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Il dissesto di Marina di Lesina: tutto inventato!



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Se quello che afferma l’ing. Antonio Palma corrisponde a verità e se le cronache provenienti dal posto inquadrano veramente la realtà della situazione, bisogna dedurre che tutta la storia del presunto dissesto idrogeologico di Marina di Lesina è stata tutta una dannosa boutade. Per alcuni anni tutti coloro che hanno una casa di proprietà nella bella località balneare hanno vissuto sotto l’incubo di vedersi crollare la propria casa addosso, con la conseguenza di non poter utilizzare il proprio immobile nel periodi di vacanza. Infatti, l’area interessata (Canale Acquarotta) era sottoposta a vincoli di inagibilità, vincoli spesso contrastanti tra loro, come dire cervellotici. Gli abitanti di questa zona si sono visti costretti a sostenere costi in proprio per perizie e ricorsi, oltre al danno di non poter prendere possesso della propria casa e godersi un meritato periodo di vacanza. A distanza di anni è venuto fuori che il dissesto era nella fantasia dei cosiddetti tecnici regionali e non, i quali hanno preso una cantonata solenne. Amministratori locali, in primis, e i soloni regionali e degli enti che si sono alternati al capezzale del malato immaginario andrebbero perlomeno presi a calci nel sedere! Dovrebbero mettersi in ginocchio e chiedere scusa. Si trattava solo di lavori di consolidamento di quella zona, ma nulla che potesse essere definito eccezionale!
Insomma, normale routine, che poteva essere messa in campo con dei mezzi assolutamente ordinari. Si è scherzato, nel senso che le case possono tornare ad essere abitabili e a disposizione dei proprietari. Il danno all’economia locale è stato notevole. Intanto, la proprietà è stata completamente deprezzata anche in tutta Marina di Lesina, per cui vendere un immobile è stato difficile, anche quando il prezzo di cessione si riduceva del cinquanta per cento. Non solo. I villeggianti scansavano Marina di Lesina, immaginando di potersi trovare in una situazione di pericolo o perlomeno di disagio. Insomma, si è proceduto con eccessiva faciloneria, giocando sulla pelle dei villeggianti, che pure sono l’anima dell’economia di Lesina e centri vicini. Ora chi pagherà i danni? Inutilmente, i vari comitati sorti a difesa di Marina di Lesina hanno cercato di dimostrare che si poteva intervenire ordinariamente per prevenire eventuali crolli, senza mettere mano a provvedimenti particolari assolutamente superflui e costosissimi.
E’ un peccato che la tutela del nostro patrimonio balneare debba essere affidato a tecnici dilettanti e irresponsabili e ad amministratori assolutamente incapaci di gestire la cosa pubblica, La logica dice che tutti i danneggiati dovrebbero essere ristorati, a compenso dei gravi danni subiti. Vedrete che non accadrà nulla, perché in Italia il paradosso è l’ovvio quotidiano. I responsabili continueranno a restare al loro posto, con il compito di provocare altri danni non appena si presenterà l’occasione favorevole. Posto che non si può tornare indietro, occorrerebbe almeno fare una azione promozionale a largo raggio volta a rilanciare l’immagine della località balneare, che merita di stare ai primi posti in quanto a bellezza paesaggistica e ad accoglienza.
a.d.m.






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