92 con notevole aggravio sulla parte corrente dei bilanci futuri.
Per ciò che concerne infine la vessazione tributaria a carico dei cittadini, appare utile ricordare che è stata l’Amministrazione “Dotoli” già dal 2012 ad aumentare al massimo tutti i tributi e le tariffe tributarie. Il ricorso al piano di riequilibrio pluriennale quindi, non ha precluso in alcun modo la possibilità per l’Ente di rivedere gli aumenti tariffari.
Tanto si doveva per far chiarezza sull’argomento, e nel ringraziare per la disponibilità, formulo cordiali saluti.
 
L’Assessore al bilancio (Dott. Fabrizio ABATE)


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